Il nuovo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Mario Montorfano, bandiera grigiorossa sia da giocatore che da allenatore.
“Questa è la storia, di uno di noi…”. Potrebbe iniziare così, sulle note di Adriano Celentano, il racconto della vita di Mario Montorfano, trentaquattro anni di Cremonese e un cuore grigiorosso grande così. Un uomo al servizio di una squadra prima da calciatore e poi da allenatore della prima squadra e del settore giovanile.
LE PRIME APPARIZIONI – Mario Montorfano nasce a Brescia il 7 maggio 1961. Dopo una breve parentesi nella Leonessa, il difensore approda in grigiorosso. Dopo la trafila di routine nel settore giovanile, ecco che nel 1978 arriva l’esordio in prima squadra. E’ la Cremonese di Guido Vincenzi, un gruppo che arriverà nono nella neonata Serie C1. Montorfano muove i primi passi collezionando 8 presenze ma, ben presto, diventa titolare fisso di una squadra che sta per iniziare il suo ciclo magico che culminerà con la vittoria a Wembley.
DALLA C A WEMBLEY – Mario è un difensore roccioso e corretto sul quale si può sempre fare affidamento. Il giocatore avrà la fortuna di vivere in prima persona tutte le storiche vittorie della Cremonese. Gli anni passano e Montorfano diventa sempre più una certezza: si arriva così al 1984 quando dall’alto delle sue trentaquattro presenze aiuta la Cremo a ritornare in Serie A dopo ben 54 anni. La massima serie dura soltanto dodici mesi: ha così inizio l’altalena di presenze fra Serie A e cadetteria. Montorfano è protagonista di tante gioie (spareggio di Pescara con il rigore di Lombardo, grandi exploit contro Milan e Juve) ma anche di tanti dolori (spareggi persi contro Cesena e Lecce e promozioni soltanto sfiorate). Montorfano si toglie però anche la soddisfazione massima per un giocatore della Cremo, ossia la vittoria della Coppa Anglo-Italiana, presenziando gli ultimi 5′ della finale entrando al posto di Tentoni. La parabola di Montorfano alla Cremo sta per arrivare al viale del tramonto e nel 1994 (dopo altre 4 partite in Serie A), il difensore decide di farsi da parte dopo 365 partite disputate con la casacca grigiorossa.
LE VITE DA ALLENATORE: UNA SALVEZZA IMPOSSIBILE – Una volta appese le scarpe al chiodo, Montorfano prosegue la sua vita grigiorossa allenando le giovanili. Dopo anni con le giovanili, nel 2001, in uno dei momenti più difficili della storia della Cremo, viene chiamato insieme al suo amico Bencina alla guida della prima squadra. I due accettano di buon grado più per amore della squadra che per i soldi: nonostante qualche contestazione subita, i due salveranno una squadra giovanissima compiendo un vero e proprio miracolo. Una volta arrivato Triboldi, Montorfano si fa da parte e torna al settore giovanile. Ma a distanza di nove anni, la Cremonese avrà bisogno ancora di lui per uscire dai guai.
LA SALVEZZA NELL’ANNO DELLE SCOMMESSE – Dopo una breve apparizione sulla panchina della prima squadra nel 2010 come allenatore di transizione tra Baroni e Acori, Montorfano torna alla guida della prima squadra nell’aprile del 2011, dopo l’esonero proprio di Acori. E’ la stagione dello scandalo scommesse, una delle stagioni più nere della storia grigiorossa. Il tecnico si trova di fronte uno spogliatoio spezzato e un gruppo disunito, la cui integrità è stata distrutta da vicende extracalcistiche che da li a qualche mese si sarebbero rivelate al mondo sportivo. Montorfano riesce a raccogliere i resti di una squadra ferita e, racimolando le ultime energie rimaste nei giocatori, conduce alla salvezza una squadra in difficoltà. Dopo aver fatto “tabula rasa”, la società riassegna a Montorfano un ruolo di primo piano nelle giovanili. Dopo la salvezza, numerosi tifosi lo vorrebbero alla guida della prima squadra, ma la società opta per Oscar Brevi. “Il mio compito è terminato” dirà nella conferenza stampa di fine stagione. Grande stile e immensa signorilità.
LA CREMO DEI GIOVANI – Nel 2014 Montorfano torna alla guida della squadra: dopo anni di capitali investiti senza raggiungere l’obiettivo della Serie B, la società cambia strategia e decide di puntare sui giovani. Nell’estate viene fatto un mercato diverso e ci si affida a giocatori del settore giovanile come Galli, Battaiola, Favalli e Manaj, ad altri giovani di buona prospettiva come Kirilov e Di Francesco supportati da giocatori più esperti come Jadid, Castellini e Brighenti. La stagione non prende la piega sperata, alcuni giocatori non rendono come ci si aspettava e soprattutto manca forse quel pizzico di pazienza che con una squadra così giovane si sarebbe dovuta mettere in preventivo. I risultati non arrivano e a pagare è Montorfano, che viene esonerato il 17 novembre 2014 (al suo posto arriva Marco Giampaolo).
Dal 1978 al 2014: tanti ricordi, tante emozioni. La città e i tifosi non possono che dire grazie a Mario Montorfano. Ringraziare uno come noi, uno con la Cremo nel cuore, da sempre e per sempre.
