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Pres. Perugia: «Alvini sopravvalutato. Meritiamo rispetto»
Pres. Perugia: «Alvini sopravvalutato. Meritiamo rispetto»

Il presidente del Perugia Santopadre si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Alvini poteva essere un eroe, invece…»

La trattativa tra Cremonese e Perugia per il passaggio di Massimiliano Alvini in grigiorosso si è conclusa nel migliore dei modi, ma in casa del Grifo c’è ancora qualche strascico. Durante la presentazione del nuovo dg umbro, il presidente Santopadre ha parlato dell’addio del tecnico toscano, senza troppi giri di parole: «È la solita vecchia storia, ci si trova di fronte a scelte già fatte. Quando te lo vengono a dire hanno già deciso di andare via. Non è che fanno una domanda e si aspettano una risposta: quando vengono da me fanno il pianto greco. Sapete come la penso io e a quanto pare anche altri, dato che non solo il Perugia ha perso l’allenatore per lidi più importanti. Più si va avanti nel tempo e più nel mondo del calcio si perde la passione, l’amore e la voglia di mantenere quello che si dice. Da un lato non mi stupisco più, dall’altro continuo a rimanerci male, perché sogno sempre di trovare una persona diversa».

RISPETTO – Il presidente continua: «Noi siamo il Perugia e ci tengo a sottolinearlo, lo dico anche a chi viene da noi a piangere. Di fronte ad allenatore e calciatori non mi piegherò mai, non darò mai risposte che non stanno nelle mie corde, anzi dirò “vai”. Il Perugia va rispettato, quello che avviene di conseguenza è per far sì che gli altri capiscano che questo club c’è una persona che fa rispettare le regole. Se tu mi togli una cosa di cui non voglio privarmi, ti siedi e fai una trattativa. Se così non fosse stato, Alvini stava fermo due anni. Non perché ce l’ho con lui, ma perché è un messaggio chiaro ai naviganti. Prima di bussare a questa porta devono pensarci bene. In bocca al lupo ad Alvini, ma soprattutto alla mia squadra e al mio nuovo allenatore».

AMORE – Santopadre ci tiene a raccontare l’addio di Alvini attraverso una metafora: «A un certo punto la persona che diceva di amarti tanto dice che si è stufata. Quando chiedi il perché ti rispondono, ma alla fine non ti dicono niente. Allora poi ci rifletti e ti rendi conto che è passato qualcuno che gli è piaciuto più di te. È andato dietro a qualcosa che lui pensa sia più importante, ma lo pensa solo oggi. Non parlo solo di Alvini, ma anche degli altri che hanno fatto così. A volte si cambia alla ricerca di un qualcosa che poi ti fa capire quanto è importante quello che avevi prima. Alvini poteva essere un eroe qua: se oggi mi chiedessero di essere presidente della Roma io direi di no. Non mi interessa essere il presidente di un’altra società solo perché è una categoria più importante. Nella mia vita ho sempre creduto che non è importante di cosa si è re, ma esserlo». A far arrabbiare il presidente è il rinnovo firmato dal mister lo scorso aprile: «Nella vita ci sono gli impegni: quando si dà la mano finisce lì, punto. Io non condanno nessuno, ma voglio voltare pagina. Contro l’uomo non ho niente, anzi lo ringrazio, però basta. Abbiamo dato poca importanza alla nostra rosa, mentre l’allenatore forse è stato sopravvalutato».

MERCATO – Con il passaggio di Alvini a Cremona sono uscite diverse voci sui giocatori del Perugia che potrebbero seguirlo (ne abbiamo parlato qui): «Non sono arrivate richieste ufficiali, se arriveranno come penso che possa essere vedremo di cosa si tratta. Sicuramente non verranno svenduti e per me sarà fondamentale la parola del calciatore, non quella del procuratore o della società che lo chiede. Vediamo che succede».

Lorenzo Coelli

Redattore e Social Media Manager

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