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Salernitana, Sousa: «Ringrazio giocatori e tifosi»
Salernitana, Sousa: «Ringrazio giocatori e tifosi»

Cremonese-Salernitana, le dichiarazioni dell’allenatore Paulo Sousa: «Domani mancherà Fiorillo che stimo molto e mi dà garanzie»

Il finale di campionato non ha più nulla da chiedere alla Salernitana, data la salvezza ottenuta con largo anticipo, se non il fatto di chiuderlo al meglio: «Anzitutto voglio esprimere il mio enorme ringraziamento ai calciatori. Hanno creduto nelle mie idee, hanno dato sempre il massimo per emozionarci e per raggiungere gli obiettivi prefissati – così ha parlato Paulo Sousa in conferenza stampa -. Sapevo dall’inizio che sarebbe stata dura, ma ho avuto sempre fiducia che i gruppi con qualità emergono e fanno sempre la differenza. Bisognava soltanto crederci. Sono orgoglioso di loro, averli allenati è stato un onore. Fiorillo, per esempio, l’ho fatto giocare contro l’Udinese per dimostrargli stima. É un ragazzo che lavora bene, che è sempre presente, che aiuta la squadra a crescere anche a costo di prendere pallonate in faccia. Meritava una vetrina davanti al nostro pubblico, meritava 90 minuti e non la passerella di cinque. Tra l’altro ho avuto conferma che posso contare su di lui in qualunque momento. Domani, però, non ci sarà perchè ha avuto un piccolo infortunio».

IL DODICESIMO UOMO – Il tecnico portoghese ha poi indicato il valore aggiunto di questa stagione: «Aggiungo poi l’importanza dei nostri tifosi. Sapevo perfettamente che fosse una piazza calda, ora l’ho tastato con mano e sono ulteriormente consapevole che vanno rappresentati al meglio. Non sono pazzi. La Salernitana è la loro vita e mi fa tanto piacere vederli insieme a noi. Loro stessi lo cantano: passano presidenti, allenatori e giocatori ma loro restano per sempre. Anche a costo di fare sacrifici economici. É una città che trasmette energia. Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e questo ci fa piacere, ora tocca capire chi vuol far parte del progetto. E i tifosi sono la nostra garanzia. Io devo trasferire ai calciatori le motivazioni giuste. Poi una gara può uscire buona o meno buona, come accaduto a Empoli, ma la mentalità non deve mai cambiare: che si vinca o che si perda dobbiamo onorare la maglia, sono certo che abbiamo intrapreso un percorso che ci darà grosse soddisfazioni. La gente di Salerno è l’anima di tutto ciò che stiamo facendo».

FUTURO – E come per ogni allenatore, non può mancare il capitolo riguardante il domani: «Io ho la mia idea. Sono felice e consapevole di ciò che la Salernitana può offrire e può non offrire. Io sono contento di lavorare tutti i giorni. É la mia passione, amo vedere la crescita di ogni calciatore all’interno di una identità comune. Il comportamento di squadra e il metodo di gioco sono il passaporto per il futuro. Questo mi onora, ho ottenuto risultati che vanno oltre il risultato sportivo. Per continuare sulla strada del successo bisogna mantenere tutti i giocatori competitivi, poi dipenderà dalle disponibilità economiche del presidente e, di conseguenza, dalla bravura del direttore sportivo. Per avere successo dobbiamo mantenere tutti i calciatori che garantiscono il raggiungimento degli obiettivi. Su questo non c’è proprio da discutere. Io ho trasmesso le mie idee in funzione della vita attuale del club e delle prospettive. Ciò detto, l’investimento in ottica mercato tocca al presidente e al direttore che conosce bene quello che bisogna fare. Il linea generale ho espresso questi concetti quando ho incontrato a cena il presidente, l’amministratore e il ds. Come leader del gruppo e come responsabile tecnico ho dato le indicazioni. La stabilità del successo deriva dal mantenimento di tutti i giocatori competitivi. Poi dipende da quello che si vuol fare, il mercato dipende dalla disponibilità del presidente».

Nicolò Casali

Redattore

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