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Dei a CGR: «L’errore di quest’anno? Sbandierate aspettative troppo alte»
Dei a CGR: «L’errore di quest’anno? Sbandierate aspettative troppo alte»

L’ex preparatore dei portieri grigiorossi Dei ai nostri microfoni: «Ravaglia si è meritato la Samp, se fossi in Volpe andrei a giocare. Sull’addio di Agazzi…»

Nel giorno dell’annuncio di Nicola Ravaglia alla Sampdoria, la nostra redazione ha contattato in esclusiva David Dei, preparatore dei portieri della Cremonese dello staff di mister Rastelli, che però ha proseguito il suo lavoro fino al 31 agosto agli ordini di mister Bisoli prima di salutare Cremona («Ho rifiutato il rinnovo per rispetto nei confronti di Rastelli»). L’ex numero uno di Arezzo ha parlato con noi dei suoi ragazzi e delle sue due stagioni passate all’ombra del Torrazzo, tra soddisfazione e rammarico.


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RAVAGLIA – L’intervista inizia parlando proprio del portiere romagnolo e del suo approdo in Serie A. Un trasferimento frutto del lavoro di Nicola che, secondo mister Dei, a Cremona non è mai stato capito del tutto: «Mi è sempre sembrato meno considerato di quanto dimostrasse, come se qualsiasi cosa gli venisse proposta gli sarebbe andata bene. Certi errori venivano amplificati e quando invece faceva bene non gli veniva dato quel mezzo voto in più». Prima di ricevere l’offerta dalla Samp, a Ravaglia era stato offerto un prolungamento annuale, ma non la certezza di essere il titolare«Mi ha sorpreso il fatto che fosse messo in discussione il suo ruolo. Credo sia stato tra i principali artefici della salvezza, sia prima del lockdown quando è stato chiamato in causa (come con Ascoli e Trapani) che alla ripresa. Io dalla panchina ero tranquillo perché sapevo che avrebbe fatto il suo e trasmesso fiducia ai compagni».

PROGRESSI – Il mister ha poi spiegato dettagliatamente quale sia stata la crescita di Ravaglia dal suo arrivo nel novembre del 2018: «Ha fatto un grande lavoro, crescendo in maniera esponenziale. Avendolo sott’occhio si potevano notare le mancanze che ha limato con il tempo. All’inizio odiava i miei lavori di forza per mettere su massa, quando sono andato via invece mi ha chiesto di passargli le schede (ride, ndr)». Un progresso dimostrato anche dai dati: «Sulle palle alte ha fatto un lavoro incredibile, diventando il migliore della categoria: abbiamo stravolto il suo approccio a questo gesto tecnico. Un altro aspetto su cui abbiamo lavorato molto erano le palle inattive: si concentrava troppo sul pallone, ma io ho preteso che guidasse la difesa prendendosi la squadra sulle spalle. È migliorato tantissimo». Una soddisfazione impagabile per Dei: «Ho trovato un portiere e ne ho lasciato un altro. Non voglio prendermi tutti i meriti perché lui mi ha seguito passo per passo, a volte forse criticandosi troppo. Alla Sampdoria si farà apprezzare, sa ricoprire quel ruolo ed è un lavoratore seriale. Il suo trasferimento è una delle mie soddisfazioni più grandi, come quando convocarono Cragno in Nazionale (lo ha allenato a Cagliari, ndr)».

David Dei preparatore portieri 2

AGAZZI – Mister Dei ha poi parlato di Michael Agazzi, raccontandoci un aneddoto: «Michael è arrivato alla Cremonese grazie a me, mi conosceva perché abbiamo giocato insieme a Trieste (tra il 2008 e il 2010, ndr). Al suo arrivo sapeva di dover aspettare perché il titolare era Nicola, e non l’avrebbe fatto in nessun altro posto. Ha preso in considerazione la proposta perché mi conosceva e per via della vicinanza a Bergamo. Ha aspettato quattro mesi per giocare perché Nick stava facendo bene, ma a Salerno Rastelli aveva bisogno di una guida per la squadra e lo ha scelto per questo motivo, non per demeriti di Ravaglia. Lui ha risposto con prestazioni di altissimo livello che hanno portato ai dieci risultati utili consecutivi, tranne l’errore di Perugia che ci è costato i playoff. Fu una cavalcata eccezionale dimenticata troppo presto».

