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Serie B, 4 punti di penalizzazione per il Cosenza di Alvini
Serie B, 4 punti di penalizzazione per il Cosenza di Alvini

Il Cosenza di Alvini scivola all’ultimo posto in classifica dopo la sanzione del Tribunale Nazionale Federale di quattro punti

Qualche settimana fa, vi avevamo parlato della possibile penalizzazione per il Cosenza in seguito al mancato pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS. Oggi, giovedì 29 agosto, il Tribunale Nazionale Federale – TNF – ha inflitto 4 punti di penalizzazione al Cosenza e 10 mila euro di ammenda per il club. Inoltre, Roberta Anania, all’epoca dei fatti legale rappresentate pro tempore del club, è stata sanzionata con 18 mesi complessivi di inibizione. Il club calabrese con un comunicato web non ha mancato di esprimere tutto il suo disappunto per una decisione che viene definita troppo rigida per «meri errori formali». La squadra di Alvini scivola così all’ultimo posto della classifica di Serie B, vedendosi cancellati i quattro punti conquistati contro Cremonese e Spezia. Di seguito il comunicato della FIGC e la controrisposta della società rossoblu.

Ecco il comunicato della FIGC:

“Nell’ambito di due diversi procedimenti, il Tribunale Federale Nazionale, presieduto da Carlo Sica, ha sanzionato il Cosenza (Serie B) con 4 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva e 10.000 euro di ammenda. Il TFN ha inoltre sanzionato con 18 mesi complessivi di inibizione Roberta Anania, all’epoca dei fatti legale rappresentante pro tempore del club”.

La società era stata deferita dalla Procura Federale per violazioni di natura amministrativa segnalate dalla COVISOC.

Il comunicato della società Cosenza Calcio:

“La Società Cosenza Calcio esprime il proprio disappunto per l’estrema rigidità della decisione assunta nel giudizio dal Tribunale Federale Nazionale, al cospetto di meri errori formali, oggetto di immediata risoluzione da parte della Società stessa, e attende le motivazioni della decisione per far valere con fermezza la fondatezza delle proprie ragioni nei successivi gradi di giudizio”.

Redazione

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