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Cremo, l’analisi numerica del momento positivo
Cremo, l’analisi numerica del momento positivo

Anche i numeri dimostrano quanto la Cremo sia migliorata rispetto alla prima parte dell’era Rastelli: più tenace, più propositiva, più compatta con il 3-5-2

Sarà stato il cambio nel ruolo di direttore sportivo, sarà stato lo sfrenato entusiasmo dopo il gol di Emmers all’ultimo minuto contro il Benevento. Le ragioni possono essere molteplici, sta di fatto che la Cremonese, dopo un periodo che definire cupo sarebbe eufemistico, ha saputo conquistare 11 punti nelle ultime 5 partite. Non era mai successo nell’era Rastelli di superare quota 3 risultati utili consecutivi, così come non era mai accaduto di vincere 2 partite di fila. I grigiorossi hanno cambiato marcia e anche i numeri sono lì a dimostrarlo.

TENACIA – Se ne sono andati anche quei tempi in cui, al primo gol incassato, la Cremo colava a picco. Prima di queste 5 partite sempre a punti, infatti, i grigiorossi guidati dall’allenatore campano erano soliti sciogliersi alla prima difficoltà: capitava spesso di giocare un primo tempo tutto sommato equilibrato – se non per la prestazione, per il risultato -, per poi cadere nella ripresa e rialzarsi mai più (vedi i match contro Cosenza, Ascoli, Salernitana). La squadra si è rimboccata le maniche, è diventata consapevole dell’obiettivo salvezza e ha ostentato maggiore tenacia e grinta, sapendo soffrire in alcuni momenti delle partite per poi conquistare punti fondamentali. Il ritorno ai 3 punti in trasferta dopo 17 mesi non è un caso: gara particolare e ricca di emozioni, il Livorno è stato ripetutamente pericoloso ma la Cremo si è compattata per poi liberarsi in contropiede e sfatare il tabù. Solo 3 gol incassati nelle ultime 5 e nessuna sconfitta. È un dato di cui fare tesoro per il finale di stagione.

GOL FATTI – Nelle ultime 5 partite la Cremonese ha segnato 8 gol, tanti quanti nelle precedenti 9 (dove peraltro si conta il poker estemporaneo al Perugia di fine dicembre, che sembrava aver scacciato la crisi natalizia). Prima del turno di riposo e dunque del cambio di ds di cui abbiamo parlato, i grigiorossi non andavano a segno dal 26 gennaio (2-0 al Palermo). Da quel tripudio contro i rosanero la Cremo non ha più fatto gol per 5 partite, per poi andare a segno sempre nelle successive 5. Un cambio di rotta lampante, finito immediatamente sotto gli occhi di tutti. Gli attaccanti si sono svegliati? Non ancora del tutto, avendo Strizzolo due giorni fa contro il Lecce aver messo dentro i primi gol di una punta grigiorossa nel 2019. Però era importante sbloccarsi, in attesa di Montalto, Piccolo, Strefezza, Carretta e Longo, se questi dovesse rientrare in tempo per le ultimissime partite. È servito anche il cambio di modulo.

GOL SUBITI – Con 3 gol incassati nelle ultime 5 partite, la Cremonese è tornata ad avere una delle migliori difese del campionato. Attualmente è al secondo posto della classifica con 28 gol subiti in 30 partite dietro al Cittadella, che comanda con 27 in altrettante gare. Il dato è questo soprattutto per il dato casalingo, di cui si è già ampiamente detto nelle scorse settimane ma non fa mai male aggiornarlo: 16 partite giocate allo Stadio Zini e appena 6 reti al passivo. Insieme alla Juve Stabia, che in Serie C ha esattamente gli stessi numeri, è la miglior difesa interna d’Italia. Meglio in Europa di Paris Saint-Germain, Inter, Juventus, Atletico Madrid e tantissime altre. Questo significa che, con difesa a 3 oppure a 4, le cose non sono cambiate: il pacchetto arretrato grigiorosso è una garanzia indipendentemente dagli interpreti e dal sistema di gioco. La squadra ha subito 3 gol solo nelle trasferte di Foggia e Brescia.

MODULO – Che il 3-5-2 stesse iniziando a dare frutti lo avevamo già notato. Un sistema di gioco che, a detta di mister Rastelli, è perfetto per le caratteristiche dei giocatori di cui dispone. A Salerno le cose non erano andate nel migliore dei modi, un po’ perché era la prima volta che tale modulo è stato utilizzato dall’allenatore (oltre se vogliamo ad averlo abbozzato a Brescia), un po’ per il morale sotto ai tacchi dopo i brutti k.o. con Cosenza e Ascoli. Le due settimane di sosta forzata hanno permesso di lavorare sui meccanismi di esso e con Benevento e Venezia sono arrivati due risultati importanti, poi altre due settimane senza partite per perfezionare il gioco. Squadra più compatta, più corta, in grado di saper sfruttare le ripartenze anche con esterni come Mogos e uno fra Migliore e Renzetti, più propensi al lavoro difensivo. Il definitivo salto di qualità è arrivato con i ritorni di Castrovilli e Croce, perché nessun altro possiede dinamicità e capacità di inserimento fra le linee come loro, che quando chiamati a correre per rendere efficace la doppia fase i 15 anni di differenza non si avvertono affatto.


Di Andrea Ferrari

Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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