Il portiere romagnolo ha ben figurato durante il suo esordio stagionale e si è mostrato perfettamente in grado di sostituire l’infortunato Radunovic
Farsi trovare pronti è fondamentale, nel calcio così come nella vita. Lo è ancora di più se tocca a uno degli elementi più “longevi” (si fa per dire) della rosa della Cremonese, uno di quelli che è in quello spogliatoio da anni e conosce bene le fatiche affrontate per raggiungere la Serie B. Nicola Ravaglia da Forlì, a Cremona dal 2015, ha esordito sabato scorso in questo campionato contro il Livorno e non poteva farlo in modo migliore: vittoria, clean sheet e applausi calorosi dalla curva. Chi ben comincia…
L’infortunio inaspettato di Radunovic aveva posto un problema in più oltre al cambio dell’allenatore e alle numerose assenze che hanno caratterizzato la Cremo nell’ultimo periodo. La soluzione migliore, in casi come questi, è ripartire dalle certezze. Ravaglia, titolarissimo nella stagione 16/17 e riserva di Ujkani lo scorso anno, ha colto al volo l’occasione ed è riuscito a confermare tutto ciò che ha sempre fatto da quando è arrivato all’ombra del Torrazzo. La sua presenza ha aggiunto solidità e sicurezza ad un reparto – quello difensivo grigiorosso – già esperto, che, sebbene non avesse di fronte un avversario di primissima fascia, prendeva gol da tre partite consecutive.
Aver tenuto la porta inviolata è un aspetto importante per vari motivi. Prima di tutto rappresenta una grande iniezione di fiducia, soprattutto per un portiere che fa la sua prima apparizione stagionale. In più, il clean sheet di Ravaglia in Serie B mancava dalla stagione 2012/13, quando l’estremo difensore classe ’88 militava nel Cesena. Le sue parole al termine del match di sabato sottolineano la professionalità di un ragazzo che al momento del bisogno si è subito messo in gioco. La Cremo, almeno per quanto riguarda la porta, potrà stare tranquilla per un po’.
