Due errori condannano la Cremo nella trasferta di Monza: ora Pecchia avrà due settimane per affinare la condizione e inserire Di Carmine
Nel calcio che corre all’impazzata verso un futuro fatto di palla a terra, sovrapposizioni e ritmo sempre più alto c’è ancora un principio che resta saldo in capo a tutti: vince chi sbaglia meno. Nella trasferta di Monza la Cremo gioca la sua partita, crea occasioni e alla fine decidono gli errori dei singoli. Un’uscita a vuoto che può anche essere salutare alla seconda giornata. Il cammino è lungo e le premesse restano più che incoraggianti.
FORFAIT – Pecchia deve fare i conti con l’indisposizione di Okoli, vittima di un malessere e rimasto a Cremona. Il mister sceglie l’adattato Fiordaliso invece dell’esperto Terranova, rimasto in panchina (anche a causa delle voci di mercato). Per il resto scendono in campo gli stessi che hanno schiantato il Lecce domenica scorsa nell’esordio dello Zini, con Buonaiuto confermato in supporto a Ciofani (anche se qualche metro più indietro rispetto alla gara precedente).
UN METRO AVANTI – La partenza sprint che da sempre caratterizza il gioco di Pecchia porta la Cremo a schiacciare il Monza nella propria metà campo. Al 7’ i grigiorossi trovano il vantaggio con il duo che ha contraddistinto lo scorso girone di ritorno: cross di Bàez e bella girata sul secondo palo di Ciofani. Zanimacchia però è un metro troppo avanti e blocca la visuale a Di Gregorio, così il Var giustamente annulla. Un errore di inesperienza e generosità da parte dell’ex Juve, sempre pronto a scattare e a pressare gli avversari. È giovane, crescerà.
IN PRESSING – La pressione della Cremo non si abbassa. Per venti minuti abbondanti i grigiorossi asfissiano il Monza che deve ricorrere ai lanci lunghi per alleggerire la manovra, destinata ad arenarsi sulla trequarti dove Valzania arriva puntuale in anticipo sul centrocampista avversario. La montagna però partorisce un topolino: Di Gregorio non deve sporcarsi i guantoni e al di là del gol annullato a Ciofani la Cremo non centra mai la porta. Le conclusioni a ripetizione di Buonaiuto, Bàez e Zanimacchia finiscono lontane dallo specchio.
SI BALLA – Dalla seconda metà del primo tempo la Cremo rallenta inevitabilmente il ritmo imposto alla gara. Il Monza comunque combina poco, anche se qualche amnesia di Fiordaliso costringe il reparto arretrato agli straordinari. Ravanelli gioca una partita perfetta in marcatura contro avversari che per caratteristiche sono i più difficili per lui da controllare. Le assenze dei compagni lo responsabilizzano e va a chiudere ovunque. Sernicola sulla destra si sdoppia tra compiti di copertura e discese palla al piede che diventeranno sicuramente una soluzione importante nel corso della stagione.
UN METRO INDIETRO – Se il primo errore ti azzoppa, il secondo ti condanna. Pecchia cambia un buon Ciofani con Di Carmine e Zanimacchia con Strizzolo, poi si rende conto che la squadra non ha più il ritmo del primo tempo e (probabilmente, non lo sapremo mai) mette Bartolomei al posto di un positivo Buonaiuto per passare a un più prudente 4-3-3. Ma visto che la sfiga ci vede benissimo, non passa nemmeno un minuto che la Cremo piglia gol: Pedro Pereira confeziona un cross maiconesco, Fiordaliso lascia un metro a Gtkjaer che tutto solo non può che segnare il gol da tre punti.
IMPRECISIONE – La Cremo non si abbatte e nonostante energie al lumicino prova a cercare il pareggio. L’occasione più ghiotta capita sui piedi dell’ultimo arrivato Di Carmine che in spaccata manda alto il bel suggerimento di Bartolomei. Al fischio finale restano zero punti e un grande amaro in bocca per una sconfitta dettata da episodi e dalla grande imprecisione dei grigiorossi: dei 16 tiri prodotti dalla Cremo (contro gli 8 del Monza) solo uno centra la porta. Una percentuale troppo bassa per una squadra che ancor prima che cinica dovrebbe riuscire ad aumentare la pericolosità delle conclusioni verso la porta avversaria. Un’annotazione: le palle più pulite sono arrivate con l’ingresso di Bartolomei, non ci stupiremmo di vederlo titolare alla ripresa contro il Cittadella.
AVANTI CON FIDUCIA – Una sconfitta di misura sul campo di una pretendente alla Serie A non può far cambiare idea sul bel lavoro fatto finora da Pecchia e dalla società. La prestazione c’è stata e le due settimane di lavoro non potranno che fare bene al gruppo. Soprattutto dal punto di vista fisico, visto che negli ultimi venti minuti molti grigiorossi erano in debito. Questo tempo servirà anche ai nuovi per entrare negli schemi del mister (Di Carmine in primis). Pecchia ha una rosa ricca e di qualità: se il mercato porterà anche gli ultimi tasselli (Gaetano e Fagioli) ci sarà proprio da divertirsi.
