Il ritorno di Giovanni Stroppa alla Cremonese crea non poco scetticismo, soprattutto per le dinamiche e le tempistiche
Mettiamo le cose in chiaro: siamo contenti dell’andazzo (e del gioco) della Cremonese targata Corini? No, figuriamoci poi se possiamo esserlo dopo aver perso il derby (un altro), contro un Mantova neopromosso. Però, a onor del vero, il tecnico bresciano era arrivato da soltanto un mese, e il suo score recitava 2 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, di cui una contro il Pisa lanciatissimo. Insomma, poteva andare meglio, ma sicuramente anche peggio.
CAVALLI DI RITORNO – A prescindere dall’esonero o meno di Corini, però, quello che fa specie è che si scelga di richiamare al suo posto proprio il suo predecessore, Giovanni Stroppa (probabilmente perché ancora a libro paga, con uno stipendio da 1 milione annuo), dopo che la piazza, ma prima ancora i risultati, hanno delegittimato il suo calcio avveniristico, per usare un eufemismo. Senza contare la cattiva gestione di molti giocatori, pagati profumatamente, utilizzati poco e male. E chissà che non sia la volta per rivedere certe sue idee che, obiettivamente, non hanno funzionato.
