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Cremonese, tutti i dati della fase offensiva
Cremonese, tutti i dati della fase offensiva

Che la concretezza sotto porta sia il tallone d’Achille della Cremonese è evidente, ma andiamo ad evidenziarlo con i dati

La Cremonese segna molto meno di quanto dovrebbe. Tutti ne sono consapevoli, dai tifosi, ai giocatori a mister Stroppa, che spesso l’ha ripetuto in conferenza stampa. Nonostante il tecnico ammetta candidamente di esserne infastidito e preoccupato, grandi miglioramenti non se ne sono visti ed è un problema che sta iniziando a pesare parecchio arrivati a questo punto del campionato. Basti pensare ai punti potenziali che è costato ai grigiorossi, se si pensa al primo tempo contro la Reggiana, contro il Südtirol e via dicendo. Certo è che appiattire la discussione intorno all’impiego di Massimo Coda o al numero di punte in campo è riduttivo e banalizzante. Cerchiamo allora di evidenziare il problema attraverso le tanto odiate statistiche (prelevate da Fbref.com) che, viste con sospetto, spesso risultano utili per indagare la realtà dei fatti.

LEZIOSISMI – In primis, è bene sottolineare che la Cremonese risulta prima per tocchi nella trequarti offensiva e seconda per quelli in area avversaria. Tale possesso viene convertito in una media di circa 30 azioni a partita che potrebbero portare al tiro, delle quali solo 16 divengono effettivamente tiri, di cui 4 nello specchio. Il problema è qui: la percentuale dei tiri in porta è bassa, intorno al 27%, il quartultimo dato del campionato, meglio solo di Reggiana, Südtirol e Bari. Inoltre, la percentuale dei gol su tiri in porta è circa la metà di quella del Venezia, ad esempio. Ne consegue che con un npxG (gol previsti senza calci di rigore) di 40 reti segnate, la Cremo ne abbia messe a segno solo 37. Un dato spaventoso se paragonato a quello di Parma e Venezia e Como, rispettivamente a +12, +10 e +6 gol rispetto a quelli previsti, in chiara over-performance. In parte, questo da più valore alla classifica dei grigiorossi, costruita sulle difficoltà là dove agli avversari pare andare sempre tutto per il verso giusto. D’altro canto, evidenzia come i grigiorossi tendano a cercare spesso un passaggio in più anziché tentare la conclusione e che i tiri stessi, quando tentati, peccano di precisione.

IL RE È MUDO – Il re dei tiri imprecisi è proprio Vazquez, che risulta primo per azioni con conclusione potenziale in Serie B, terzo per tiri tentati ma nemmeno tra i primi 10 per tiri in porta. Solo il 28% delle conclusioni tentate centra lo specchio. Difatti, è fermo a 1 gol in campionato nonostante un npxG che ne prevede almeno 5, peggiore under-performing in carriera. Anche non essendo, come visto, l’unico fattore da tenere in considerazione, è bene sottolineare il cinismo di Coda, primatista per conclusioni nei 90′ e quarto per tiri nello specchio. Inoltre, il bomber grigiorosso tiene fede ai suoi npxG con 11 reti segnate su azione, a dimostrazione di come riesca a convertire quasi tutte le occasione che gli capitano.

Michele Iondini

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