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Ballardini: «Gruppo serio e di qualità, vedo tanta motivazione»
Ballardini: «Gruppo serio e di qualità, vedo tanta motivazione»

Le parole di Ballardini alla sua prima conferenza stampa da tecnico della Cremonese: «Cremona e questa società sono un esempio»

Prima conferenza stampa al Centro Sportivo Arvedi per il nuovo allenatore della Cremonese Davide Ballardini, che ha già debuttato in grigiorosso vincendo ai rigori in Coppa Italia sul campo del Napoli. Oggi, sabato 21 gennaio, è stata l’occasione per presentarsi a Cremona e per riferire qualche indicazione in vista dell’esordio in campionato di Bologna, in programma lunedì. Ballardini che, oltretutto, allenò i rossoblù nel 2014.

Ci racconta questa settimana di lavoro?
«È stata una settimana un po’ strana, siamo arrivati domenica e abbiamo fatto allenamento solo con chi non ha giocato sabato. Poi lunedì abbiamo fatto una rifinitura, poi la partita… Oggi è più o meno il terzo allenamento fatto insieme alla squadra. La sensazione è quella che ho detto anche ai ragazzi, noi abbiamo a che fare con un gruppo serio, sono ragazzi seri, umili e generosi. Mi sembra abbiano anche qualità, vedo anche tanta motivazione a fare meglio, si vuole fare bene tant’è che anche se ci siamo allenati poco mi danno sempre buone sensazioni e svolgono buonissimi allenamenti. Questo è in sintesi quello che è stato finora».

Cosa l’ha convinta a sposare il progetto grigiorosso?
«La definizione “sposare il progetto” mi spaventa, perché in Serie A non è un termine usuale, è vero. La convinzione è arrivata perché tecnicamente a noi, inteso me e il mio staff, sembra che la squadra abbia ragazzi interessanti. La rosa è una squadra per noi interessante da allenare e penso anche una squadra che possa competere. L’altro aspetto sono le persone: abbiamo parlato con persone come Giacchetta, Armenia e il Cavaliere. Un aspetto importante è la serietà delle persone che lavorano qui».

Quali corde si devono toccare per mantenere alta la soglia di attenzione? Nella prima parte la Cremonese giocava molto bene con le big per poi pareggiare o perdere nei minuti finali. Poi, nel match successivo, spesso scontri diretti, brutte prove. Ed è la testa che fa la differenza.
«Non parlo mai di chi mi ha preceduto, non penso che sia corretto. Siamo arrivati e abbiamo trovato grande disponibilità. Mi sembra che la squadra fisicamente stia bene e che ci siano tutte le condizioni per fare del nostro meglio da qui in avanti, poi le difficoltà ci sono e lo sapete benissimo, ma con queste premesse le difficoltà si possono superare. La squadra sta fisicamente e mentalmente bene, nonostante la situazione chiara a tutti che la Cremonese è in quella posizione di classifica».

Ha fatto delle richieste sul mercato?
«Sì, abbiamo individuato quali possono essere i ruoli dove manchiamo su certe caratteristiche. Non è facile, ma se è possibile rinforzeremo la squadra con un difensore con caratteristiche diverse, un centrocampista con caratteristiche diverse a quelle che abbiamo e poi vedere cosa offrirà il mercato. A gennaio, di sicuro, è difficile prendere ragazzi che vengono da un altro mondo e metterli qui nel nostro campionato e ottenere subito dei buoni risultati. Bisogna considerare anche quello».

Ha detto di aver lavorato subito sui principi, che sembrano aver cambiato la Cremonese.
«Ci siamo allenati per poco tempo e quindi abbiamo lavorato sui principi come la palla, lo spazio, l’avversario e la compattezza. Nella fase offensiva serve avere riferimenti chiari per far ripartire l’azione. Continueremo ad andare avanti su queste basi per diventare sempre più bravi».

