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Cremonese, l’irrazionalità va di moda
Cremonese, l’irrazionalità va di moda

Una Cremonese lanciata verso la vittoria contro un Brescia in dieci uomini subisce il gol del pareggio in pieno recupero

Diceva Nietzsche che l’irrazionalità di una cosa non è una prova contro la sua esistenza, piuttosto una sua condizione. Cremonese-Brescia ne è la prova. La ragione grigiorossa si stava già pregustando il ritorno alla vittoria nel derby, dopo 95 minuti in cui la Cremo aveva concesso poco e aveva sfiorato a più riprese il raddoppio. Contro ogni logica invece in pieno recupero arriva il gol del Brescia, un’irrazionalissima rovesciata di Moncini che sembrerebbe fuori luogo anche nel peggiore dei cinepanettoni.

FORZE FRESCHE – La terza gara in una settimana impone a Stroppa di operare diversi cambi. Dietro e davanti vengono confermati gli uomini di Cesena, con Ceccherini nuovamente titolare al centro della difesa. In mezzo al campo invece l’unico superstite è Castagnetti. Da mezzali infatti ci sono Collocolo (al rientro dopo la paternità) e Vandeputte, in fiducia dopo il primo gol in grigiorosso. Sulle fasce ritornano titolari Sernicola e Quagliata, si accomodano in panchina Zanimacchia e Barbieri.

RITMO BASSO – Il primo tempo è abbastanza bloccato. Dopo un paio di brividi iniziali su qualche passaggio errato la Cremonese prende in mano il pallino del gioco e prova a schiacciare il Brescia. Le fasce però non funzionano, Sernicola e soprattutto Quagliata non puntano l’uomo e quando arrivano sulla trequarti si rifugiano nel retropassaggio. Quando il traversone arriva le cose non vanno meglio. Bonazzoli si abbassa molto a giocare con i compagni e l’area è spesso sguarnita, con poche maglie grigiorosse e tanto biancazzurro. Gli inserimenti di un vivace Vandeputte non bastano a mettere in apprensione la retroguardia di Bisoli.

GOL E ROSSO – L’ex tecnico grigiorosso annusa la possibilità dello scalpo d’eccellenza e nella ripresa aumenta il potenziale offensivo del Brescia. Ad approfittarne è invece la Cremonese. Quagliata ha finalmente spazio e al primo cross mette palla sulla testa di Vazquez per il gol del vantaggio (lo compriamo un altro mancino a gennaio?). L’esterno grigiorosso è incisivo e mette più di un pallone pericoloso in mezzo. Un Mudo poco lucido, alla terza presenza in settimana, non approfitta degli spazi lasciati dagli avversari e calcia alto la palla del raddoppio. L’espulsione di Cistana per un fallaccio su Antov lascia presagire a un finale dolce per la Cremonese, padrona del campo e abile a sfruttare le ripartenze.

ERRORI IN SERIE – Le energie però iniziano a scarseggiare e Stroppa ricorre ai cambi (spoiler: non tutti convinceranno). Entrano De Luca, Johnsen, Milanese, Pickel e Barbieri. Esclusi gli ultimi due, tutti hanno diverse responsabilità. A partire dal norvegese che calcia addosso a Lezzerini la palla del raddoppio. In pieno recupero arriva il pareggio beffa, un’azione che macchia la prestazione di diversi grigiorossi. Il peccato originale è di Milanese che forse per troppa voglia tenta un dribbling di troppo quando sarebbe stato meglio giocare con il cronometro. Sbaglia anche Sernicola a non concedere l’appoggio. La ripartenza porta poi a un cross dalla destra. Bianchetti sbaglia il rinvio, Sernicola non chiude su Juric, Antov e De Luca non accorciano su Moncini e il pareggio al 96’ è servito. Lo stesso mister Stroppa ha responsabilità. La scelta di inserire Pickel può avere senso, lo svizzero ha dato una bella mano in mezzo al campo in quanto a fisicità e palloni recuperati. Tuttavia non avremmo mai rinunciato a Collocolo. Ci fosse stato il neo-papà come mezzala sinistra probabilmente quella ripartenza si sarebbe chiusa con uno dei suoi soliti recuperi e una spallata all’avversario. E lo Zini in festa dopo le feste. Anche la scelta di lasciare in campo un Sernicola esausto non è sembrata lungimirante.

RIPARTIRE – La Cremonese chiude le cinque partite di dicembre con una sola vittoria all’attivo. L’amaro in bocca per una vittoria sfuggita in pieno recupero deve essere il carburante per lavorare con ancora più convinzione durante la sosta. La delusione, per quanto grande, non deve nascondere i passi in avanti fatti nelle ultime uscite. Nello Stroppa-bis si è vista una Cremo quadrata e solida, le prestazioni sono state in crescendo e per quanto visto in campo la squadra avrebbe meritato i tre punti contro Samp e Brescia. Approfittiamo quindi del nuovo anno per cercare di ripartire da questi passi in avanti e provare a blindare il quarto posto. Perché è vero che non c’è cosa più irrazionale di credere a un cambiamento solo perché lo dice il calendario. Eppure l’irrazionalità in questo periodo va di moda.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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