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Cremonese, nessuna sorpresa
Cremonese, nessuna sorpresa

La Cremonese perde lo scontro diretto contro il Sassuolo: i grigiorossi sprofondano in classifica, urgono rinforzi dal mercato

Spesso si ama dire che il calcio è imprevedibile. In realtà il termine è abusato, per almeno due motivi. Primo, l’appellarsi al caso è l’unico modo per non dover ammettere di averci capito poco. Secondo, molto spesso le cose vanno esattamente come ce le si aspettava. Sassuolo-Cremonese ne è l’esempio più lampante: le basse aspettative sono state pienamente rispettate.

COLLO IS BACK – Tra uscite di mercato, addii dolorosi e infortuni dell’ultimo minuto la Cremonese di Reggio Emilia è ridotta all’osso. La lista dei convocati lascia poco spazio all’immaginazione, visto che sono solo tre gli attaccanti disponibili: Sanabria è rotto, Vazquez ha salutato, Moumbagna è assente per “motivi personali”. L’unico dubbio è in mezzo al campo, dove c’è l’unica buona notizia del prepartita: a distanza di più di quattro mesi Collocolo ritrova una maglia da titolare come mezzala destra. A sinistra c’è Pezzella, rientrato dalla squalifica, con Terracciano che torna a fare il braccetto destro. In panchina ci sono solo sei giocatori di movimento, e tre sono difensori puri. Dall’altra parte Grosso non rischia Berardi, a sua volta al rientro da un lungo stop. A sorpresa non c’è nemmeno Pinamonti, il tridente del Sassuolo è composto da Laurienté, Moro e Fadera.

FADERA PUNISCE, COLLO IS OUT – Ci sono squadre che nelle difficoltà si uniscono. E poi c’è la Cremonese. L’approccio dei grigiorossi è da film horror, gli uomini di Nicola sono spenti e molli. Il Sassuolo, che a sua volta viene da un periodo difficile (tre sconfitte consecutive e ultima vittoria a dicembre con la Fiorentina), approccia il match con la cattiveria che serve in questi scontri diretti. Nei primi quattro minuti i neroverdi vanno al tiro ben quattro volte. Il terzo è quello buono e riassume perfettamente il momento in casa Cremo. Ovvero, non si salva nessuno. Grassi perde palla sulla trequarti, Audero respinge male su Laurienté, Bianchetti si fa bruciare da Fadera. Ma è tutta la squadra ad essere mal disposta in campo. Come è possibile concedere una ripartenza così dopo tre minuti in una gara di questa importanza? La Cremonese sembra disconnessa dal punto di vista mentale oltre che fisico, i grigiorossi non riescono più a gestire i momenti della partita e a capire cosa bisogna fare e quando bisogna farlo. Siccome piove sul bagnato, poco dopo Collocolo deve già arrendersi: entra Zerbin, e i cambi in mezzo al campo – a più di un’ora dal fischio finale – sono già finiti.

LA CREMO CI PROVA – Dopo lo shock iniziale la Cremonese prova a uscire dal guscio. Complice un Sassuolo che non verrà ricordato negli almanacchi del calcio, i grigiorossi abbozzano una reazione. La spinta di Barbieri è una delle poche armi della squadra (tanto che, seppur a rischio secondo giallo, risulta incomprensibile il suo cambio all’intervallo). Vandeputte si inserisce bene, Vardy coglie l’occasione di far fare bella figura a Muric. Fioccano i corner (ben quattro solo nella prima frazione) ma la Cremo sembra aver dimenticato come si battono. Il primo tempo si chiude sull’1-0, con la sensazione che ci sia lo spazio per fare male ai padroni di casa, la cui linea difensiva appare tutt’altro che impenetrabile.

DIFESA VINTAGE – Nella ripresa Nicola ripresenta la Cremonese con Johnsen (per fortuna che almeno lui non è stato ceduto) al posto di Barbieri. Soprattutto, i grigiorossi si schierano con la difesa a quattro, modulo che non si vede con continuità dai tempi di Ballardini. L’obiettivo è quello di portare più giocatori nella metà campo avversaria, visti i cronici problemi nell’ultimo terzo di campo. In area neroverde i palloni ci arrivano anche, il problema è che le maglie grigiorosse sono sempre troppo poche. L’inedito 4-4-2 comunque non dà i frutti sperati, anzi. La Cremo appare ancora più spuntata, senza uomini in grado di sorprendere la retroguardia del Sassuolo con inserimenti senza palla. Muric fa da spettatore non pagante mentre la spinta grigiorossa è come un mare in ritirata in cui ogni ondata è meno forte della precedente. La panchina non offre soluzioni per cambiare la gara e i tentativi di Nicola assomigliano a quelli di chi vuole vangare l’orto con una forchetta: semplicemente, non sono gli attrezzi giusti per il mestiere. La sconfitta pesa parecchio, soprattutto considerando il terribile calendario che ci attende. Speriamo di non dover rimpiangere le gare contro Verona e Sassuolo tra un paio di mesi.

MERCATO DACCI UNA MANO – La situazione emergenziale con cui la Cremonese ha affrontato le ultime due partite non ha scusanti. Non è possibile arrivare a giocare due scontri diretti così importanti con una rosa ridotta all’osso a causa del mercato. Le necessità erano ben chiare da fine dicembre, così come le richieste degli scontenti intenzionati a cambiare aria. A poco più di una settimana dalla chiusura del mercato non è ancora arrivato un giocatore. Il più vicino tra l’altro (ovvero Marianucci) va a rimpolpare l’unico reparto che almeno a livello numerico non ha problemi. Attenzione, perché la Serie A non perdona e il fieno in cascina prima o poi finisce. Sarebbe davvero un peccato sprecare il grande lavoro fatto nei primi mesi di stagione.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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