Già a partire dalla prossima giornata la Cremonese è chiamata a invertire la rotta. Si sarà convinto Baroni a cambiare sistema di gioco?
Perdere ci sta, a Benevento ancora di più. Ma così no. E sconfitte di questo tipo iniziano a non essere più un caso isolato. Quattro sconfitte, tre pareggi e altrettante vittorie in dieci giornate sono numeri impietosi per una Cremonese partita per vincere, e che nel frattempo ha pure cambiato allenatore. Mossa che non ha sortito gli effetti sperati. Certo, a Baroni è stata affidata una bella gatta da pelare con il trittico Empoli, Frosinone e Benevento, ma in tutte e tre le giornate la sua squadra non è mai stata in grado di imporsi una volta. Né con il gioco né con il risultato. Anzi, ha sempre rimediato il primo schiaffone. Due volte è andata bene, la terza (in Campania) ne ha preso addirittura un altro.
I NUMERI – È una squadra capace di subire 13 reti (soltanto due le partite con la porta inviolata) e di segnarne soltanto 8 (peggior attacco del campionato). Numeri che stridono se rapportati agli investimenti fatti dalla società in estate. Il nuovo allenatore ha fatto capire sin da subito che avrebbe voluto impostare un nuovo sistema di gioco, più improntato all’attacco. Però questo non si è ancora verificato perché, a detta sua, in allenamento ha visto situazioni che non gli sono piaciute. E quindi avrebbe voluto aspettare la sosta per oliare i meccanismi.
QUESTIONE DI MODULO? Ora però, a posteriori, le domande sorgono spontanee. Fermo restando che il 4-3-1-2 è un modulo provato pure da Rastelli come alternativa al 3-5-2, e che molti elementi della rosa si sono distinti in passato anche con questo sistema di gioco, non sarebbe stato meglio azzardare un qualcosa in più anziché optare per la via conservativa? Ha senso sacrificare a turno giocatori come Deli, Soddimo, Palombi e Ciofani sull’altare di un equilibrio che sembra calcolato quasi con il bilancino?
PIÙ CORAGGIO – Per vincere si deve anche osare, soprattutto quando le cose non girano come sperato e il tutto ti riesce meno naturale. Da qui alla pausa mancano due partite: Cosenza (contro cui si deve vincere senza se e senza ma) e Salernitana, e il rischio di perdere ulteriore terreno è elevato. Ogni partita non vinta sono punti regalati alla concorrenza.
Di Nicolò Casali
