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Cremonese, tempo di shopping
Cremonese, tempo di shopping

La Cremonese torna da Torino con le ossa rotte: i grigiorossi non sono mai in partita e appaiono svuotati anche dal punto di vista mentale

Si sapeva che poteva essere una serata complicata. Ma come dice il famoso meme, la Cremonese è riuscita ad abbassare aspettative già molto basse. Ripetiamo da tempo che per fare punti contro certe squadre serve una concomitanza di fattori. Primo, una serata no dell’avversario. Secondo, che gli episodi girino a favore. Terzo, una forma psico-fisica ottimale per portare il risultato fino in fondo. Contro la Juventus è successo l’esatto opposto e il tabellino forse non riassume nemmeno l’enorme differenza vista in campo.

CON ZERBIN – A Torino mister Nicola deve fare i conti con l’assenza dell’influenzato Payero, tra i migliori in casa Cremonese nell’ultimo mese. L’indiziato numero uno per sostituirlo è Zerbin. L’ex Napoli effettivamente gioca dall’inizio, ma a sorpresa viene schierato a tutta fascia sulla destra, come a inizio stagione. In mezzo c’è il doppio play tutto gamba formato da Bondo e Grassi. Con loro è confermato Johnsen, in ascesa nelle gerarchie dopo il gol contro il Cagliari allo Zini. Dietro e davanti ci sono i soliti, Bonazzoli e Vardy non si toccano. Dall’altra parte Spalletti prosegue sulla strada del 4-2-3-1 intrapresa nelle ultime settimane e schiera il tridente McKennie-Miretti-Yildiz alle spalle di David.

SERATA SÌ DELLA JUVE – Che non sarà una gara facile lo si capisce fin da subito. La Juve è in forma, soprattutto è in fiducia. Gli uomini di Spalletti giocano un calcio rapido, fatto di un possesso a pochi tocchi e tanti inserimenti senza palla che mandano in crisi la difesa grigiorossa. Nelle idee di Nicola Bondo, da mezzala destra, dovrebbe andare in soccorso di Terracciano e Zerbin per marcare Yildiz. Sulla carta la cosa potrebbe anche funzionare, peccato che poi il diretto avversario dell’ex Milan goda di un’ampia libertà: le discese palla al piede di Thuram spaccano una Cremonese già di per sé non esattamente ermetica. Dopo il gollonzo di Bremer che spiazza Audero, è proprio una ripartenza del francese a portare i padroni di casa sul doppio vantaggio. L’azione è emblematica del livello di questa categoria: l’errore in area bianconera di Zerbin può sembrare veniale, ma da una palla giocata con sufficienza il possibile 1-1 si trasforma nel 2-0 di David.

EPISODI CONTRO – A rendere più complicata una serata difficile partita nel modo sbagliato ci si mettono poi gli episodi. L’intervento di Locatelli su Johnsen è al limite, il rigore potrebbe anche starci e la sensazione è che a parti invertite il Var non sarebbe stato così zelante. La stessa cosa si può dire del penalty concesso ai bianconeri. Baschirotto fa un intervento clamoroso, poi è sfortunato e il pallone finisce sul braccio. Fosse successo agli avversari probabilmente sarebbe stata considerata un’auto-giocata ma si sa, in certe partite i colori contano meno del black&white. Ci fossero ancora dubbi su come deve finire la serata, ci si mette anche l’esecuzione del rigore. Audero fa il miracolo e si allunga deviando sul palo, ma quella che poteva essere la svolta psicologica del match si trasforma invece nella pietra tombale perché la palla torna sui piedi del numero 10 turco per le facile rete del 3-0.

CALO PSICO-FISICO – È fin troppo evidente, la Cremonese non è quella di qualche mese fa. Il filotto negativo incide sulla testa, che a sua volta incide sulle gambe. Nella ripresa la Juve gioca con entusiasmo e spensieratezza, mentre i grigiorossi appaiono appesantiti e ingrigiti dal fato e dai gol subiti. Il passivo finale, il più ampio nell’era Arvedi, sarebbe potuto essere ancora più grande se Audero non ci avesse messo diverse pezze. I tentativi di Nicola di sistemare la squadra in corsa naufragano clamorosamente e i cambi alla formazione sembrano il classico tentativo di svuotare il mare con un secchiello. La Cremonese non ha nemmeno la forza di fermare gli avversari con i falli, come testimonia l’unico ammonito del match. Che ovviamente è Pezzella: era diffidato e salterà la partita contro il Verona di lunedì prossimo.

COSTUME IN SALDO – Il grande Warren Buffet una volta disse che solo quando la marea si ritira si scopre chi ha fatto il bagno nudo. E questa Cremonese, alle prime vera difficoltà della stagione, si è fatta trovare con le chiappe di fuori. Nessun dramma però, come dichiarato anche da Nicola nel post-partita. Il bottino accumulato durante l’autunno è lì per fare da cuscinetto nei momenti difficili come questo e deve servire non solo per la classifica ma anche per ritrovare serenità e fiducia nei propri mezzi. Non dimentichiamoci poi che siamo a gennaio: il mercato è aperto, ci sono pure i saldi. Giacchetta, non ce lo compri un costumino?

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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