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Stroppa: «Siamo all’altezza del Pisa e lo abbiamo dimostrato»
Stroppa: «Siamo all’altezza del Pisa e lo abbiamo dimostrato»

Le parole di Stroppa in conferenza in vista di Pisa-Cremonese: «Non servono calcoli, faremo i conti alla fine»

La sfida tra Pisa e Cremonese può sembrare quasi proibitiva per i grigiorossi. Non per una differenza di valore tra le due squadre, ma per il contesto del match. I nerazzurri di Inzaghi viaggiano a vele spiegate verso la Serie A e, in un’Arena Garibaldi tutta esaurita, è difficile immaginare di sfatare il tabù in terra toscana. Ma la Cremo deve provarci e sappiamo che può riuscirci. Il quarto posto non è ancora al sicuro. Di seguito, la conferenza stampa integrale di mister Giovanni Stroppa.

Pensa che il Pisa possa un po’ avere la pressione di voler chiudere in fretta il suo campionato? Pisa a cui hai già dato qualche dispiacere in passato.
«Il mio passato non conta niente, il presente dice che si affrontano due squadre forti. Innanzitutto bisogna fare i complimenti al Pisa per il campionato che ha fatto, soprattutto a Inzaghi per come ha trasformato la squadra. Lui sa come la penso, ogni tanto ci si sente e ci si vede. È una partita bellissima, come si dice in questi casi, tutti vorremmo giocarla. Non so quale sarà la testa del Pisa e con quali sentimenti andranno in campo. È importante per noi fare la partita che sappiamo fare e limare il più possibile gli errori. È fondamentale perché loro non concedono niente, salvo errori. Servirà una prova di grande spessore».

Il Pisa era fra le sue favorite a inizio anno o se la considera una sorpresa? De Luca ha detto: “Non vediamo l’ora nello spogliatoio di giocare una partita del genere”. Ecco, anche da parte sua quanto quanta è la voglia di dimostrare di essere all’altezza di una squadra che è stata seconda tutto l’anno?
«Noi siamo all’altezza, lo abbiamo dimostrato con il campionato che stiamo facendo. Nel momento in cui cui la squadra ha ricominciato a fare il lavoro che sa fare, ha portato a casa dei risultati importanti con continuità. Mi fa piacere che i ragazzi abbiano questa voglia, questa testa. Il Pisa ha fatto un campionato straordinario, ma sicuramente era una delle candidate insieme a 7, 8, 10 squadre che in Serie B a inizio anno possono tutte vincere potenzialmente».

La volta scorsa aveva detto che tutti avrebbero potuto incidere indipendentemente dai minuti in campo, così è stato. La Cremo è la seconda squadra in Italia per gol dalla panchina. Può essere un fattore importantissimo per il rush finale.
«Lo è già stato e lo sarà ancora. Conto molto sulla condizione del gruppo. Ho ho chiesto a tutti quanti di giocare alla morte ogni singolo minuto. Credo che tutti siano importanti. Quindi il pensiero deve essere questo, soprattutto adesso. Ho detto anche che la gara precedente era una finale e dobbiamo continuare a pensare in questo modo. Chi parte e chi subentra soprattutto deve pensare di poter fare la differenza».

In settimana avrete certamente studiato come gioca il Pisa. Ci sono delle contromisure particolari da adottare o crede che le due squadre si affronteranno per quelle che sono le loro idee?
«Non so la strategia del Pisa ma noi sicuramente abbiamo un’idea ben definita. Sicuramente cercheremo di ovviare a quelle che sono le loro qualità, cercare di limitarle il più possibile e di esaltare le nostre».

Non dimentichiamo che stai giocando senza Vazquez già da un bel po’. Pensi di aver trovato in via definitiva l’assetto senza di lui?
«Il ragazzo si sta allenando bene, è concentrato e vedo la voglia di rientrare. È nostro obiettivo mantenergli la condizione perché nel momento in cui potrà rientrare deve essere non dico pari agli altri, ma sicuramente messo nelle condizioni di poterlo scegliere. Non è stato facile sostituirlo, non è facile sostituirlo, ci dà delle caratteristiche. Chiaro che lì possono giocare in tre, quattro giocatori con caratteristiche diverse. C’è chi magari può darci più verticalità e chi magari ci può dare più paleggio, quindi in quella zona di campo siamo ben messi. Penso a Bonazzoli, è un giocatore che se ha le motivazioni giuste è sicuramente un’arma. Si è visto domenica».

Sarà bello giocare in uno stadio sold out, ma ci saranno anche circa 500 tifosi grigiorossi a seguito. Quanto sarà importante in questa volata finale sentire il calore dei tifosi?
«Fondamentale come sempre. Possono essere 500, 1000 o 2000 è importante sentirli vicini. È bello giocare queste partite, è bello vederle e fare il tifo per per la propria squadra».

Come sta Ceccherini? Gli altri stanno tutti bene?
«Ci sono degli acciacchi. C’è ancora un allenamento e vediamo di recuperare di recuperare Ceccherini, probabilmente potrebbe essere disponibile per la partita. Poi ne ho due o tre che sono ancora in dubbio, vediamo domani».

Giocare la sera, dopo che ci saranno già i risultati di tutte le altre, può essere un vantaggio o uno svantaggio? Può essere anche condizionante il risultato, magari positivo, di qualcun altro?
«Noi dobbiamo stare concentrati, al di là di qualsiasi risultato; pensare alla fine del campionato e vedere quanti punti possiamo fare, che posizione avremo in classifica. Non faremo calcoli nemmeno ai playoff. È chiaro che arrivando terzo avresti due risultati su tre».

La pressione sulla squadra è sempre molta nonostante stia facendo bene da due anni. Crede che le aspettative siano troppo alte?
«La pressione ci deve essere, guai se non ci fosse. Abbiamo una società forte, che ha investito. La squadra è sicuramente competitiva quindi è normale che un pareggio resti amaro. Credo che valga per qualsiasi piazza. Senza pressione non si va da nessuna parte, se non arriva dall’esterno la devi cercare dall’interno, Se lo vedete come un problema, per me e per noi assolutamente non lo è, anzi».

In questi giorni tanti allenatori e non parlano della Cremonese come di una squadra che avrebbe dovuto essere già promossa. Dà fastidio?
«No, no mi dà fastidio perché le partite le abbiamo dominate sempre e non saprei da quale punto di vista potrebbe esserci una critica. Mi è stato tolto un mese e fino a quelle partite lì mi si diceva che dovevo giocare in un altro modo. Si arrivava da un campionato straordinario. È giusto che uno parli perché nel momento in cui si fanno le interviste uno può dire quello che vuole. Da fuori forse è più facile parlare, maio sinceramente sono molto soddisfatto del lavoro che ho fatto».

Nelle 20 partite dal suo ritorno in poi, la classifica dice che saremmo in piena lotta per la A diretta a un punto dal secondo posto.
«Sì, ma è inutile. Credo che in questo momento questi discorsi non sia giusto farli. Guardiamo quello che stiamo facendo, quello che possiamo ancora fare. Poi faremo i conti come è giusto che sia».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
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Michele Iondini

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