Le parole di Daniel Ciofani a La Gazzetta dello Sport: «Pecchia è cambiato molto rispetto a quando l’ho conosciuto nel Gubbio»
A Ferrata, Daniel Ciofani si è finalmente sbloccato dopo 8 partite senza, per di più sfatando il tabù dei rigori: «Domenica ero sereno e tranquillo quando sono andato sul dischetto – ha dichiarato al Coriere dello Sport – anche perché erano passati pochi minuti dall’inizio della partita, mi ero immaginato di segnare così ed è andata bene. Tre punti importanti. In Serie B è difficile vincere ogni partita, soprattutto fuori casa contro una squadra che ha giocatori di qualità. A Pisa è stato un incidente di percorso deciso dal classico episodio, il calcio di rigore. Facciamo i complimenti ai nerazzurri, il nostro percorso è una corsa a tappe. Siamo inciampati nella città toscana e poi abbiamo ricominciato a correre con due vittorie consecutive».
OBIETTIVO SERIE A – Ma se a inizio anno la Cremonese era partita a fari spenti, ora non si può più nascondere: «Sarà dura, non è facile: guardate il Brescia e il Lecce che hanno pareggiato contro il Pordenone e il Cosenza che si trovano in fondo. La cosa positiva è che le altre squadre si toglieranno punti a vicenda, noi però dobbiamo pensare a fare il nostro. Nuovo obiettivo? Creare un forte legame squadra-ambiente come sta avvenendo. Cercheremo di restare al vertice per portare sempre più in alto il nome del territorio. Sarà fondamentale avere un’identità precisa».
FUTURO – E chissà se il suo futuro sarà ancora a Cremona con la promozione in Serie A: «Intanto ho rinnovato sino al 2023, poi vedremo ma sicuramente non penso al ritiro. Ho ancora la voglia di giocare di un ragazzino, tanta passione per lottare per qualcosa di bello. Sono tanti i giocatori esperti che ancora dicono la loro: penso a Buffon che a 44 anni è in campo per amore del calcio. A Cremona mi trovo bene, è una città tranquilla a misura d’uomo e il centro sportivo è tra i migliori d’Italia».
FATTORE PERCCHIA – Decisivo per questa sua rinascita grigiorossa è stato sicuramente il tecnico Fabbio Pecchia, con il quale ha condiviso una parentesi nel Gubbio: «È stato bello ritrovarlo, tecnicamente è cambiato molto, allora era alle prime armi, ora è più maturo e preparato ed ha fatto tante esperienze in Italia e all’estero importantissime. Le sensazioni sulla persona sono rimaste le stesse di allora, il mister conosce bene le mie caratteristiche e sa che per sfruttarle a dovere dobbiamo fare pressione più alta così da riuscire ad avere più palloni in area. Nell’ultimo periodo abbiamo avuto tante occasioni e per uno come il sottoscritto è l’ideale. Inoltre giocando più vicino alla porta avversaria posso anche liberare spazi per i compagni».
