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Cremonese, punto di testa
Cremonese, punto di testa

La Cremonese gioca una partita di estrema attenzione e torna da Roma con un punto più che meritato

Se non siete tra quelli che la considerano la città più bella del mondo prego, passate al prossimo articolo. Roma ha un fascino unico, probabilmente anche grazie alle contraddizioni e ai difetti che la contraddistinguono. Roma è la città della procrastinazione, è la città degli sprechi, è la città del potrei ma non ho voglia. E come poteva affrontare questa trasferta la Cremonese? Semplice, con una partita all’insegna della programmazione e della solidità, con una partita che imbriglia la Lazio e consente ai grigiorossi di tornarsene a casa con un punto più che meritato. Attenzione però, perché Roma ti divora e ti plasma senza che tu te ne accorga, come cantano Piotta e Il Muro del Canto. I grigiorossi infatti in certi momenti hanno sprecato, e alla fine sono stati costretti a sporcarsi le mani per arrivare al risultato.

SORPRESE – Alle prese con l’infortunio di Bianchetti e la squalifica di Payero, mister Nicola decide di mischiare le carte per cercare di tornare a raccogliere punti dopo la beffarda trasferta di Torino. Il recuperato Folino prende il posto del capitano, mentre Ceccherini (che aveva ben figurato contro i granata) torna a sedersi in panchina. In mezzo al campo c’è Grassi, ma la vera novità è che non c’è Vandeputte, bensì Johnsen. Il norvegese, che aveva collezionato solo undici minuti in campo negli ultimi due mesi, gioca da mezzala sinistra al posto del belga. Davanti ci sono gli insostituibili Bonazzoli e Vardy, pronti a fare male sfruttando le ripartenze.

COME A TORINO – La Cremonese affronta la gara guardinga, come se le assenze della Lazio fossero solo uno specchietto per le allodole. In effetti l’undici schierato da Sarri è tutt’altro che banale. Forse per questo eccesso di prudenza i grigiorossi non riescono a sfruttare il distratto avvio dei padroni di casa, che privi di alcuni punti di forza cadono in errori banali. Nei primi minuti Bonazzoli ha due chance, nate da passaggi sbagliati dei laziali. Nel primo caso prova a fare il Castagnetti, ma la palla finisce alta. Nel secondo potrebbe fare meglio e dal limite calcia alto. Con il senno di poi (come a Torino) questa è l’unica cosa che i grigiorossi possono rimproverarsi, ovvero non aver riconosciuto le difficoltà della Lazio nei primi minuti di gara.

ESCE LA LAZIO – Nella seconda parte del primo tempo gli uomini di Sarri prendono in mano la gara. I grigiorossi, fin lì forse spaesati dall’atteggiamento avversario, trovano finalmente ciò che si aspettavano, e di conseguenza giocano la gara che avevano preparato con mister Nicola. Niente possesso basso, visto che i padroni di casa sono abili nel pressing nell’ultimo quarto di campo. Ripartenze sì, ma senza strafare: ci sarà spazio poi per provare a fare male, per ora meglio non scoprirsi. Si punta quindi sui lanci lunghi per Barbieri, troppo ansioso di dimostrare che quella di Torino era stata solo una giornata storta (tranquillo, non avevamo dubbi a riguardo). Soprattutto, grande attenzione difensiva alle sovrapposizioni e ai cambi di posizione degli avversari. Al netto di qualche amnesia di Johnsen, il primo tempo si incanala verso l’esito cercato dalla Cremonese.

OCCASIONI PER FARE MALE – Nella ripresa la Lazio cerca di attaccare con più vigore. Le assenze tra i biancocelesti iniziano a pesare e i grigiorossi intravvedono gli spazi per fare male. Ma come dicevo prima, Roma ti plasma senza che tu te ne accorga. E quindi sull’invenzione geniale di Bonazzoli Vardy manda fuori di testa. Proprio lui, working-class hero, passato dal lavorare in fabbrica ad essere campione d’Inghilterra. Esattamente come Roma, che non riesce ad sfruttare la propria bellezza, Vardy non sfrutta la palla di Bonazzoli e spreca clamorosamente un assist divino. La Cremonese della ripresa non si fa attirare dagli spazi per fare male, che ci sarebbero pure. I grigiorossi ci provano senza offrire il fianco agli avversari, pronti a colpire appena si aprono spiragli. Baschirotto soci alzano il muro e nel finale respingono tutto il respingibile. Fino all’ultimo minuto di recupero.

IL SACRIFICIO DI CECCHERINI – Alla fine la Lazio lo spiraglio lo trova. Basta una mezza incomprensione dei grigiorossi per spalancare il campo a uno scatenato Guendouzi, che semina il panico con una discesa da urlo. È in questo momento che la Cremo capisce che la programmazione e la preparazione servono fino a un certo punto, ma alla fine se si vogliono raggiungere i risultati serve sporcarsi le mani. E quindi, nella città simbolo del cristianesimo, Ceccherini si sacrifica per il bene dei compagni e della squadra e stende Cancellieri lanciato a rete. Mai rosso fu più dolce, perché dopo che Cataldi spara in curva l’invitante punizione Pairetto decide di mandare tutti sotto la doccia.

PUNTO DI TESTA – Il punto raccolto a Roma restituisce morale (e classifica) a una Cremonese ancora inviperita per il furto subito a Torino. Questo pareggio, segno di grande maturità e attenzione, dà ulteriore slancio a una squadra che sta meritatamente superando ogni più rosea previsione. Quello di Nicola è un vero e proprio capolavoro. Non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche da quello della gestione. La prova è la prestazione di Johnsen, pienamente in partita e “dentro” lo spartito nonostante i soli undici minuti in campo negli ultimi due mesi. Insomma, la notizia brutta è una sola: che questa Cremonese possiamo ammirarla solo una volta a settimana.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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