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«C’è solo un Cavaliere»
«C’è solo un Cavaliere»

Nel 2007 la presentazione della squadra allo Zini, nel 2022 la festa per la promozione in Serie A. Grazie al Cavalier Arvedi

«Un Cavaliere, c’è solo un Cavaliere». Il coro si alza verso il cielo dello Zini, un coro di riconoscenza e stima, un breve coro a ringraziamento per tutto quello che si è vissuto. Il popolo grigiorosso offre il proprio tributo, tra gli altri, anche (e giustamente) al Cavaliere Giovanni Arvedi, presidente onorario della Cremo e tra gli artefici della cavalcata di quest’anno, culminata con il ritorno in Serie A dopo 26 anni. È un tributo speciale, un qualcosa che ci fa volare con la memoria ad un’altra circostanza, dove lo stesso coro risuonò fra le mura di uno Zini un po’ meno pettinato ma comunque ribollente di passione. 

INIZIO – Estate del 2007, la prima dell’era Arvedi. La società aveva organizzato la presentazione della squadra allo stadio Zini, con palco e tappeto rosso ad accogliere i giocatori che facevano il loro ingresso sul terreno dello Zini dagli spogliatoi. Era la Cremonese dei pezzi da novanta Lamberto Zauli e Leonardo Colucci, dei giovani Salvatore Sirigu e Davide Astori, degli (ora un po’) nostalgici Ciccio Graziani e Krassimir Chomakov. Era una Cremonese imbottita di ambizioni (specchio riflesso del proprio presidente), una Cremonese che per tutto l’anno cercherà di andare in Serie B facendo concorrenza al Sassuolo di Massimiliano Allegri, perdendo il treno promozione nella finale playoff contro il Cittadella.

DI COTTE E DI CRUDE – Sono passati esattamente 15 anni da quella presentazione in cui il Cavaliere Arvedi veniva acclamato dai tifosi per aver rilevato una società piena di debiti e con strutture deficitarie. In questi anni il Cavaliere ne ha vissute di tutti i colori: ha visto partite truccate, sconfitte brucianti e inspiegabili, finali playoff perse, personaggi più interessati al portafoglio che alla maglia verso la quale hanno voltato le spalle appena possibile. A volte è stato criticato, a volte è sembrato essere sull’orlo di mollare, ma nonostante ciò ha continuato a investire nella società, molto spesso senza un ritorno economico (una squadra in Serie C ha molti costi e poche entrate…), portandola prima in Serie B, fino ad arrivare allo scorso mercoledì

Dall’orlo del fallimento fino alla Serie A e a distanza di 15 anni abbiamo rivisto il Cavaliere nuovamente sul terreno dello Zini. Proprio come quell’estate del 2007, su quel palco insieme a Giancarlo Finardi e ai compianti Emiliano Mondonico ed Erminio Favalli. Come quella volta un sorriso si è stampato sul volto del Cavaliere, e il suo cuore, come quello di tutti i presenti, si è riempito di gioia. E il cerchio si è chiuso.

«Un Cavaliere, c’è solo un Cavaliere»

Dopo 15 anni Cremona ringrazia Giovanni Arvedi, per le emozioni indescrivibili vissute. 

E, come dice il detto, «il bello deve ancora venire». 


Di Nicolò Bonazzi

Nicolò Bonazzi

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