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Giacchetta: «Non so dove arriveremo, ma il gruppo c’è»
Giacchetta: «Non so dove arriveremo, ma il gruppo c’è»

Il ds della Cremonese Giacchetta commenta il mercato grigiorosso: «Siamo consapevoli della nostra forza, a fare la differenza sarà la mentalità»

Al termine della conferenza stampa di presentazione di Tiago Casasola (clicca QUI per leggere la conferenza completa), secondo acquisto invernale della Cremonese, il direttore sportivo grigiorosso Simone Giacchetta ha risposto alle domande dei giornalisti, commentando il mercato appena concluso: «Sta venendo fuori una stagione gratificante, e il nostro mercato era mirato a dare forza al risultato sportivo e alle funzionalità della squadra, considerando anche il fitto calendario». 

LE USCITE – L’ex Albinoleffe spiega qual è stata la strategia della sessione invernale: «Volevamo inserire togliendo però qualcosa a livello numerico, visto che i calciatori coinvolti sono stati meno rispetto a quanto avevamo previsto. Per dare ad alcuni ragazzi l’occasione di giocare e tenere lo spogliatoio coinvolto siamo partiti da qui. Vendere i calciatori non è mai facile, ma siamo riusciti a fare diverse operazioni e siamo soddisfatti. Spiace per Fiordaliso che doveva passare al Vicenza, ma il suo contratto non è stato depositato in tempo. Avrebbe meritato questa opportunità, era nell’interesse della Cremonese che giocasse di più. Ora si rimetterà in gruppo e farà parte del percorso che ci aspetta». Il diesse ringrazia in particolar modo Deli e Alfonso: «Sono stati splendidi nel nostro contesto e rappresentavano da un certo punto di vista l’anima dello spogliatoio, faccio loro un grosso in bocca al lupo. Il fatto che alcune cessioni siano avvenute in B dimostra che anche le altre squadre riconoscono il nostro valore. Gli altri sono comunque di proprietà e torneranno dopo aver accumulato esperienza».

GLI ACQUISTI – Giacchetta prosegue: «Gli inserimenti sono stati mirati e dovuti alle esigenze manifestate tra il girone d’andata e la gara di ritorno con il Lecce. Ora abbiamo coppie di esterni difensivi competitivi e duttili, in grado di agire su entrambi i lati. Un discorso che vale anche per Gondo, che può fare la prima, seconda punta o anche l’attaccante esterno, e Rafia, che può giocare sia sulla trequarti che in fascia. Pecchia geograficamente ama mettere ovunque i giocatori offensivi, conta che abbiano gamba, passo e tecnica». Colpi che non stravolgono l’equilibrio dello spogliatoio: «Abbiamo cercato di lavorare senza stravolgere un gruppo che sta facendo molto bene e senza trasmettere incertezze. C’è bisogno di una forza mentale ancora superiore rispetto a quanto visto finora».

SALISCENDI – Il direttore sportivo punta molto sulla forza “mentale” del gruppo squadra grigiorosso: «In Serie B basta poco per vincere o perdere. Il poco che serve per vincere è in realtà tantissimo, quello che serve per perdere è poco o nulla. La differenza in questo campionato non la farà solo la tecnica, ma anche quello che c’è dentro ciascuno di noi e ci rende unici rispetto agli altri. Altri gruppi avranno giocatori migliori, ma io Cremonese devo rendermi conto di chi sono: a fare la differenza non sarà Casasola, ma Tiago. Non sarà Buonaiuto, ma Cristian. Ognuno sceglie l’abito che vuole per il gran galà dei playoff, ma la differenza la fa quello che abbiamo dentro e ci fa reagire ai momenti negativi e alle sconfitte, come già accaduto in questa stagione».

L’OBIETTIVO – Se ad inizio stagione l’obiettivo della Cremonese era migliorarsi rispetto agli anni precedenti, ora ci sono i presupposti per lavorare a qualcosa di più: «Non so dove arriveremo, ma il gruppo c’è e sono ottimista, possiamo continuare a fare questo tipo di percorso. Fino ad oggi abbiamo dimostrato di meritare questa posizione in classifica e vogliamo restarci migliorandoci continuamente, ma possiamo giocarcela con tutti. Ci sono almeno 10 squadre che possono ambire ai playoff, sarà difficile restarci dentro». Ma qualcosa rispetto alla scorsa estate è cambiato: «La storia recente della Cremo parla di campionati sofferti, quindi nonostante le ambizioni, la proprietà, gli elogi eccetera, la realtà è questa. A inizio stagione il nostro obiettivo era dimostrare bene di meritare la categoria ed essere protagonisti, a differenza degli scorsi anni. Siamo una squadra giovane e questo è un vantaggio, perché i ragazzi hanno portato freschezza e anche il mister è stato determinante. La cavalcata di questi primi mesi ci lascia la consapevolezza che ci sono avversari superiori a noi sulla carta, ma possiamo giocarcela con tutti. Il Lecce ha faticato con la Cremo e a far la differenza sono stati i dettagli. Oggi il nostro obiettivo è migliorarci sapendo che il difficile deve ancora arrivare».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli.
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte WWW.CUOREGRIGIOROSSO.COM

Lorenzo Coelli

Redattore e Social Media Manager

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