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Ascoli, questo non è volare: è cadere con stile
Ascoli, questo non è volare: è cadere con stile

Nonostante il cambio in panchina, il mercato invernale e qualche vittoria estemporanea, l’Ascoli non riesce a risollevarsi

L’Ascoli non può andare ai playoff. Dati alla mano, sembrerebbe logico postulare una nuova legge fisica di questo tipo, che impedisca ai marchigiani di ambire a qualcosa in più che alla solita salvezza più o meno tranquilla, come quasi mai è accaduto dal fortunoso ritorno in B nel 2015, quanto fu ripescato al posto del Teramo. Il 6° posto nel 2022 fa da eccezione a confermare la regola, per il resto mai oltre la 12ª posizione. E quest’anno, visti risultati e classifica, si prospetta un girone di ritorno alla ricerca disperata del decimo campionato consecutivo in Serie B. Insomma, cambi in panchina e nuovi acquisti non sono che palliativi, l’Ascoli non sembra in grado di volare, verso la salvezza e oltre, ma solo di continuare a cadere con stile.

SAN PEDRO MENDES – Se l’Ascoli riuscirà a salvarsi, probabilmente la città avrà un nuovo patrono: San Pedro Mendes da Guimarães, Portogallo. La punta ha infatti inciso sul 48% dei gol segnati dalla squadra, con 10 gol e 2 assist su 25 reti messe a segno in totale. Oltre al rendimento del portoghese, purtroppo anche quello dei piceni è rimasto pressoché uguale, nonostante il cambio di guida tecnica. Con Viali, 0,92 punti a partita, mentre con Castori 0,91, frutto di 10 punti in 11 partite. L’altro grosso problema dei marchigiani sono le espulsioni, delle quali detengono il primato: 8 cartellini rossi, di cui 5 diretti. Anche Valzania, nell’ultima gara, se n’è beccato uno, e contro la sua ex squadra sarà squalificato. Tirando le somme, se una difesa solida come quella della Cremonese saprà tenere la marcatura su Pedro Mendes, senza incappare in errori come quello di Lochoshvili su Marcandalli, allora difficilmente i bianconeri segneranno. Inoltre, puntare sul nervosismo evidente della compagine avversaria potrà essere una chiave utile.

UN VALZANIA IN PIÙ – Nelle Marche, a dire il vero, qualche buon rinforzo è arrivato, nonostante i risultati non stiano, per il momento, migliorando. A partire dall’ex Cremo Luca Valzania, arrivato in prestito al Del Duca per ritrovare minuti e forma dopo il lungo infortunio patito. L’avventura del classe ’96 non è iniziata bene, ma sulla carta è sicuramente un’ottimo innesto. Per il resto, il ds Giannitti si è concentrato sul puntellare il reparto arretrato, con gli arrivi di Sauli Väisänen, ex Chievo e Cosenza, dall’Odense, Gagliolo, ex Parma, dall’Aek Larnaca , Celia dalla Spal e Mantovani dalla Ternana. In uscita, c’è la complicata questione Falasco, il cui rapporto con l’ambiente si è rotto dopo una brutta prestazione contro il Bari. L’esterno sembrava ad un passa dal trasferimento a Cracovia, ma pare aver rifiutato la destinazione, preferendo rimanere fuori rosa fino a giugno. Per il resto, le uscite più rilevanti sono quelle di Millico, ora al Foggia e di Manzari, a segno allo Zini, rientrato al Sassuolo e girato a Salò.

LA PROBABILE – Per il match del Del Duca contro la Cremonese, Castori dovrà attendere la rifinitura per valutare le condizioni di alcuni elementi della rosa, uno su tutti Pedro Mendes, in fase di recupero dopo aver saltato la gara contro il Catanzaro. Oltre a lui, anche Gagliolo e Nestorovski sono in dubbio. Bayeye, connazionale di Pickel, rientra dalla Coppa d’Africa e sarà a disposizione. In porta partirà Viviano, protetto dalla difesa a tre formata da Mantovani, capitan Botteghin e Bellusci. Centrocampo a cinque con Celia sulla sinistra, Giovane e Caligara mezzali, vista l’assenza di Valzania, Di Tacchio al centro e Falzerano largo a destra. Pedro Mendes o, eventualmente, il finlandese Streng, affiancato dall’ex Brescia Pablo Rodriguez, a completare il 3-5-2 dei bianconeri.

Michele Iondini

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