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Garzya a CGR: «La Cremonese come una famiglia»
Garzya a CGR: «La Cremonese come una famiglia»

Gigi Garzya, doppio ex di Reggina-Cremonese, a CGR: «Cremo da playoff, a gennaio servirà qualche innesto per puntare in alto»


La puntata speciale del format di successo GrigiorossOnAir in vista di Reggina-Cremonese è dedicata un doppio ex, Luigi Garzya. Difensore della Cremo per due annate in Serie A, Garzya è poi diventato allenatore anche a livello di nazionali giovanili. “Gigi” ricorda con piacere i campionati in maglia grigiorossa: «La Cremonese è stata per me come una famiglia».

DELUSIONE ITALIA – Inevitabile non partire dalla partita della Nazionale, che ci ha fatto spostare la diretta originariamente prevista per lunedì: «Non è stata una grande partita, ci si aspettava qualcosa in più. Ho visto una Nazionale un po’ svuotata, mancavano un po’ di energie. Può succedere, tenere il rendimento degli ultimi mesi era complicato. E comunque bastava mettere il rigore contro la Svizzera e stavamo parlando di altre cose. Resto fiducioso, per fortuna che si rigioca a marzo, avremo tempo di recuperare mentalmente. Però nel calcio si dimentica spesso troppo in fretta, abbiamo vinto gli Europei poco tempo fa, sono fiducioso».

DA CHIESA A CHIESA – In Nazionale gioca Federico Chiesa, mentre il padre Enrico ha giocato proprio con Garzya a Cremona: «Chiesa non lo conoscevo quando sono venuto a Cremona, io arrivavo dalla Roma. Ma io giocatori forti come lui me ne ricordo pochi, già dall’allenamento mi sembrava fuori categoria. Forte velocemente e di piede, destro e sinistro. Penso che il padre fosse più forte del figlio, anche perché faceva tanti gol. Se era in giornata non esisteva difensore che poteva fermarlo».

DA ROMA A CREMONA – Garzya si sofferma poi sul suo passaggio dalla Roma alla Cremo nell’estate del 1994: «Ovviamente era diverso rispetto a Roma, una squadra comunque della capitale e che faceva le coppe. A Cremona non c’era la stessa organizzazione societaria, ma c’era una grande famiglia. Entravo nello spogliatoio e sentivo i profumi della cucina, vedevo Luzzara al campo e Erminio Favalli che giocava a carte al bar con gli amici. Era un ambiente ideale per fare calcio e per concentrarsi sul calcio. I miei due anni sono stati meravigliosi e ho conosciuto tante belle persone che sento ancora ora. Certo brucia ancora la retrocessione del secondo anno. Quell’anno abbiamo avuto poche gioie ma quando giochi in determinate società che fanno fatica rispetto alle altre a livello economico devi fare dei miracoli e non può andare sempre bene. Per queste società il destino purtroppo alla fine è retrocedere, però ci siamo tolti delle belle soddisfazioni».

QUANTI GIGI – Ma chi si girava in campo quando si chiamava “Gigi”? «Si sì eravamo tanti, ci giravamo tutti (ride, ndr): oltre a me c’erano Gigi Turci e Gigi Gualco. E pure Gigi Simoni: sono venuto a Cremona per merito suo, mi aveva chiamato al telefono e mi aveva convinto. Simoni era una persona squisita, dolce, diceva le cose in faccia. Non era autoritario ma autorevole, era rispettato al di là delle competenze tecniche che comunque aveva in abbondanza. Era impossibile non volergli bene, oggi non se ne trovano più con quell’animo. Provate a chiedere a Ronaldo, vi dirà la stessa cosa».

GARZYA ALLENATORE – Dopo il calcio giocato Garzya ha intrapreso la carriera da allenatore, “rubando” dai maestri che ha avuto in carriera: «Io ho avuto tanti allenatori, tutti bravi e preparati, ho cercato di prendere il meglio da tutti. L’allenatore è un mestiere dove rubi, rubi da tutti, è una catena». Oltre a Simoni è stato allenato per molti anni da altri due mostri sacri come Fascetti e Mazzone: «Erano due persone caratterialmente diverse. Mazzone era il classico romano, una volta a Lecce mi ha pure attaccato al muro. Molto preparato e che ti dice le cose in faccia. Spesso si pensa a lui come un allenatore vecchio ma era modernissimo. Fascetti invece era più burbero, ma anche lui era molto moderno, è stato uno dei primi a fare giocare i giovani. Mazzone era simpatico, ma quando si incazzava era meglio stargli lontano, era pure grosso».

DIFENSORI DI IERI E DI OGGI – Ad essere cambiato è anche il modo di difendere, oggi quasi nessuno difende a uomo anche se qualcosa sta cambiando: «Il calcio è cambiato, un po’ si sta tornando alle origini e la difesa a tre è un segnale. Juric, Gasperini, Tudor, Conte giocano con le marcature e la tensione sull’uomo che da quando è arrivata la zona si era un po’ persa. I giocatori di oggi sono bravi con i piedi ma sull’uomo fanno i danni. Io da allenatore con i difensori a Potenza e Trapani ho dovuto ricominciare dall’ABC, dal guardare l’uomo e non la palla. Sembravo un extraterrestre a spiegare questi concetti. Si vedono i difensori oggi che in area non sanno marcare, lasciano sempre girare l’uomo. La partenza dal basso non è una scusa, impostare non esclude il marcare, penso all’Inter di Conte. Si possono fare entrambe le cose. Quando parlo di marcatura a uomo ai miei ragazzi sembra che parli ostrogoto. Se penso ai difensori che c’erano quando giocavo io rispetto a quelli di oggi, sembrano extraterrestri: Nesta, Cannavaro, Maldini».

DOPPIO EX – Domenica alla ripresa del campionato la Cremo incontrerà la Reggina. Garzya è un doppio ex, avendo giocato anche in Calabria: «La Reggina è una buona squadra, già all’inizio pensavo fosse una delle pretendenti per vincere il campionato, per me ha ottimi giocatori. Reggio Calabria poi è un bel campo, storico, è difficile fare punti lì, per loro è sicuramente un’arma in più. Certo la B quest’anno è molto equilibrata, non so veramente chi potrà vincere, come la Serie A. È il bello del calcio, non c’è niente di scontato. Aglietti è molto bravo, fa giocare la squadra in maniera semplice e convincente. La Cremo ha un buon organico, è sicuramente da playoff, poi lì è un altro campionato e cambia tutto, dipende come arrivi e anche chi compri a gennaio. Anche il Lecce è un’ottima squadra, l’ho vista contro il Parma che invece mi ha fatto una pessima impressione».

DIFESA GIOVANE – Da ex difensore poi Garzya si è espresso sul reparto arretrato dei grigiorossi: «La Cremo ha una buona difesa, infatti credo che il problema sia più avanti. Bastava un gol in più e una vittoria negli ultimi pareggi per rivalutare il percorso dell’ultimo mese. La Cremo ha una difesa giovane, ma siamo ancora all’inizio. Io credo che comunque qualcosa dovranno prendere a gennaio se vorranno puntare con decisione alle zone alte della classifica».


Si ringrazia Gigi Garzya per la disponibilità
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Redazione
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