Il difensore della Cremonese Meroni in conferenza stampa: «Siamo consapevoli di essere forti, ma anche di dover crescere»
Reduce da un ottimo esordio con la maglia della Cremonese nella vittoriosa trasferta di Vicenza, il difensore grigiorosso Andrea Meroni ha risposto alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa infrasettimanale organizzata dalla società. Ecco le sue dichiarazioni.
DEBUTTO – Il difensore di proprietà del Sassuolo ha commentato il suo esordio e i tre punti conquistati al Menti: «È andata bene, è stata una partita difficile perché giocavamo contro una squadra che non aveva ottenuto niente in termini di risultati, che ha cercato di metterci in difficoltà ed era reduce da un cambio in panchina. Siamo stati bravi a portare a casa il risultato, che era la cosa più importante. Felice dell’esordio e del risultato, è stata un’emozione esordire con questa maglia e il merito è stato anche dei miei compagni che mi hanno messo a mio agio per cercare di esprimermi al meglio durante la gara» . Al termine della gara mister Pecchia ha definito Meroni un grande professionista: «Parole che sicuramente mi hanno fatto molto piacere, specialmente se dette da un allenatore di questo calibro. Mi sto trovando molto bene, l’accoglienza è stata calorosa da parte di compagni, staff e tifosi. Ho trovato un gruppo compatto e mi sto integrando bene, le impressioni sono state molto positive sin dall’inizio e si stanno confermando tutt’ora».
LA DIFESA – Nonostante la giovane età (24 anni), Meroni è uno dei centrali di difesa più esperti della Cremo insieme a Bianchetti (28) e Ravanelli (24): «Vero, la difesa è molto giovane e noi classe ’97 siamo tra i più esperti. Questo può essere un vantaggio, lavoriamo ogni giorno per migliorarci, c’è qualcuno nuovo e per esprimere tutti lo stesso concetto stiamo lavorando, mi trovo molto bene con tutti e chi gioca gioca, ognuno cerca di dare il meglio per raggiungere il risultato». Nonostante l’ottimo inizio di campionato, la Cremo ha ampi margini di miglioramento: «L’intero gruppo è consapevole di essere forte, ma sa anche che bisogna lavorare ogni giorno per crescere. Questo dev’essere l’obiettivo comune. La gara di Vicenza ci ha lasciato molte indicazioni preziose sulle quali lavorare».
CAMPIONATO – Il 24enne di Monza si è soffermato sulla attuale Serie B e il rendimento della Cremo sin qui: «Sicuramente con il Perugia c’è stata una battuta d’arresto, può succedere a tutti e il nostro è un campionato livellato, basti pensare al Vicenza che ha una squadra per i playoff sulla carta e invece si ritrova ultimo a 0 punti nonostante siano forti. Ci alleniamo per farci trovare pronti, siamo un gruppo numeroso e molto livellato, questo aiuta la competizione». Sabato allo Zini arriva la Ternana: «Ci aspettiamo una partita molto difficile, dopo la promozione hanno avuto bisogno di qualche giornata per assestarsi, ma sono una squadra forte. Hanno preso giocatori importanti per la categoria, stanno dimostrando di essere un’ottima squadra e le due vittorie consecutive lo dimostrano».
ATTEGGIAMENTO – Dopo essersi mostrata in grado di sfidare (e battere) le big, la Cremo è chiamata a fare di più contro chi si chiude e pratica un gioco meno offensivo :«Il campionato è molto livellato, ci sono tante squadre forti. Chi gioca a viso aperto mette a disposizione più spazi, poi si affrontano altre squadre come Perugia, Cittadella e Vicenza che fanno dell’aggressione il loro punto di forza e tendono a far giocare male le altre. Noi cerchiamo sempre di non snaturarci proponendo il nostro gioco, senza guardare chi abbiamo davanti. L’importante è essere pronti a fare quel tipo di partita per portare a casa i tre punti, che sono la cosa più importante». Tra le sorprese di questo campionato c’è la capolista Pisa, ex squadra di Meroni: «È una piazza a cui sono molto legato, lì ho trascorso tre anni, abbiamo vinto i playoff e siamo saliti di categoria. Mi ha dato tanto e sarò felice di incontrare i miei compagni, ma quando ci incontreremo non ci saranno complimenti».
Fonte: dai nostri inviati al Centro Arvedi Lorenzo Coelli e Niccolò Poli
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