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Pecchia: «Occhio all’Alessandria»
Pecchia: «Occhio all’Alessandria»

Mister Pecchia alla vigilia di Alessandria-Cremonese: «Ci aspetta la prima gara di un mini torneo importante. Formazione? Ho ancora dei dubbi»

Ad Alessandria per dare continuità al successo di Reggio Calabria. Domani, sabato 27 novembre, la Cremonese scenderà in campo allo stadio Moccagatta per la 14ª giornata di Serie B (calcio d’inizio ore 14). Alla vigilia della gara il tecnico grigiorosso Fabio Pecchia ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa: «Formazione? Abbiamo giocato domenica e c’è stato il tempo per recuperare, ma le valutazioni ci sono. Abbiamo alternative rispetto a chi è sceso in campo a Reggio che stanno bene e sono in condizione per affrontare la partita. Ho ancora dei dubbi perché la partita di domani, come tutte, è importante e particolare perché arriva in un momento clou di questo mini torneo».

TOUR DE FORCE – La sfida di domani dà il via ad un periodo fittissimo di impegni, che vedrà la Cremo giocare tre partite nel giro di una settimana: «Questo è un mini torneo fino alla fine dell’anno solare, molto dipende da come ci arrivano le squadre a livello fisico e mentale, giocare tanto in così breve tempo richiede energie e tensione nervosa. Bisogna lavorare per tenere tutto il gruppo su, avere una rosa importante può essere un valore aggiunto. Ora però pensiamo solo all’Alessandria, una gara da affrontare con la carica giusta. Poi questo mini torneo determinerà il campionato, cambieranno tante valutazioni».

L’AVVERSARIO – Il mister presenta così la squadra di Moreno Longo: «Non guardo la classifica, ma le partite che hanno disputato. Sono in salute, hanno energia e hanno vinto una partita con merito a Ferrara. È una squadra con gamba, ben strutturata e in grado di fare le sue cose. Dovremo essere pronti per preparare la partita giusta a livello tecnico e di energia fisica». Pecchia non si fida dell’attacco piemontese: «L’Alessandria è una squadra in grado di fare le sue cose con grande determinazione, giocano bene in verticale e anche quando hanno perso l’hanno fatto creando grandissimi problemi alle retroguardie avversarie». Mister Longo ha annunciato che a centrocampo dovranno stringere i denti, ma Pecchia non si sbilancia: «Dobbiamo pensare a tenere i nostri ritmi, anzi aumentarli. Si tratta di una gara completamente diversa rispetto a quella di Reggio, dobbiamo saperla leggere e portarla subito nel nostro binario. Ci abbiamo lavorato su, bisogna insistere e indirizzare subito la partita»

GLI ESTERNI – Pecchia ha poi commentato la grande prestazione di Buonaiuto contro la Reggina: «Sono contento, è sotto gli occhi di tutti e gli abbiamo sempre riconosciuto le sue qualità e il suo ottimo atteggiamento in entrambe le fasi. A chi è in avanti chiedo sempre di farle in un certo modo, e per la prima volta a Reggio non ho sostituito i due esterni perché sono riusciti a mantenere la lucidtà negli ultimi 30 metri nonostante il grande lavoro fatto anche in fase difensiva». Nella ripresa Crescenzi e Valeri hanno dato una grande mano con le loro sovrapposizioni: «La squadra era determinata e quando lo si è tante situazioni vengono affrontate di petto. Gli esterni e i terzini hanno dato la spinta giusta, permettendoci di creare tante occasioni. Ma a funzionare è stata tutta la squadra».

DIFESA – L’Alessandria crea tanto e concede tantissimo, ma la Cremo deve tornare alla porta inviolata, che manca da sei partite: «Deve essere un obiettivo per tutti, non è un problema che riguarda la difesa,si tratta di una fase che va fatta con convinzione. A Reggio nel secondo tempo non abbiamo subito nulla, siamo riusciti a lavorare dentro la metà campo avversaria difendendo alti. Dobbiamo continuare così, il nostro obiettivo è creare tanto sotto porta e fare gol, così la squadra si libera e riesce a fare le cose con convinzione». In attacco è vivo il dibattito tra chi schierare tra Ciofani e Di Carmine: «So che può essere motivo di discussione, ma io devo pensare alla migliore Cremonese di volta in volta, sapendo che l’identità della squadra dev’essere sì la stessa, ma alcuni hanno caratteristiche diverse dagli altri. Io devo costruire la squadra basandomi su di esse: Samuel ci dà cose che Daniel non dà e viceversa. Dobbiamo avere una squadra altamente competitiva».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli
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Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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