Auguri a Bivi, il cecchino dal dischetto
Auguri a Bivi, il cecchino dal dischetto

Compie oggi 59 anni Edi Bivi, protagonista nella promozione in A nella stagione 1988/89, nella quale fu capocannoniere grigiorosso.

David Bowie cantava We can be Heroes, just for one day, possiamo essere eroi solo per un giorno. In questo caso però la canzone si potrebbe riadattare in possiamo essere eroi solo per un anno.  Perché Edi Bivi, che compie oggi 59 anni, è entrato nella storia della Cremonese nonostante abbia giocato in grigiorosso solo un campionato. Ma quella non è stata una stagione normale, in quanto fu quella del ritorno in A dopo 3 anni consecutivi di B. Edi Bivi fu uno dei protagonisti di quell’annata segnando 14 reti (molte su rigore), decisive per il quarto posto finale.

Per salire in A, come molte volte nella storia della Cremonese, bisognava passare da uno spareggio. Ma a Pescara contro la Reggina, in quel memorabile 25 giugno 1989, la palla non voleva entrare. Si andò ai rigori ed Edi Bivi, cecchino infallibile, non sbagliò segnando il primo tiro della serie dopo l’errore di Onorato per i calabresi.

Fu una rete pesantissima, come quelle decisive in campionato nei derby contro Piacenza e Brescia (a segno sempre su rigore) oppure le doppiette contro Licata e Taranto. Le strade di Bivi e della Cremonese però si separarono: così come Mazzia, l’allenatore della promozione, fu lasciato libero e scelse di andare a Pescara, squadra che 2 anni dopo porterà in A.

Bivi è rimasto comunque nella storia della Cremonese. Era uno che segnava e lo faceva anche nelle partite importanti. Lo sanno bene anche  i tifosi di Bari e Catanzaro, squadre di cui fu idolo e lo sapeva bene anche Enzo Bearzot.

Infatti nella stagione 1981/82, all’esordio in A, a 21 anni, con la maglia del Catanzaro, stupì tutti segnando 12 reti (secondo solo a Pruzzo nella classifica marcatori), tra cui quella decisiva a San Siro contro il Milan. Bearzot, allora allenatore della nazionale, lo mise nei papabili per i Mondiali di Spagna, credendo nel suo potenziale. Non divenne campione nel mondo perché gli fu preferito Selvaggi ma confermò di essere un predestinato per una grande carriera.

Non andò tutto come previsto ma a Cremona è stato decisivo: tanti auguri al cecchino Edi Bivi.

Paolo Castelli
Paolo Castelli

Collaboratore

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