fbpx
C’era una volta… Luciano Cesini, con la Cremo nel cuore
C’era una volta… Luciano Cesini, con la Cremo nel cuore

Il ventitreesimo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Luciano Cesini, il grigiorosso più presente di tutti i tempi.

Quattrocentotrentasei partite, dodici stagioni e quattordici Derby del Po disputati al comando della difesa. I numeri di Luciano Cesini parlano per lui. Il biondo difensore della Cremo è il giocatore più presente di tutta la storia grigiorossa e ha contribuito in larga parte alla rinascita di una squadra finita addirittura in Quarta Serie.

GLI INIZI E LA CONSACRAZIONE – Luciano Cesini da Piadena approda giovanissimo al settore giovanile della Cremonese. Dopo anni passati con tutte le selezioni grigiorosse, ecco che nel 1966 arriva la chiamata con la Prima Squadra. Il difensore collezionerà sette presenze ma la squadra retrocede in Serie D. Dopo qualche anno i grigiorossi ripiombano nel baratro della Quarta Serie. Il presidente Maffezzoni è stanco e lascia l’incarico a Domenico Luzzara. La fine degli anni ’60 coincide con un’altalena fra Serie C e Serie D, ma corrisponde anche alla consacrazione di Cesini. Il biondo piadenese è un difensore vecchio stile: non tira mai indietro la gamba, è arcigno e combattiero ma senza esagerare con gli eccessi. Per capire il tipo di calciatore basta conoscere un aneddoto: Cesini, in carriera, non è mai stato ammonito. In 436 incontri nemmeno un cartellino giallo: è un record incredibile, soprattutto per un difensore.

ALTALENA DI EMOZIONI – Gli anni passano e Luciano vive mille emozioni con indosso la maglia grigiorossa. Si passa dallo spareggio perso contro il Marzotto (che segna l’ennesima retrocessione in Quarta Serie) agli inediti derby contro la Leoncelli (il primo, tra l’altro, perso 2-1 in casa) fino ad arrivare al ritorno in B dopo quasi trent’anni di assenza. Nel mezzo, tante battaglie, tanti avversari tallonati, tante botte prese e tante vittorie: Cesini diventa il capitano di una squadra che ha voglia di ritornare grande come all’inizio della sua storia. E dopo tanto sudore, come detto, arriva la promozione in B. Nel 1976 i grigiorossi iniziano una cavalcata vincente che culminerà con il ritorno in Purgatorio dopo tante stagioni. La difesa subisce solo 18 gol ed è la migliore del girone: ed il merito va soprattutto a lui, al biondo difensore con la Cremo nel cuore.

LA FINE DELLA CARRIERA – La cadetteria dura soltanto una stagione, ma Cesini si toglie lo sfizio di esordire giocando alla fine trentaquattro gare di campionato. La sua carriera è però agli sgoccioli e, dopo un nono posto ottenuto nella stagione 1978/79, Luciano appende le scarpe al chiodo ponendo la parola fine su un ciclo durato dodici anni. Tuttavia, come tutte le bandiere che si rispettino, la sua avventura in grigiorosso non termina dopo il ritiro dall’attività agonistica. Cesini diventa il tecnico della Primavera della Cremonese. Dopo anni di gioie e dolori, nel 1987 arriva il primo prestigioso trofeo: la Coppa Italia Primavera. La squadra dell’ex difensore grigiorosso asfalta in finale il Como (4-0 all’andata, 0-0 sulle rive del lago) e porta a casa una coppa ancora oggi molto ambita. In quella squadra giocavano Turci, Gualco, Lombardo, Pedretti, Galletti e Ferraroni: tutta gente che farà la storia della Cremonese. Nel 1990 la Primavera sfiora anche la vittoria dello Scudetto di categoria, ma la Roma di Muzzi e Giannini è troppo forte. Ciò che conta è che la Cremo è una fucina di talenti e Cesini è il maestro di un’orchestra veramente sorprendente.

Oltre al calcio giocato e “allenato” c’è stata anche la parentesi da commentatore, che ha portato Cesini ad essere un osservatore esterno, ma assolutamente partecipe, degli anni recenti della Cremonese. E sia nella gioia che nel dolore, il cuore di quell’impavido difensore che fu, ha sempre battuto e sempre continuerà a battere per i colori grigiorossi.

Nicolò Bonazzi

Collaboratore esterno

Potrebbe interessarti anche: