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Serie B, i comunicati di Chievo Verona e Trapani
Serie B, i comunicati di Chievo Verona e Trapani

Chievo verona e Trapani hanno risposto con dei comunicati alle voci che li voleva a rischio iscrizione al prossimo campionato

In merito all’indiscrezione lanciata da Il Fatto Quotidiano sulle possibilità che Trapani e Chievo Verona fossero a rischio iscrizione alla prossima Serie B, i due club hanno smentito tutto tramite dei comunicati.

I siciliani hanno così scritto: «In merito alle notizie di stampa circa una presunta irregolarità della fideiussione già presentata in originale e a mano presso la sede della Lega B ai fini dell’iscrizione al campionato del Trapani Calcio e già confermata nella sua validità, per fare chiarezza ed onde evitare inutili allarmismi, si comunica quanto segue. Nell’ambito delle verifiche per l’ammissione al campionato di Serie B delle Società sportive che hanno inviato entro i termini la domanda di iscrizione e tutta la documentazione necessaria, sono state richieste ai soggetti che hanno emesso le polizze fideiussorie ulteriori conferme, al fine di scongiurare il rischio del verificarsi di situazioni che potrebbero, anche durante la stagione sportiva, alterare la regolarità della competizione e la serenità delle squadre».

«Per quanto riguarda il Trapani Calcio – prosegue – è stata richiesta alla Direzione Generale di Generali Italia Spa di confermare l’autenticità della fideiussione emessa. La Direzione Generale di Generali Italia Spa ha già provveduto a riscontrare via pec la richiesta pervenuta da Deloitte, confermando l’assoluta autenticità della fideiussione e la conseguente copertura della stessa. Non è sorto pertanto presso la sede della Lega B alcun dubbio sull’autenticità della fideiussione emessa da Generali Italia Spa ai fini dell’ammissione al campionato del Trapani Calcio».

Meno prolissi, invece, i clivensi, i quali si sono limitati a pubblicare lo scanner della certificazione, firmata da Balata, dei saldi attivi per la campagna trasferimenti stagione sportiva 2019/2020, per un importo di 10 milioni e 600mila euro. Come a dire “i soldi ci sono, noi siamo in regola”.

Nicolò Casali
Nicolò Casali

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