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Reggiana, rialzati e cammina (da lunedì…)
Reggiana, rialzati e cammina (da lunedì…)

Vi presentiamo la Reggiana, prossimo avversario della Cremonese nel match in programma domenica 29 novembre alle 15 allo Stadio Zini di Cremona

Fa più male una sconfitta a tavolino per non essere riusciti a presentarsi a Salerno a causa dei numerosi casi Covid oppure una sconfitta 7-1 sul campo del Lecce con in campo la formazione titolare? Un allenatore di stampo classico vi direbbe che tutte le sconfitte fanno male allo stesso modo, ma nel calcio “post Covid” anche queste percezioni si perdono e certe domande diventano lecite. La risposta in tasca a questa domanda però ce l’ha solo Massimiliano Alvini, allenatore di una Reggiana il cui avvio di campionato potremmo definire eufemisticamente turbolento.

UN GRADITO RITORNO – La Reggiana è tornata in Serie B in questa stagione, passando per quel girone infernale che è il playoff di Serie C, sconfiggendo in finale il quotato Bari grazie a un gol di Kargbo. Il ritorno nella serie cadetta era atteso da tempo a Reggio Emilia, città del tricolore, una delle piazze più calde per quanto riguarda il rapporto con la propria squadra. Un vero peccato che i tifosi non possano entrare allo stadio per celebrare questo ritorno.

CON LE UNGHIE E CON I DENTI – Al momento la Reggiana occupa la quindicesima posizione in classifica con 7 punti totali, frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte. Se si guarda al rapporto tra gol segnati e gol subiti spicca il dato dei 16 gol incassati, che rendono la difesa reggiana la peggiore del torneo insieme a quella del Pisa. Attenzione però, questo numero è viziato dalla sconfitta a tavolino con la Salernitana (3) e dalla sciagurata trasferta di Lecce dell’ultimo turno (7). Non sempre una giornata completamente storta è indicatore certo di una difesa colabrodo.

GEMELLAGGIO – La sfida tra Cremonese e Reggiana sarà la prima in Serie B da molto tempo a questa parte e sarebbe stata una splendida occasione di incontro per le due tifoserie, che stringono rapporti sentitissimi dal lontano 1978. Nonostante il bel gemellaggio fuori dal campo, dentro al rettangolo verde sarà battaglia (com’è giusto che sia) perché i 3 punti pesano tantissimo per la classifica di entrambe le squadre, il cui obiettivo primario a questo punto è diventato comune: la salvezza.

PRO E CONTRO – Dal punto di vista tattico e dell’atteggiamento in campo bisogna evidenziare come la Reggiana abbia cambiato poco della rosa che ha costruito e centrato la promozione in B. Le porte della serie superiore si aprono solamente di fronte a gruppi coesi e questa è la forza più grande della Reggiana, guidata da un allenatore pragmatico come il fucecchiese Alvini. I giocatori da tenere sott’occhio sono il velocissimo Kargbo e il talento Mazzocchi, già autore di 4 reti in campionato. La più grande debolezza della squadra di Reggio è invece conseguenza di ciò che abbiamo detto finora, ovvero la scarsa abitudine alla categoria e la poca esperienza di una rosa relativamente giovane.

Alessandro Ginelli
Alessandro Ginelli

Collaboratore

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