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Cosenza, attenti alla tana dei Lupi
Cosenza, attenti alla tana dei Lupi

Vi presentiamo il Cosenza, prossimo avversario della Cremonese che tra le mura amiche non ha ancora trovato la vittoria. Soltanto 8 i gol fatti, come i grigiorossi

Sarà un San Vito-Marulla di fuoco l’arena per lo scontro di lunedì sera tra Cosenza e Cremonese. I lupi, reduci dalla sconfitta nel turno infrasettimanale con la Virtus Entella, cercheranno in ogni modo di ottenere i tre punti, che in casa non sono ancora arrivati in questo campionato. Scopriamo insieme qualcosa in più riguardo alla squadra di Braglia, prossima avversaria dei grigiorossi.

NUMERI – Una vittoria, 5 pareggi ,4 sconfitte e diciottesimo posto. Questo il ruolino di marcia dei calabresi fin qui, che, esattamente come l’anno scorso, hanno dovuto attendere ben 8 giornate per vincere la prima partita (in trasferta a Cittadella). Per ritrovare i tre punti casalinghi, invece, bisogna ritornare al 22 aprile, quando vinsero per 1-0 con lo Spezia. Nelle prime dieci gare i cosentini hanno messo a segno soltanto 8 reti, subendone 10. Questo significa che la sfida di lunedì vedrà affrontarsi le due squadre più anemiche del campionato (la Cremo, infatti, ha segnato lo stesso numero di reti).

MERCATO  – I tifosi calabresi speravano in ben altra classifica, ma dopo il gong finale di mercato sapevano che sotto sotto il lavoro fatto era incompleto. In difesa sono arrivati Schiavi e Monaco per rimpiazzare Dermaku e Lazaar per infiammare la piazza, a centrocampo invece ecco l’ex grigiorosso Greco, Broh, Machach e Kanouté per riempire il vuoto lasciato da Palmiero. Il problema però sta nell’attacco: nonostante la riconferma di Baez e gli acquisti degli esterni Pierini e Carretta (altro ex), perfetti per il gioco di Braglia, mancava una punta di peso. Litteri non può fare reparto da solo, così è stato acquistato lo svincolato Rivière, che fin qui ha messo a segno un gol.  La sensazione è comunque quella che la squadra non sia stata completata al meglio.

MODULO – Dopo qualche esperimento con la difesa a 3, Braglia sembra aver trovato la quadratura del cerchio con il 4-3-3. In porta c’è Pietro Perina, che spesso tiene a galla i suoi con ottimi interventi, mentre davanti a lui si cambia spesso: Idda è innamovibile, intorno a lui girano capitan Corsi, Bittante, Capela e D’Orazio. A centrocampo invece troviamo Bruccini (rigorista e capocannoniere con 3 reti all’attivo), uno tra Greco e Kanouté (in grado di giocare anche da mezzala) e Sciaudone. In attacco il tridente più usato dal tecnico toscano è composto da Baez e Carretta ai lati del viaggiamondo Rivière.

MORALE – Passiamo quindi al morale: con la società che ad inizio stagione è stata contestata per i fraintendimenti di mercato di cui abbiamo parlato poco fa, i tifosi hanno capito che la strada per la salvezza si sarebbe fatta tanto dura quanto l’anno scorso. Un fatto interessante, che rende il Cosenza una squadra cocciuta ma allo stesso tempo consapevole di avere il destino nelle proprie mani, un po’ come il suo allenatore. Clima molto diverso rispetto a quello cremonese, dove la campagna acquisti da top di categoria ha, in pochissimi mesi, lasciato spazio alla sensazione di essere tornati su quelle montagne russe che i tifosi grigiorossi hanno conosciuto fin troppo negli ultimi anni.


Foto: Cosenza Calcio

Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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