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Cremonese, 110 anni senza lode
Cremonese, 110 anni senza lode

La Cremonese festeggia i suoi 110 anni di storia con una sconfitta che rischia di ridimensionare il suo campionato

Doveva essere la partita della svolta in un girone d’andata non proprio entusiasmante per la Cremonese. E invece contro la capolista Pisa arriva un pesante k.o. che rischia già di ridimensionare le aspettative stagionali della squadra. Oltre il danno, la beffa. La sconfitta arriva in un clima di festa, mentre la società festeggia i suoi 110 anni di grigiorosso con una divisa celebrativa. E sabato prossimo c’è il Mantova…

GLI UNDICI – Dopo il 4-3-3 visto contro il Modena mister Corini torna sui suoi passi e schiera la squadra con il 4-2-3-1 che ha portato 6 punti nelle prime due uscite. Il pacchetto difensivo è confermato in blocco con l’eccezione dell’ex Barbieri, che si accomoda in panchina per far spazio ad Antov. Il bulgaro viene schierato nuovamente titolare da terzino destro dopo la non esaltante prova di Castellammare. In mezzo arrivano le conferme per Castagnetti e Collocolo, davanti c’è ancora Bonazzoli con Vazquez alle sue spalle. Sulle fasce Vandeputte e Johnsen, turno di riposo per Zanimacchia.

PARTENZA E RISPOSTA – L’inizio del Pisa è roboante. Complice uno schieramento molto simile a quello del Modena gli uomini di Inzaghi fanno densità in mezzo al campo (due trequartisti, due centrocampisti). A costo di lasciare l’inferiorità numerica in fascia vanno in tanti a fare pressing sul portatore, mandando in difficoltà la Cremonese che per diversi minuti non riesce a uscire dalla propria area. Basta un filtrante di Vazquez per Bonazzoli per far spaventare i pisani, che oltre alle ali abbassano anche il baricentro. Fin dai primi tocchi si capisce che il Mudo è in una di quelle giornate in cui potrebbe risolvere i conflitti in Medio Oriente con un tocco di suola.

FASCE SCOPERTE – Nonostante i tanti giocatori in mezzo al campo è proprio sulle fasce che il Pisa vince la partita. O forse è più corretto dire che è la Cremo a perderla. A destra Vandeputte sembra in giornata sì, ma le continue difficoltà palla al piede di Antov ne frenano l’esuberanza. Dall’altra parte Johnsen si accende come al solito a intermittenza e i suoi mancati rientri costringono Sernicola ad andare sempre all’uno contro uno contro uno scatenato Touré. L’esterno di Inzaghi è il protagonista del primo tempo e punisce la Cremo con due discese da paura. Sulla prima il pasticcio Ravanelli-Fulignati favorisce il tap-in di Marin, sulla seconda arriva il facile gol di Piccinini, dimenticato da Castagnetti. Un vero peccato, perché tre le due reti dei toscani la squadra aveva mostrato il miglior gioco nella gestione Corini, coronato dalla splendida azione del gol di Vazquez (il quarto in campionato).

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CHI DI CONTROPIEDE FERISCE – Nella ripresa Corini corre ai ripari ma ormai è tardi. Gli uomini di Inzaghi si chiudono dietro e aspettano di ripartire. L’occasione buona arriva già dopo pochi minuti: Vazquez incespica su un passaggio birichino di Fulignati e Tramoni manda al bar Ravanelli prima di siglare la rete del definitivo 3-1. A nulla varranno i tentativi grigiorossi nel secondo tempo. Gli ingressi dei vari Nasti, De Luca, Zanimacchia e Majer non cambiano le sorti di una gara inevitabilmente indirizzata sui binari nerazzurri. La Cremo non fa altro che confermare le sue enormi difficoltà quando deve attaccare difese schierate. Semper se ne torna in Toscana con i guantoni ancora belli puliti.

EQUILIBRI – La partita contro il Pisa lascia in eredità tante indicazioni che mister Corini non potrà ignorare. Il 4-2-3-1 è il modulo che ha dato più certezze e ha portato 6 punti nelle prime due uscite, tuttavia richiede grande applicazione da parte di tutti e l’impiego degli uomini giusti. Vandeputte si è speso in fase difensiva, non altrettanto si può dire per Johnsen che ha lasciato solo Sernicola. Quando si sceglie questo modulo non si può rinunciare alla gamba di Zanimacchia, mentre il norvegese è più a suo agio nel 4-3-3, quando la responsabilità di aiutare il terzino ricade sulla mezzala. Lo stesso Castagnetti dà il meglio quando ha ai suoi lati due giocatori che limitano la porzione di terreno in cui deve lavorare. Il campo in fondo ha sempre ragione, e quello dello Zini ha detto che al momento questa squadra non si può permettere di avere in campo contemporaneamente Castagnetti e tre trequartisti con più tecnica che gamba.

A MANTOVA CON FIDUCIA – La sconfitta interna, seppur dolorosa, non deve fermare il cammino della Cremonese. È vero, la vetta è terribilmente lontana e il cammino verso le prime due posizione potrebbe anche essere già compromesso. Tuttavia non va perso il focus su un campionato che può ancora regalare tanto. Sabato prossimo a Mantova la Cremo deve ripartire dalle sue certezze e dai principi che l’hanno portata a vincere le prime due gare con mister Corini in panchina. Vogliamo rivedere una squadra corta, compatta, abile a recuperare il pallone e a ripartire. Perché la vetta è lontana e le vittorie sono l’unica ricetta disponibile per tentare la rimonta.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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