Torna il progetto a tinte grigiorosse “Campioni in classe”: il bomber della cremo Ciofani è stato infatti oggi ospite presso il Liceo Vida
Una Cremonese sempre più vicina ai ragazzi e alle scuole della provincia di Cremona. Oltre al progetto “Gioventù Grigiorossa”, che ha portato per esempio oltre 400 studenti allo Stadio Zini in occasione della gara tra Cremonese e Pordenone, torna il programma “Campioni in classe”, che ha presentato in passato, prima dell’avvento della pandemia, giocatori quali Arini e Croce alle scuole della città, per far permettere ai più giovani di conoscere da più vicino la realtà di una squadra di calcio e capire al meglio i valori di questa disciplina. Nella giornata di ieri il Liceo Vida di Cremona ha quindi accolto calorosamente l’attaccante della Cremonese Daniel Ciofani.
LE SUE PAROLE – Affiancato dalla preside del Liceo Vida, Roberta Balzarini, il bomber grigiorosso si è raccontato ai ragazzi, vestendo anche i panni di ex studente: «Mi sono laureato in Scienze Motorie studiando parallelamente alla mia carriera, cercavo di stare il più attento possibile in classe perché poi mi restava poco tempo per studiare. Una buona memoria e tanta attenzione mi hanno aiutato sempre a conciliare lo sport con lo studio”. Non ho mai dovuto fare delle grosse rinunce, non mi pesava il non dover uscire con gli amici perché per me si trattava della mia passione, ed è quella poi che porta al divertimento”».
Daniel Ciofani ha poi invitato tutti i ragazzi presenti ad osare, senza aver paura di sbagliare, offrendo loro anche degli spunti molto interessanti: «L’errore non è solo un segno rosso, fa parte del processo di crescita; è sbagliato non osare e non continuare a farlo come, ad esempio, può accadere nel momento in cui si può sbagliare un calcio di rigore. L’errore può aiutare e fortificare».
In seguito vi sono state molte domande da parte degli studenti, che gli hanno chiesto quali devono essere le principali responsabilità che si deve assumere un capitano: «Mi dicono che in molte occasioni assumo un atteggiamento da leader: se penso a questo, voglio trasmettere negli altri fiducia, positività ed empatia. Condivido lo spogliatoio con ragazzi molto più giovani di me: è fondamentare capirli, mettersi nei loro panni».
I ragazzi, infine, hanno chiesto al bomber come è riuscito a diventare calciatore professionista, probabilmente il sogno di molti bambini che iniziano a giocare a calcio: «Penso la passione, la tenacia e la caparbietà».
Non sono mancati però anche dei bei momenti di riflessione, in particolar modo sul bullismo, tema molto sentito sia in età adolescenziale che non: «Il bullismo non riguarda solo i giovani ma anche gli adulti. L’ignoranza, sia essa emotiva o intellettiva, non ha età: per questo vi invito a soppesare bene le parole prima di pronunciarle, perché sono destinate a lasciare un segno e nello stesso tempo vi chiedo anche di indossare i panni di chi è oggetto di quelle stesse parole o di atteggiamenti di prevaricazione».
