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Ciofani: «Mi spaventa l’idea di smettere di giocare»
Ciofani: «Mi spaventa l’idea di smettere di giocare»

Daniel Ciofani tra passato e futuro: «Il ricordo più emozionante in A è a San Siro contro il Milan. Vorrei giocare fino a 40 anni»

L’attaccante grigiorosso Daniel Ciofani, dopo essersi raccontato ai ragazzi del liceo Vida, ha parlato alla Gazzetta dello Sport del suo passato e del suo futuro, nel calcio e non solo. Dai banchi di scuola, al ruolo di leader in Serie A con il Frosinone. Dalla passione per il Milan – sua squadra del cuore – alla voglia di continuare a giocare fino ai 40 anni e arrivare ai 200 gol segnati in campionato.

PASSATO – Parliamo di un passato in Serie A, con il Frosinone: «È stato naturale assumermi le responsabilità. Quando c’è stato da parlare non mi sono mai tirato indietro, non mi faccio i fatti miei, soprattutto per le cose in cui credo». Parlando del suo ruolo di leader aggiunge: «Bisogna avere un atteggiamento positivo, dare fiducia, avere empatia. Con i compagni più giovani non faccio il bacchettone, se entri nella loro testa e li capisci tutto è più facile. E sono contento mi riconoscano questa capacità. In campo sono un attaccante, fuori un difensore: di compagni, come della famiglia e degli amici».

FUTURO – Il contratto di Ciofani con la Cremo è stato da poco prolungato fino al 2023, il che vuol dire che resterà in grigiorosso fino ai suoi 38 anni. Il suo obiettivo però è di non fermarsi qui: «Mi spaventa l’idea di smettere, vorrei giocare fino ai 40 anni. E poi sono a 185 gol solo di campionato, quindi guardo a quota 200». Anche dopo l’addio al campo, l’attaccante non vorrebbe abbandonare il calcio: «Vorrei restare in questo mondo, ma sarà difficile. Il calcio è un mondo fatto più di apparenza che di sostanza e io sono fatto al contrario. Ad esempio, in campo si nota di più un Buonaiuto, fantastico con i suoi dribbling, di un Ciofani che non ruba l’occhio ma lotta e fatica, e lo vedi solo se fa gol».

MILAN – Il ricordo più emozionante della Serie A del nostro attaccante riguarda sicuramente la sfida al Milan: «È stato il 1° maggio 2016, a San Siro contro il Milan: io capitano, mio fratello Matteo (ora al Modena, ndr) in campo con me e per la prima volta in tribuna anche mio padre milanista e mia madre».

LA SCUOLA E I SOCIAL – Ciofani, laureato in Scienze motorie con 110 e lode, parla con i ragazzi anche di quando era lui ad essere in mezzo ai banchi: «Ero uno studente molto attento, perché fuori dalla scuola avevo poco tempo. E ho sempre avuto una buona memoria, cosa che mi è servita per giocare. Vengo da un piccolo paese dell’Abruzzo, da ragazzino c’era poco da fare: solo il pallone». L’attaccante grigiorosso fa poi riflettere i ragazzi sull’uso dei social: «Bisogna pesare le parole, soprattutto quando ci arrabbiamo. Non è una cosa normale insultare sui social, anche se sembra il contrario». Proprio a Cremona Ciofani si è ritrovato in una brutta situazione: «Un tifoso per strada mi ha offeso. Ero con mio figlio, mi sono trattenuto. Bisogna distinguere il calciatore e l’uomo».

Redazione

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