Una buona Cremonese gioca una gara di livello contro il Sassuolo, lasciando sensazioni tutto sommato positive in vista dei playoff
Le montagne russe dei risultati pomeridiani hanno dato un significato imprevisto all’ultima gara della giornata. La sconfitta dello Spezia ha dato alla Cremonese l’ennesima occasione per tentare l’assalto al terzo posto, mentre quella del Pisa ha certificato matematicamente il primo posto del Sassuolo. I pareggi di Catanzaro e Juve Stabia tuttavia hanno allentato la tensione per il mantenimento del quarto posto. Alla fine è uscito il risultato più prevedibile, un segno X che lascia comunque diversi spunti di riflessione sul finale di stagione.
TURNOVER RAGIONATO – Sarebbe stato più facile far cessare la guerra in Ucraina che prevedere l’undici scelto da Stroppa per la gara contro il Sassuolo. I già citati risultati del pomeriggio suggeriscono turnover ma non troppo, perché una vittoria aprirebbe scenari gustosi. Dietro c’è il prevedibile avvicendamento tra Ceccherini e Ravanelli, visto che quest’ultimo non è al meglio dopo la trasferta contro la Samp. In mezzo al campo spazio a Valoti e turno di riposo per Vandeputte, davanti alla difesa torna titolare Castagnetti. Sugli esterni altra chance per Zanimacchia, visto che l’Azzi di Genova suggerisce che il brasiliano ha bisogno di riposare. Davanti insieme a Johnsen torna titolare Bonazzoli, che non giocava dall’inizio da due mesi e mezzo.
RITMI BLANDI – La certezza della vittoria del campionato non spinge Grosso a fare grandi cambiamenti. La scelta di Satalino in porta non deve ingannare, perché gli altri 10 sono più che titolari, a partire dal tridente Berardi-Moro-Laurienté. Il tecnico emiliano schiera i suoi con il 4-3-3 anziché il più offensivo 4-2-3-1, cosa che suggerisce un certo rispetto per la Cremonese. L’inizio del Sassuolo è infatti guardingo. Ci vogliono pochi minuti affinché i grigiorossi capiscano l’antifona e prendano in mano le redini del gioco, mettendo stabilmente le tende nella metà campo neroverde. L’assenza di un trequartista permette a Castagnetti di godere di relativa libertà e impostare a piacimento, le due linee strette del Sassuolo tuttavia costringono la Cremo a giocare in orizzontale per lunghi tratti di partita.
EPISODI – Mentre il Sassuolo prova a pungere con le ripartenze, la Cremo si aggrappa alla tecnica di Johnsen e Bonazzoli. Il norvegese è costretto a provare giocare ad alto tasso di difficoltà per provare a scardinare la difesa ospite (spoiler: non gliene riuscirà nemmeno una) mentre l’ex Salernitana ripiega spesso a legare i reparti, perché Valoti non è Vandeputte e offre più inserimenti e meno possesso. Gli episodi che sbloccano la gara arrivano dopo la mezz’ora. Come al solito fa tutto la Cremo. Fulignati combina la frittata e si fa intercettare da Laurienté un passaggio in fase di impostazione. Per il francese è facile uccellare il numero 1 grigiorosso con un tiro dalla distanza a porta sguarnita. La reazione grigiorossa è veemente e arriva dal giocatore che meno ti aspetti. Mentre il Sassuolo è a difesa schierata e si preoccupa di raddoppiare i grigiorossi più estrosi, Barbieri si inventa una giocata da fenomeno: tunnel a Boloca, ingresso in area e bomba sotto il sette a incrociare.
LA CREMO CI PROVA – Nella ripresa il Sassuolo non sembra voler cambiare registro. I neroverdi stanno chiusi là dietro in attesa dell’occasione giusta per innescare Berardi e Laurienté in contropiede. La Cremonese però interpreta bene la gara anche in fase di recupero alto e impedisce al Sassuolo di ripartire con efficacia. De Luca, entrato per Bonazzoli, sbaglia il match-ball che avrebbe consentito alla Cremo di andare a -3 dallo Spezia proprio prima dello scontro diretto, lanciando legittime ambizioni sull’assalto al terzo posto. Nel finale gli spazi si allungano e arriva qualche brivido dalle parti di Fulignati, fin lì praticamente inoperoso. Il pacchetto difensivo, aiutato da un Gelli entrato col piglio giusto, disinnesca senza troppi problemi i tentativi ospiti.
PLAYOFF CON AMBIZIONI – Ora che è finalmente matematica la partecipazione della Cremonese ai playoff possiamo finalmente abbandonare ogni scaramanzia e analizzare il prossimo futuro. La sensazione è che i grigiorossi siano arrivati meglio dell’anno scorso al finale di stagione. Contro il Sassuolo, pur in una partita dal ritmo relativo, la Cremo non ha mai avuto momenti di vuoto e ha giocato 90 minuti intensi, senza cali di energie e di concentrazione. Il minutaggio dato ad alcuni uomini e il risparmio di altri permetterà a Stroppa di arrivare ai playoff con una squadra in forma, pronta a giocarsela contro chiunque. Prima però c’è da completare bene la regular season: contro Spezia e Pisa sono vietati giri a vuoto, il quarto posto va blindato.
