Se l’anno scorso la Cremonese non concretizzava le tante occasione create, quest’anno sta raccogliendo il poco che semina
Nella scorsa annata, tanto della mancata promozione in Serie A della Cremonese passava dall’estrema difficoltà che la squadra di Stroppa faceva a concretizzare la grande mole di gioco offerta. Lo si evinceva dalla netta discrepanza tra gli xG prodotti e i gol segnati (circa una decina in meno a fine stagione). Quest’anno invece, la tendenza sembra essersi invertita, ma non nella maniera positiva che tutti si auguravano. Infatti, i grigiorossi hanno sì limato la differenza tra gol previsti e segnati, ma allo stesso tempo la mole di occasioni generate si è ridotta di molto, checché ne dica Stroppa. Di conseguenza, la Cremo è rimasta una squadra che segna troppo poco per ambire a posizioni alte. Tutto ciò unito al fatto che anche la fase difensiva non è più solida com’era: sono già 7 le reti subite in 8 gare stagionali, i clean sheet consecutivi sono un lontano ricordo.
I NUMERI – Partendo da un fatto evidente, ovvero che 9 reti a segno in 8 gare stagionali non sono comunque sufficienti a vincere se la difesa non è impenetrabile, bisogna aggiungere che le statistiche (fonte Fbref.com) a supporto vengono ulteriormente aggravate se contiamo i 4 gol tutti segnati contro il Sassuolo. La Cremo rimane prima in campionato per passaggi e tocchi nella trequarti offensiva, ma per numero di conclusioni è scesa al 10° posto con 76 in 6 gare. Ancora peggio i tiri nello specchio, solamente 21. Un dato che che rende ancora più lampante la necessità di centrare il bersaglio è la percentuale di gol su tiri in porta: 33%, secondo posto dopo il Pisa. Dunque, la Cremo sa essere precisa, ma non sfrutta questa capacità.
