Il nuovo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Luigi Simoni, allenatore che ha scritto le pagine più belle della storia della Cremo.
Gigi Simoni per la Cremonese è stato molto più di un allenatore. E’ stato un grande uomo, un signore del calcio che ha gestito molti ragazzi nei suoi anni di permanenza a Cremona riuscendo a tirare fuori loro il meglio che potevano dare. Gigi Simoni è stato il comandante della Cremo vittoriosa a Wembley, di quella Cremo che battè il Milan di Capello e che riuscì a tenere dietro in classifica l’Inter. E’ stato il comandante della famosa Cremonese “pane e salame”, una squadra con grinta e umiltà che fece innamorare una città intera negli anni ’90.
L’ARRIVO A CREMONA – La sua avventura in grigiorosso inizia nel 1992. La Cremo è appena retrocessa in Serie B per l’ennesima volta: la società non riesce a trovare i giusti equilibri per restare nella massima serie e nell’estate vengono ingaggiati giovani giocatori (perlopiù sconosciuti) che faranno la fortuna grigiorossa. Simoni ha appena promosso la Carrarese in C1 e Cremona rappresenta il suo ultimo trampolino di lancio. All’inizio qualcuno storce il naso: tuttavia anche i più scettici si ricrederanno ben presto. Detto fatto alla sua prima stagione sulla panchina della Cremo conquista promozione in Serie A e coppa Anglo Italiana a Wembley. Una cavalcata favolosa, con molte vittorie e tanti gol segnati, che segna una stagione ancora oggi ricordata da tutti e tramandata alle generazioni più giovani, da chi quel giorno l’ha vissuto in prima persona. E siamo solo all’inizio…
TRE STAGIONI DI FILA IN A – Le successive tre stagioni segneranno la permanenza consceutiva della Cremo nel massimo campionato. Si tratta di un record che nessuno aveva mai raggiunto. Si vince contro lo stratosferico Milan di Capello conquistando tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali, si completano rimonte straordinarie come quella contro l’Udinese (dallo 0-3 al 3-3), si strappano punti importantissimi alla Roma, alla Lazio e all’Inter. E’ una Cremonese attentissima alle relazioni umane: la società capitanata da Luzzara e da Favalli, ha fatto dell’umiltà il suo dogma irrinunciabile. Nel 1994 la Cremo si trova addirittura in zona UEFA ma, complice un calo fisico, il sogno svanisce. Tuttavia l’obiettivo è la salvezza, che arriverà addirittura in anticipo. Purtroppo nel 1995/96 il giocattolo si rompe, la squadra non ingrana e retrocede. Per molti anni quella sarà l’ultima stagione in massima serie della Cremonese. Con la retrocessione in B, Simoni migrerà verso altri lidi (tra le altre Piacenza, Inter, Napoli, Torino, Ancona, Siena) e si farà conoscere in tutta Italia per il suo stile e per i risultati raggiunti (tra cui una coppa UEFA con l’Inter di Ronaldo).
ALLENATORE DEL SECOLO – Simoni è stato un grande signore, un tecnico gentiluomo dallo stile impeccabile e dalla parola sempre misurata e mai fuori posto. Una delle sue capacità è quella di sdrammatizzare le situazioni dando il giusto peso a ciò che accade. E Cremona lo ama non solo per i risultati, ma anche per tutto questo. Per capire quanto Cremona abbia amato questo tecnico basti ricordare il centenario della società. Il 24 marzo del 2003 e Gigi presenzia la sera in cui vengono festeggiati i cento anni della Cremonese. Appena lo storico speaker Michelangelo Gazzoni annuncia Simoni lo “Zini” esplode: l’allenatore corre ad accogliere a braccia aperte una Curva Sud in festa che intona il coro “Gigi alè Gigi Simoni“. E in quella sera, Simoni verrà eletto “allenatore del secolo grigiorosso”.
SIMONI PRESIDENTE – Il 28 gennaio 2013, a circa 17 anni di distanza dall’ultima volta, Simoni torna a Cremona in vesti ufficiali. L’allenatore di Crevalcore, infatti, viene convinto dal presidente Arvedi ad entrare ufficialmente nello staff della Cremonese come direttore tecnico, e il 17 giugno 2014 viene nominato presidente. È una Cremo che affanna in Lega Pro, ma la presenza di Simoni è molto importante, perchè con il suo fare calmo e caldo tranquillizza l’ambiente nei momenti più difficili. Il 2 giugno 2016, all’alba della promozione in Serie B termina il suo mandato di presidente, venendo sostituito da Michelangelo Rampulla, abbandonando per sempre i colori grigiorossi.
LA MORTE – Dopo una vita sportiva segnata da molti successi, il 22 maggio 2020 a 81 anni muore a Pisa, dopo che la sua salute si era aggravata (gli ultimi anni di vita sono stati difficili, visto che nel 2019 venne colpito da un ictus). Il cordoglio nel mondo del calcio è grande: tutti piangono la scomparsa di un grande uomo e grande allenatore, che ha lasciato un ottimo ricordo praticamente ovunque sia andato.
E anche Cremona, come molte altre città, non dimentica e non dimenticherà l’allenatore del secolo.
