Il nuovo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Luciano Bodini, talentuoso portiere grigiorosso degli anni ’70.
Gli italiani appassionati di calcio lo ricorderanno per sempre come “l’eterno secondo”, come “il portiere di riserva più forte d’Italia” come numero dodici alle spalle di Zoff e di Tacconi in una fortissima Juventus d’inizio anni ’80. I cremonesi, invece, sanno anche che Luciano Bodini è maturato fra le fila della Cremonese e, difendendo i pali della porta grigiorossa, ha raggiunto una promozione in Serie B che la città non vedeva da circa trent’anni.
DA GIOVANE A CREMONA – Bodini nasce a Leno il 12 febbraio 1954. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, il giocatore viene spedito appena ventenne a Cremona. Siamo nella stagione 1974/75 e la Cremonese si trova impelagata nelle acque fangose della Serie C. Titta Rota, allenatore della squadra, sta gettando le basi per i successi futuri ma la città non vede i fasti del passato da troppi anni. I grigiorossi quell’anno si classificano sesti a parimerito con il Venezia: è la Cremo di Cesini e di Mondonico, ma anche la Cremo di giovani molto interessanti come Cabrini e, appunto, Bodini. Il portiere di Leno si distinguerà nel corso della stagione per qualità sopraffina e grandi doti fisiche che gli permetteranno di blindare la porta grigiorossa anche nelle due stagioni successive.
LA PROMOZIONE IN SERIE B – L’anno dopo la Cremo ci riprova ma purtroppo si classifica solamente al secondo posto, che all’epoca non consentiva di essere promossi in Serie B. Il Monza è troppo forte e semina le avversarie ben presto, la Cremo deve quindi rimanere a guardare. Dopo questa amarezza, sulla panchina della Cremo si siede Stefano Angeleri e la squadra torna in Serie B dopo ventisei lunghi anni. E’ una Cremo pragmatica quella di Angeleri, che spesso vince 1-0 (ben 10 volte su 21 complessive) o di misura. Quello che conta è il risultato e con sole 4 sconfitte stagionali la Cremo chiude a +4 sull’Udinese e torna in cadetteria. Bodini in quella stagione si consacra a giocatore completo e maturo e, grazie anche alle sue parate, la Cremo subisce soltanto diciotto reti nell’arco di trentotto partite (quindici reti passive per Bodini, tre per il suo vice Maiani). Dopo il ritorno in cadetteria, Titta Rota si porta Bodini all’Atalanta (per lui un ritorno) e il portiere di Leno lascia definitivamente la maglia della Cremo.
ATALANTA E JUVE – Dopo un paio di stagioni a Bergamo, la Juve si accorge di Bodini e se lo porta a Torino. Una volta arrivato fra le fila bianconere, Bodini disputerà solo una ventina di partite nell’arco di ben dieci stagioni (la maggior parte di esse nel 1984/85 con Trapattoni in panchina), facendo la riserva prima a Zoff e poi a Tacconi: da titolare con la Juventus vincerà soltanto una Supercoppa Europea. Luciano però ha sempre accettato con grande professionalità il ruolo di secondo portiere senza mai criticare le scelte dei vari allenatori. Dopo aver lasciato la Juventus, Bodini fa qualche apparizione a Verona prima di chiudere la carriera all’Inter come terzo portiere alle spalle di Zenga e Malgioglio (cremonese doc anche lui ex grigiorosso).
Gli sportivi di tutta Italia se lo ricorderanno così, come “eterno secondo”, ma per noi cremonesi, Luciano Bodini sarà sempre quel portiere insuperabile che ci ha aiutato a riassaporare (anche se solo per dodici mesi) una Serie B che Cremona desiderava ardentemente da ventisei interminabili stagioni.
