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Stroppa: «Cosenza squadra da temere, partita difficilissima»
Stroppa: «Cosenza squadra da temere, partita difficilissima»

Conferenza prepartita per mister Stroppa, alla vigilia di Cosenza-Cremonese: «Dobbiamo migliorare nella continuità nella partita»

La Cremonese prepara la trasferta infrasettimanale di Cosenza. Prima di partire alla volta della Calabria, il tecnico grigiorosso mister Stroppa è intervenuto in conferenza stampa al Centro Arvedi dinnanzi alla stampa locale. Ecco le sue parole al completo, riprese dal canale ufficiale della società.

Mister siamo sempre a parlare del poco tempo a disposizione, nemmeno il tempo di rivedere la sfida contro l’Ascoli che c’è già da pensare a Cosenza?
«La sfida contro l’Ascoli l’abbiamo rivista, facciamo tesoro degli errori che probabilmente abbiamo commesso e delle tante cose fatte bene. C’è un’altra partita da affrontare, difficilissima, sulla falsa riga di quella appena disputata per caratteristiche di giocatori e squadra, dobbiamo migliorare per far sì che ci sia più continuità nella partita per portare a casa il risultato».

Avevamo detto che i cambi spesso modificano la partita, in questo caso, con le sostituzioni si è spenta la lampadina?
«Per Coda e Vazquez la scelta è stata di avere forze fresche, la mia volontà nell’inserire Tsadjout e Okereke era di impegnare di più l’Ascoli nelle ripartenze e trovare gli spazi, perché hanno le caratteristiche giuste per farlo. Non hanno dato il contributo che si aspettava, la squadra si è difesa bene ma non in maniera ordinata e i gol subiti sono evitabili. Avendo rivisto la partita posso dire che la squadra ha giocato meglio di quella che è stata la mia impressione, non ha giocato solo mezz’ora ma ha fatto molto di più, è vero che dopo il gol abbiamo avuto meno dominio del campo e l’inferiorità numerica ci ha condizionato ma secondo me in undici contro undici eravamo in dominio sul campo».

Manca Bianchetti (contusione muscolare, ndr), torna Sernicola, ma è assente Quagliata, questa emergenza può modificare l’assetto?
«Assolutamente sì, giocherà qualcun altro al loro posto, cambierà qualcosa ma non il nostro modo di interpretare la partita».

Cosenza galvanizzato dopo la vittoria di Palermo negli ultimi minuti, è una squadra in salute.
«È una squadra che gioca molto bene, con valori e conoscenze. Una gruppo che per caratteristiche ha individualità da temere, non solo in trasferta come nell’ultimo turno, ma anche in casa».

Cambierà qualche pedina, potremo vedere Rocchetti in campo?
«Non nascondo che è stato uno dei pensieri di sabato, poteva essere della partita da subito, mi piace, deve continuare a lavorare come sta facendo e sicuramente sarà preso in considerazione».

Un pensiero sulla coppia Coda-Vazquez? Sarà la coppia titolare?
«Ci possono e ci devono essere delle variazioni, mi piace che i giocatori abbiano la predisposizione a dare qualcosa in più e mi sembra che loro due ce l’abbiano non solo nella Cremonese ma in tutta la categoria. Ho un debole ma questo non toglie che possano giocare anche gli altri, non precludo niente a nessuno, abbiamo bisogno di tutti».

Sono state diverse le critiche alla difesa, come la vedi?
«Analizzare a posteriori gli episodi negativi è sempre più facile, sicuramente ci si può lavorare, eravamo in posizione e in parità numerica, dobbiamo migliorare la posizione del corpo e la presa di posizione in marcatura. Oggi si possono dire tante cose, ma deve essere il lavoro a limare le lacune. Dobbiamo lavorare di squadra per fare in modo che non si arrivi a queste situazioni. Il lavoro e la concentrazione sono la chiave».

Bisogna migliorare i tempi di gioco, velocizzandolo?
«Questo è un discorso molto più ampio, preferisco che il giocatore tocchi più volte la palla ma non la regali agli avversari. Dobbiamo dare possibilità al compagno di fare la scelta in base alla migliore giocata disponibile. Ho visto delle belle giocate di prima e a due tocchi, chi può portare palla, nel momento in cui lo fa, deve incidere. Il palleggio ti aiuta ad essere migliore in fase difensiva, riconquistando subito la palla. E’ questione di tempo, non so quanto possa essere lungo il percorso, porto a casa aspetti positivi, la fluidità del gioco vista la qualità dei giocatori arriverà».

Questo problema è anche un problema di prevedibilità
«È un gioco di scacchi, se la squadra avversaria mi aspetta, devo essere più bravo a muovere il pallone, dobbiamo imparare a fare la scelta giusta. Oggi sono consapevole di questo, arriveremo ad essere fluidi in questo senso. La squadra ha verticalizzato e tenuto palla, sono aspetti che dopo soli tre giorni di lavoro mi lasciano pensare in modo positivo».

A fine partita la curva ha richiamato la squadra sottolineando che i tifosi meritano di più. Si sente la responsabilità di dare una svolta immediata al campionato?
«Personalmente sì, da subito, sono consapevole di dove sono arrivato, come sono arrivato e della responsabilità che posso avere, non voglio appesantire i ragazzi nella responsabilità, questa è la cosa più importante. Mi assumo completamente la volontà di incidere in questo senso. Io so dove posso arrivare, ci saranno e ci sono delle difficoltà, ma so che ci arriverò. Questo non significa arrivare al risultato, ma sicuramente arriveremo alle prestazioni e ad essere squadra, ci sono tutte le potenzialità per farlo. Non è semplice, ci sono squadre forti, mi piacerebbe vincere 4-5 partite per poi alleggerire questo aspetto, se così non fosse bisogna tenere la testa bassa e lavorare. Ripeto spesso questo concetto, il lavoro è alla base di tutto e conosciamo solo questa strada, magari ci saranno più curve per arrivare a questo obiettivo ma sta a noi cercare di raddrizzare questo percorso».

Redazione

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