INFORTUNIO E RITIRO – Agazzi ha appeso gli scarpini al chiodo alla ripresa degli allenamenti post lockdown, ma i problemi fisici avuti in precedenza hanno fortemente minato la sua stagione: «Quando si è lesionato il ginocchio sinistro in Coppa Italia era già infortunato, ma all’altra gamba: aveva il menisco lesionato da dicembre e visto lo stop forzato si è deciso di operarlo direttamente. Da qui il recupero così lungo che è arrivato solo a marzo». Dei commenta così il ritiro del portiere bregamasco: «L’idea di “mollare” gli ronzava nella testa dalla partita annullata di Ascoli, quando era reduce dall’infortunio. Già non era sereno, poi sono arrivati il coronavirus ed un lutto familiare. Scelte del genere non si commentano, si rispettano e basta».

david Dei preparatore portieri

VOLPE – Altro protagonista del bellissimo gruppo di portieri creato da mister Dei è Giacomo Volpe, che dopo una stagione da terzo portiere si è tolto la soddisfazione di esordire in Serie B e Coppa Italia«Quando sono arrivato l’ho trovato con l’umore a terra, ma anche il terzo portiere è un ruolo importante: i campionati possono essere decisi anche da un solo secondo giocato da questi ultimi. Alcuni seguono di più il primo e il secondo, ma credo che tutti vadano considerati allo stesso modo per farsi trovare sempre pronti – spiega l’ex portiere -. Volpe è cresciuto in maniera esponenziale, iniziando a credere nei suoi mezzi dopo aver perso fiducia in sé stesso. Gli esordi sono il coronamento del lavoro che ho visto ogni giorno: questo è stato un anno pesante per lui, ma nonostante ciò non ha mai mollato, tornando a credere in sé stesso». Adesso è arrivata la promozione a secondo portiere: «È un patrimonio della società e ha bisogno di giocare con continuità: se fossi in lui coglierei la palla al balzo e valuterei di andare a giocare da qualche parte, ma credo che con l’addio di Ravaglia resterà».

ERRORI – Dei si è poi soffermato su cosa non ha funzionato quest’anno per la Cremonese: «L’anno scorso siamo arrivati con la Cremonese appena sopra i playout, e nonostante qualche periodo tra alti e bassi abbiamo sfiorato i playoff dopo una super cavalcata, ma è tutto stato dimenticato. A Rastelli non veniva perdonata mezza cosa, e il suo passato da calciatore non l’ha aiutato con i pregiudizi. L’errore di quest’anno è stato quello di sbandierare gli obiettivi, forse da qualcuno che voleva farsi bello – spiega -. Si parlava di A diretta con una squadra che non aveva la forza di fare quello che ha fatto il Benevento e che è stata costruita a fine mercato, dopo le prime due giornate. Il gruppo si fa in ritiro, ma quest’anno sono arrivati tutti dopo: il vero gruppo l’abbiamo fatto a febbraio, quando siamo tornati e ci siamo ritrovati una squadra a terra moralmente».

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PRESSIONE –  È stato proprio l’eccesso di pressione a complicare da subito la stagione secondo Dei: «Dare la responsabilità di arrivare nei primi due posti a questa squadra era una cosa folle: ponendosi l’obiettivo di migliorare la stagione precedente si sarebbe fatto un campionato dignitoso, arrivando magari 4° o 5°. Siamo stati esonerati dopo 10 punti in 7 partite, ma con gli ultimi arrivi che dovevano rifare la preparazione perché ai margini delle rispettive società (Bianchetti, Ceravolo, Gustafson ecc.)». Altre squadre hanno saputo raddrizzare la stagione, la Cremo no: «Quando siamo stati esonerati le finaliste dei playoff Spezia e Frosione avevano rispettivamente 4 e 6 punti. La differenza? Hanno dato fiducia agli allenatori, mentre quando siamo stati richiamati noi siamo passati dall’essere a -1 dai playoff a quartultimi. I risultati poi non ci hanno aiutato nonostante prestazioni discrete. A Cremona la storia era un po’ distorta, ma la squadra era con noi: il gruppo si è formato a gennaio e anche il Ciofani che è diventato leader dentro e fuori per mister Bisoli è frutto della fiducia riposta in lui da Rastelli». 

ASPETTATIVE – Mister Dei ha poi commentato l’arrivo di Alfonso («Per la Serie B è una garanzia») prima di concludere con questo ragionamento: «Nel calcio serve umiltà: prima si fa la squadra, la si pesa e poi si annunciano gli obiettivi. Qui invece è stato fatto il contrario. Solo i ragazzi e chi ci è stato dentro sa cosa hanno passato. Avremo sbagliato anche noi, ma l’errore sta a monte. Quest’anno mi pare che si sia imparata la lezione».


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Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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