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Cremonese da battaglia al Picco
Cremonese da battaglia al Picco

La Cremonese sbanca il Picco grazie a un super primo tempo. Solo un arbitraggio inadeguato riapre la gara nella ripresa con l’espulsione di Bianchetti

E per fortuna che doveva contare poco. Nonostante i giochi per le posizioni in classifica siano fondamentalmente fatti, Cremonese e Spezia si sono date battaglia come fosse una finale (lo sarà? Chi lo sa). A corto di uomini e sotto di un uomo la Cremo ha espugnato il Picco grazie a grinta, carattere e giocate di classe. La strada per la Serie A è lunga ma i grigiorossi hanno ottime carte da giocare.

UOMINI CONTATI – Tra squalifiche e infortuni Stroppa porta alla Spezia una squadra rimaneggiata, con sei soli giocatori di movimento in panchina. Dietro, senza Antov e Ceccherini, tocca a Folino completare il reparto con Bianchetti e Ravanelli. In mezzo al campo rientra Vandeputte, con Valoti che torna in panchina. Nuova maglia titolare anche per Azzi, visto che Zanimacchia è out. Davanti torna la coppia titolare dell’ultimo periodo, Johnsen gioca in appoggio a De Luca. Pronti a subentrare Bonazzoli e Nasti.

SPEZIA DA BATTAGLIA, CREMO DA RIPARTENZA – I padroni di casa partono a mille, mettendo grande intensità fin dal primo minuto (la prima conclusione arriva già dopo 10 secondi). Come sappiamo la Cremonese soffre quando gli avversari fanno questi fuori giri, al Picco però i grigiorossi riescono a contenere bene le sgasate spezzine. Anzi, gli uomini di Stroppa approfittano di questa esuberanza per provare a ripartire e fare male in contropiede. Ci prova un paio di volte Johnsen, poi dopo qualche mischia pericolosa in area grigiorossa Azzi mette il turbo e si fa 40 metri palla al piede prima di crossare per l’accorrente Barbieri. L’esterno ex Pisa, al secondo gol in pochi giorni dopo quello splendido contro il Sassuolo, segna un’altra rete da applausi, impattando al volo col mancino il traversone del compagno.

ARMI LETALI – Non è finita, perché nel primo tempo la Cremo riesce addirittura a farne altri due. Prima va a segno Azzi, con la sua solita azione a rientrare per calciare col destro. Sul finire del primo tempo arriva poi la rete di Vandeputte. L’azione parte ancora una volta dal brasiliano che lancia De Luca, abile a scavalcare Gori con un colpo di testa. L’estremo tentativo dell’estremo difensore spezzino è il fallo, il placcaggio su De Luca ha successo ma la sfera arriva al belga che a porta vuota non può sbagliare. Tutto vero, tutto bello, ma i più attenti sentono già puzza di bruciato. La direzione dell’arbitro Rutella è rivedibile (eufemismo) i cartellini vengono mostrati un po’ a caso con la leggerezza tipica di non sa calcolare le conseguenze delle proprie azioni.

LA RIAPRE RUTELLA – Come dice un detto turco, se il clown prende il possesso del palazzo reale non diventa re, è il palazzo reale a diventare un circo. Il grottesco show della direzione arbitrale tocca l’apice al quarto d’ora della ripresa, quando Di Serio cade dopo aver trattenuto Bianchetti che si vede sventolare in faccia il secondo giallo. L’espulsione riapre la gara e uno Spezia tramortito ritrova fiducia. Pio Esposito salta in testa a un non irreprensibile Folino, Lapadula trasforma il rigore del 2-3 dopo un tocco di mano del non brillantissimo Ravanelli. La Cremonese, disposta con un 3-5-1, chiude bene gli spazi e porta a casa i tre punti senza soffrire più di tanto. La vittoria aiuta i grigiorossi a cavalcare il momento e rende matematico l’accesso alle semifinali playoff. Resta però un pizzico di rammarico.

CONTRACCOLPO PSICOLOGICO – Il pasticcio arbitrale che ha permesso allo Spezia di tornare in partita potrebbe rivelarsi decisivo nel finale di stagione. Per un’ora la Cremonese ha strapazzato i rivali, imponendo la propria superiorità tecnica e sfruttando gli errori difensivi dei padroni di casa, che nel secondo tempo non sembravano in grado di rientrare in partita. Una vittoria netta, forse ancora più rotonda, avrebbe dato un segnale forte e avrebbe creato una sorta di sudditanza psicologica in vista di un (possibile? Probabile? Papabile? Auspicabile?) scontro nei playoff. La rimonta, anche se solo parziale, ha dato invece fiducia ai padroni di casa che si sono sentiti in grado di giocare alla pari e di certo, in caso di incontro in finale, avranno fiducia e grande voglia di rivalsa.

CON FIDUCIA – I segnali che arrivano dai grigiorossi invece non possono che essere positivi. Stroppa ha in mano una squadra in salute, che ha voluto giocare una partita vera e ha fatto uscire i propri valori nonostante i giochi per la classifica fossero fatti. Martedì a Pisa ci sarà probabilmente spazio per chi finora ha giocato meno (anche a causa di diverse squalifiche), poi si farà sul serio. La Cremonese arriva ai playoff con legittime ambizioni, sostenute dalla qualità e dalla profondità della rosa, oltre che dal bel momento a livello psicofisico. Attenzione però a dare la finale per scontata, perché senza la giusta umiltà non si va da nessuna parte. Se c’è una certezza nel calcio è che chi parte battuto è proprio chi pensa di aver già vinto.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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