Il nuovo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Mauro Bertoni, capitano grintoso della Cremo di Roselli d’inizio anni 2000
Elegante, roccioso, preciso, attaccato alla maglia grigiorossa. È questa la descrizione di Mauro Bertoni, difensore centrale che, grazie al suo carisma e alla sua personalità, è diventato capitano e leader della Cremonese stratosferica di Roselli e Prisciandaro.
L’ARRIVO A CREMONA – Bertoni nasce a Bagnolo Mella il 27 ottobre 1969. Dopo tanti anni spesi a Lumezzane, Alessandria, Ospitaletto, Rimini, Sassuolo e soprattutto Montichiari, l’avventura grigiorossa del difensore inizia nel gennaio 2003. Nel mercato di riparazione, il centrale bresciano approda alla Cremonese in coppia con un altro difensore, lo sconosciuto Emanuele Pennacchioni. A differenza del suo collega, però, Bertoni si insedia subito nel centro della retroguardia della Cremo sfilando la maglia numero 6 a un certo Cristian Forlani. L’anno successivo arriveranno le prime soddisfazioni: il bresciano è un punto fisso della squadra del nuovo tecnico Giorgio Roselli diventandone anche capitano. Alla fine della stagione la Cremonese torna trionfante in C1 grazie anche al contributo che Mauro dà alla difesa e alla squadra intera. “E’ stata una partita fantastica. Ho pensato a mia moglie, ho pensato alla mia famiglia e a tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fin qui. Gli ultimi dieci minuti li ho giocati con le lacrime agli occhi”. Queste sono le parole del Capitano al termine della finale playoff contro l’Alto Adige. La Cremo è appena tornata in C1 e al fischio finale Mauro scoppia in lacrime. In queste parole si racchiude un calciatore che, prima ancora di essere tale, si è dimostrato un grande uomo.
LA CREMO DEI RECORD IN C1 – Nella stagione 2004-2005 la Cremonese frantuma tutti i record possibili e viene promossa in Serie B dopo sette anni. Ancora una volta Bertoni sale sul carro dei vincitori, avendo comandato per un anno la difesa in maniera impeccabile. Dopo tanti anni di sacrifici, dopo giorni di allenamenti solitari senza una squadra, dopo anni in cui i guadagni da calciatore erano poche centinaia di migliaia di lire e il calcio era più che altro un divertimento, Mauro Bertoni si prende quel che si merita: la Serie B. Purtroppo, però, le cose non vanno sempre come si desidera.
L’ADDIO AMARO – Dopo la promozione in Serie B, la società decide di non rinnovare il contratto al Capitano, scaduto nel giugno 2005, nonostante il buon Mauro, come la maggior parte dei cremonesi, pensava di essersi guadagnato la riconferma grazie alle sue prestazioni. E invece no. Dopo anni di sacrifici, Bertoni deve salutare per sempre la B ancor prima di scendere in campo. Nelle dichiarazioni d’addio, il difensore è triste e amareggiato per come sono andate le cose, vista anche la sua ferma volontà di voler rimanere a Cremona. Nessuno potrà mai sapere se Bertoni sarebbe stato all’altezza della nuova categoria, ma ad ogni modo privarsi di un giocatore di tale carisma e attaccamento alla maglia non è stata sicuramente una scelta azzeccata, soprattutto in ottica spogliatoio.
DOPO LA CREMO – Dopo aver lasciato il grigiorosso, dopo una breve parentesi a Calcio, Bertoni si trasferisce al Rodengo dove diventa (manco a dirlo) capitano e idolo dei tifosi. Dopo una promozione in C2, Mauro festeggia le 400 gare da professionista, arrivando ad appendere le scarpe al chiodo all’età di 42 (!) anni.
