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Cremonese, la mano di Stroppa
Cremonese, la mano di Stroppa

Dopo la brutta sconfitta di Piacenza la Cremonese reagisce e strapazza il Modena: bravo Stroppa a toccare i tasti giusti

Il recente – ennesimo – rewatch di Breaking Bad mi ha portato a riscoprire per l’ennesima volta il termine “chirale” (dal greco, mano). La chiralità è la proprietà di un oggetto di non essere sovrapponibile alla sua immagine speculare; un esempio di ciò sono le mani. Ma anche questa Cremonese è assolutamente chirale rispetto a quella vista a Piacenza: simile, speculare, ma che si comporta in maniera diametralmente opposta.

RIENTRANO I BRACCETTI – Schierato con il consueto 3-5-2, Stroppa torna ad avere a disposizione i braccetti titolari. Antov e Bianchetti riprendono i rispettivi posti ai lati di Ravanelli. In mezzo al campo invece ci sono le prime sorprese. Non tocca a Quagliata sostituire l’infortunato Zanimacchia bensì a Ghiglione, con il conseguente trasloco di Sernicola sulla sinistra. In mezzo al campo conferme per Castagnetti e Collocolo mentre ritrova una maglia da titolare Pickel dopo due panchine consecutive. Davanti torna dall’inizio Coda in coppia con Vazquez.

SPECULARE – Bianco prova ad arginare la Cremonese stravolgendo l’impostazione tattica del Modena. I canarini, abituati a giocare con un 4-3-1-2 o al massimo con il doppio trequartista dietro a una punta, decidono invece di mettersi a specchio con un 3-5-2. Davanti c’è l’ex Strizzolo, ansioso di mettere in pratica la famosa legge. Spoiler: non basta ricalcare lo schema avversario per ricavarne gli stessi risultati. I moduli possono essere speculari, ma è l’interpretazione dei ruoli a fare la differenza. La chiralità non mente.

ALTRA CREMO – Fin dai primi minuti è evidente che in campo non c’è la Cremo che ha perso malamente contro la FeralpiSalò. I grigiorossi visti a Piacenza erano lenti, incapaci di creare la superiorità numerica nelle diverse zone del campo e di far viaggiare la palla con la giusta velocità. Ieri invece si è vista tutt’altra squadra. Il primo gol arriva dopo un quarto d’ora in cui la Cremo muove il possesso velocemente, nell’azione ci sono pochi tocchi di tanti giocatori diversi. Il gol di Collocolo, sulla bella invenzione di Vazquez, non fa che legittimare il dominio dei primi quindici minuti.

INGIOCABILI – La rete del vantaggio sblocca definitivamente i grigiorossi che stanano il Modena, squadra abituata a sua volta a fare la partita. La Cremonese va a nozze contro avversari che provano a giocare. Arriva così un uno-due terrificante che chiude la gara. Prima Pickel fa il Pickel: il centrocampista svizzero insegue mezza squadra, induce Guiebre all’errore e si invola per il 2-0. Subito dopo Ghiglione cala il tris, finalizzando una ripartenza straordinaria partita con la sponda aerea di Sernicola e la verticalizzazione dello stesso esterno per Coda, fermato solo dal palo. Il 4-0 arrivato a fine primo tempo sempre con Pickel, che incorna sul cross di uno straordinario Sernicola, scrive la parola fine sulla partita quando manca ancora un tempo intero (e di cui vi risparmio la cronaca).

RISPOSTA DI TESTA – Al di là del risultato e dei tre punti, che rilanciano la Cremo, ieri era importante dare una risposta dopo la brutta sconfitta di Piacenza che aveva interrotto la rincorsa dei grigiorossi alle prime posizioni. Un passo falso resta tale solo se si riesce ad invertire subito la tendenza e la prestazione contro il Modena sembra archiviare in tal senso la partita contro la FeralpiSalò. La risposta data in campo dai grigiorossi è stata importante sotto tutti i punti di vista. La squadra ha dimostrato che quando scende in campo con l’atteggiamento giusto può non solo battere, ma dominare chiunque.

LA MANO DI STROPPA – Nella prestazione della Cremonese c’è tanto di mister Stroppa. Non tanto sul piano tattico o tecnico. Da quel punto di vista i grigiorossi hanno proposto quello apprezzato in tante altre belle prestazioni negli ultimi mesi, con fraseggi accurati e rapidi e un possesso di qualità. La bravura del mister è stata quella di toccare i tasti giusti in settimana, caricando i ragazzi senza al contempo andare a creare troppa pressione. Il risultato è stata una squadra cattiva ma non tesa, decisa e consapevole della propria forza. È da queste basi che la Cremo deve ripartire martedì a Palermo. Chiudere l’anno con una vittoria (e girare con i famosi 35 punti) sarebbe fondamentale per riuscire ad affrontare il girone di ritorno senza l’ennesimo gap da colmare.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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