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Bianchetti: «Ora arrivano le partite da vincere. Lo spogliatoio è sereno»
Bianchetti: «Ora arrivano le partite da vincere. Lo spogliatoio è sereno»

Matteo Bianchetti in conferenza stampa: «Resettiamo la sfida con la Lazio per ripartire. Mi trovo bene con mister Alvini»

Grande protagonista della promozione, ora è uno dei giocatori della vecchia guardia che sta trovando più spazio in Serie A con la Cremonese. Questa mattina Matteo Bianchetti ha parlato in conferenza stampa per fare un prio bilancio della stagione grigiorossa, a partire dai 2 punti raccolti nelle prime 7 gare: «Sapevamo che sarebbe stato difficile perché l’inizio è stato tosto, avere qualche punto in più avrebbe fatto bene anche per una questione di fiducia. Qualche rimpianto c’è, ma le partite da vincere sono gli scontri diretti che arriveranno adesso. A parte la giornata no con la Lazio abbiamo sempre fatto le partite nel modo corretto».

CONTRO LA LAZIO – Lo 0-4 casalingo con la Lazio dev’essere resettato subito: «Sappiamo che abbiamo fatto bene i primi 20 minuti, ma dopo il secondo gol abbiamo perso fiducia, non ci era mai capitato di prenderne due in poco tempo. Siamo un gruppo nuovo, comunicare in campo non è semplice e quindi abbiamo avuto un momento di smarrimento. Dobbiamo resettare e pensare che le altre sei le abbiamo fatte bene e continuare a lavorare in quel modo lì. Non ci si deve sfaldare alla prima difficoltà».

IDENTITÀ – Con mister Alvini la strategia difensiva è stata rivoluzionata rispetto alla scorsa stagione: «È un modo completamente diverso di giocare e interpretare le partite perché giochiamo tanto a uomo, il mister ha insistito tanto soprattutto con chi c’era già prima, ma ormai sono passati due mesi e mezzo e penso che ora si veda – spiega l’ex Inter -. Poi però bisogna anche conoscersi con i compagni, quello ancora ci manca con chi è arrivato a fine mercato. In Serie A rischi di prendere gol in questi casi». Con i centrocampisti impegnati in fase di non possesso, spesso sono i centrali a dover far partire l’azione: «Sono cose che vanno codificate. L’anno scorso quando avevo palla scattava Buonaiuto, ora bisogna conoscersi ma la Serie A non ti dà il tempo per farlo. Ora abbiamo due settimane in cui cerchiamo di conoscerci e capire bene le caratteristiche di ognuno di noi».

MELTING POT – In uno spogliatoio così internazionale, il primo passo è conoscersi. Bianchetti racconta: «Per me è una delle prime esperienze, a Verona avevo compagni stranieri ma mai così tanti. Così posso affinare il mio scarso inglese (sorride, ndr), è difficile perché la comunicazione è importante, soprattutto per i difensori e per come sono io. Loro si stanno impegnando tanto e ci stiamo conoscendo anche fuori dal campo, per esempio Lochoshvili è un giocherellone». Lo stesso Alvini sta lavorando per comunicare meglio con i suoi ragazzi: «Mi trovo bene con lui, in questi giorni sta parlando con tutti per sapere come stanno andando le cose. Ha un rapporto diretto con tutti e cerca di inculcarci le sue idee e la passione che ha per il calcio. Anche per lui è difficile trasmettere empatia e passione a chi non capisce bene cosa dice per via della lingua, ma c’è serenità nello spogliatoio».

A LECCE – La sfida di domenica 2 ottobre rappresenta una grande occasione per muovere la classifica e rubare punti agli avversari per la salvezza: «Stiamo lavorando forte, i nazionali non ci sono ed è una novità, ma stiamo lavorando sull’intensità per poi preparare al meglio la partita di Lecce. Dovremo affrontare il primo scontro diretto nel modo giusto». Sul suo inizio di stagione Bianchetti si dice soddisfatto: «Sono contento, il mister mi sta dando diverse opportunità e non posso assolutamente dire nulla. Per me l’inizio è stato positivo, mi sto mettendo a disposizione della squadra, siamo tanti e avremo modo di dare una mano».

RIVOLUZIONE – Della scorsa stagione sono rimasti solo sette giocatori di movimento. Alcuni stanno trovando parecchio spazio, altri invece sono ancora in attesa della propria occasione (QUI la classifica dei minutaggi): «La società ha scelto di cambiare tanto, ma quelli che ha ritenuto pronti per la A sono presi in super considerazione e stanno dando una grossa mano, penso che anche chi ad oggi ha giocato meno potrà dare una mano. Abbiamo mostrato lo scorso anno che le qualità ci sono, il modulo può penalizzare o avvantaggiare qualcuno, ma abbiamo dimostrato di esserci». Bianchetti ha ritrovato la Serie A dopo quattro anni di assenza, non senza qualche novità: «È cambiato a livello di gioco perché molte più squadre giocano a uomo. Ci sono tanti giovani di gamba e qualità e per noi difensori è un bel banco di prova».

Redazione

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