Lei ha allenato piazze abbastanza esigenti, a Cremona l’unica pressione è la Serie A che manca da 26 anni. Crede comunque che sia un ambiente complicato?
«Qui ci sono, o almeno abbiamo noi come staff, grandissime aspettative. Le troviamo dentro di noi, sono grandi motivazioni. Ogni volta che si va ad allenare è proprio una sfida, la nostra valutazione è il quotidiano, il rapporto con i giocatori e i traguardi da raggiungere».

A Cremona ritrova alcuni giocatori che ha già avuto a Genova: Radu, Ghiglione, Vasquez. E anche Zanimacchia.
«Li conosco, ma avvantaggiati dalla totale disponibilità di tutti. Se si fa così si fa presto, stiamo molto insieme e quindi è vero che con Ghiglione, Zanimacchia, Vasquez ci conosciamo, li ho ritrovati come li avevo lasciati e oltre a loro ci sono ragazzi che sono di facilissima comprensione per le buone qualità che hanno come persone e giocatori. Per Radu la situazione è differente».

Che partita si aspetta lunedì contro il Bologna?
«Non ci sono partite facili, il campionato è difficilissimo. Ci sono squadre attrezzate benissimo e allenate altrettanto bene. Noi comunque siamo in grado di affrontarle nella maniera migliore, il Bologna ha qualità, giocatori rapidi e dietro ha esperienza. Sta facendo un campionato ottimo, ma per me la Cremonese può fare la sua partita con le sue qualità sapendo di aver davanti una squadra ben attrezzata».

Finora dal mercato è arrivato Benassi, e serviva certamente un rinforzo in mezzo al campo. Come sono andati i primi giorni? Lunedì ci sarà?
«Sta bene, si è allenato con noi, domani abbiamo l’ultimo allenamento ma la sensazione è che lui stia bene e possa esser disponibile. C’è e siamo contenti che sia arrivato».

Quale può essere il valore aggiunto?
«I ragazzi sono seri, generosi e umili. Bisogna proprio essere legati l’uno con l’altro. Poi ti alleni e devi andare forte in tutte le sedute d’allenamento e sin qui l’hanno sempre fatto, non ci sono altre strade. Chiaramente se tu manchi in questo fai molta più fatica. La Cremonese ha una buona base, avere ragazzi seri e con voglia di faticare, consapevoli che le cose così non vanno bene mi fa pensare bene».

La tifoseria, nonostante la classifica, è molto vicina alla squadra. Come vede questo rapporto?
«Per me Cremona e la Cremonese sono un esempio di come devi vivere l’affetto per la squadra. È chiaro che la squadra deve a sua volta dare dei segnali forti a chi vuol bene a loro. Comunque si è in una situazione così e mi pare che non ci siano state grosse problematiche perché da una parte i tifosi sanno che chi gioca per la Cremonese ce la mette tutta ed è dispiaciuto se le cose non vanno bene. Dall’altra parte ci sono giocatori che sono consapevoli che devono dare qualche soddisfazione. Per me questo è un esempio buono e pulito di come dev’essere il rapporto tra squadra e tifosi, anche nel vivere le situazioni delicate calcisticamente».

Vuole una squadra con un’identità chiara?
«L’identità la danno le caratteristiche dei giocatori. Se la squadra è stata costruita per un certo tipo di calcio non puoi arrivare e stravolgere tutto penalizzando tanti giocatori perché hanno caratteristiche diverse. Compatibilmente con le caratteristiche che ci sono nella squadra noi cerchiamo di essere molto chiari, pretendere e rispettare le caratteristiche dei giocatori. Per esempio, questa squadra ha 6-7 difensori centrali e in questo caso se giochi a 4 in difesa ne penalizzi 4-5 e c’è da valutare anche quello. Però noi siamo contenti dei giocatori che abbiamo».


Fonte: dai nostri inviati al Centro Sportivo Arvedi Andrea Ferrari e Lorenzo Coelli
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Redazione

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