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Alvini: «Cremonese punto di partenza. Parola d’ordine umiltà»
Alvini: «Cremonese punto di partenza. Parola d’ordine umiltà»

Mister Alvini si presenta: «Per me è fantastico essere alla Cremonese. Ai tifosi non faccio promesse, serviranno lavoro e umiltà»

In casa Cremonese è ufficialmente iniziata l’era Massimiliano Alvini. Questa mattina, presso il Centro sportivo Giovanni Arvedi, il nuovo tecnico grigiorosso è stato presentato alla stampa.

GIACCHETTA – Ad introdurre il nuovo mister è stato il ds grigiorosso Simone Giacchetta: «Per noi oggi è un giorno speciale, inizia ufficialmente la nuova stagione, che ci vede in Serie A. Per la Cremonese è un vanto potervi partecipare, è un vanto essere qui. Non è stato semplice, la proprietà che ci ha messo nelle condizioni di lavorare in maniera serena e positiva. Per quanto riguarda la nuova stagione, il tecnico è mister Massimiliano Alvini, che abbiamo conosciuto tutti affrontandolo come avversario da allenatore del Perugia e ne sappiamo qualcosa, perché siamo usciti malconci da questi due incroci. Lo conosco per averlo avuto diverso tempo ad Albinoleffe, so come lavora e lo conosco personalmente. Quell’esperienza fu positiva per entrambi. A onor di cronaca il rapporto con Alvini si era interrotto ed è stato anche uno dei pochi tecnici che ho dovuto sollevare dall’incarico».

ASCESA – Il direttore prosegue: «Oggi Alvini ha dimostrato di meritarsi i riconoscimenti e le categorie che ha fatto, è un tecnico che non ha un passato da calciatore illustre, ma ha tutte le qualità di chi non ha giocato a calcio a certi livelli. Partito dai Dilettanti, ha vinto campionati in quasi tutte le categorie in cui ha allenato e siamo davanti a un tecnico giovane, moderno e emergente, che ha talento. Ovviamente è un esordiente, ma per misurarsi in questa missione avevamo bisogno di gente capace e con un entusiasmo contagioso, che possa diffondersi dal primo all’ultimo istante. Questa scelta è stata sostenuta e condivisa da Ariedo Braida ed è importante, perché ha una grandissima esperienza che in questi passaggi si rivela fondamentale. Con grande forza e condivisione abbiamo proposto questo al club e oggi siamo qui a presentarlo».


Fonte: dai nostri inviati al Centro Arvedi Lorenzo Coelli e Niccolò Poli.
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte WWW.CUOREGRIGIOROSSO.COM


Ecco le dichiarazioni di mister Alvini.

Che emozione è arrivare in Serie A? Com’è nata la trattativa?
«Essere qui è un enorme piacere e soddisfazione, così come poter parlare da allenatore di Serie A. Sono molto felice, arrivo a questo traguardo dopo tantissimi anni, ma per me questo è un punto di partenza e non di arrivo. Ringrazio la proprietà, il Cavaliere Arvedi e i direttori per aver fatto di tutto. Mi hanno fortemente voluto e per me essere qua è gratificante e gli sono molto grato. Per me è fantastico»

Braida l’ha definita un allenatore moderno. Come definirebbe il suo calcio?
«L’idea che ho avuto in questi lunghi anni di percorso è quella di voler fare un calcio dinamico, aggressivo, dominarla con e senza palla. Sicuramente cercare sempre di essere dominanti nella partita»

Che Cremonese ha visto lo scorso anno?
«Bella, imprevedibile e con un enorme qualità tecnica. Ricordo benissimo che nella conferenza pre partita di Cremonese-Perugia dissi che i grigiorossi sarebbero andati lontano e i fatti mi hanno dato ragione. È andata in Serie A meritatamente. Ho ben chiaro quello che oggi vogliamo fare noi, vogliamo lottare per la salvezza attraverso le nostre idee e con il nostro stile. Vogliamo assolutamente raggiungere la salvezza e lavoreremo sicuramente tutti i giorni»

Come ha vissuto questi giorni, considerato il tira e molla con il Perugia?
«Sono grato alla Cremonese di avermi portato qua, ma sono anche grato al Perugia per avermi dato la possibilità. Io porterò dentro di me mille sfaccettature di quella che è stata la bellissima esperienza dell’anno scorso. Dal mio punto di vista serve fare una distinzione tra l’uomo Massimiliano, che sicuramente ha preso una decisione che a livello sentimentale è difficile, ma dall’altra parte c’è il professionista Alvini che non poteva non cogliere l’opportunità che la Cremonese gli ha dato. Non c’è nessun tradimento, solo un’opportunità di allenare in Serie A. Per chi ha fatto un percorso come me, che si nutre di calcio, avere questa possibilità è l’aspirazione più grande»

Come cambierà con lei l’approccio difensivo?
«L’idea è andare ad aggredire in avanti, essere forti nel duello fisico e lavorare sul contrato, 1 vs 1. Lavorare in parità numerica e coprire palla il più possibile, sono alcune idee che vogliamo mettere dentro il nostro percorso»

Quest’anno il calendario sarà particolare: a livello di preparazione fisica come imposterete il lavoro?
«Ne ho già discusso con lo staff, 52 giorni di sosta sono anomali e non è mai avvenuta nel calcio. Dovremo fare adattamenti e ci stiamo lavorando»

Gli avvenimenti delle scorse settimane, uniti alla lunga attesa, hanno spento un po’ l’entusiasmo dell’ambiente. Che messaggio manda ai tifosi?
«Non faccio nessuna promessa, Prometto solo lavoro, umiltà, determinazione, voglia di fare bene e mettersi in gioco. È quello che mi ha accompagnato nel mio percorso. Trasmettere empatia tra me e la squadra, la società, i tifosi. Questa è una parola che forse in tanti non capiscono. Dove ho avuto la fortuna di allenare ho sempre cercato di portare empatia tra la squadra e la tifoseria. In ogni mia parola e atteggiamento c’è questo. Può essere visto come atto di ruffianeria, ma non è così. È per creare l’alchimia per creare qualcosa di importante e voglio farlo anche qua. Ce l’ho fatta a Perugia e a Reggio, credo che l’empatia sia fondamentale per tiare fuori qualcosa di straordinario. Questi sono i valori che vorrei trasmettere anche qua. Voglio vedere i tifosi dire “Andiamo alla Cremo»

Perché, secondo lei, hanno deciso di puntare su Alvini uomo?
«Non lo so, sono molto sincero e diretto. Quello che dico è quello che penso, io sono grato alla proprietà e al Cavaliere. Ieri c’è stato un incontro di un’ora e mezza, sono uscito arricchito ed essere qua oggi è piacevole. A me piace essere uno che trasmette, appassiona e si nutre di quello. Forse hanno visto qualcosa in me, dentro di me ho sentito la chiamata come qualcosa di importante come fu quella dell’anno scorso e quella della Reggiana. Sono pronto»

Cosa chiederà ai giocatori?
«Prima di tutto di divertirsi, il calcio è un gioco. Noi siamo privilegiati a poter fare questo. I miei calciatori sicuramente hanno un’enorme fortuna. Se arrivo qua oggi è perché lo devo ai miei calciatori, ai direttori con i quali ho lavorato e alle società. Chiederò loro di aver voglia ogni giorno di migliorarsi continuamente, curare i dettagli e non essere calciatori mediocri. Un professionista non può essere mediocre nei valori che il calcio trasmette»

Capitolo mercato. Che richieste ha fatto alla società?
«Mi fido dei direttori e qualsiasi cosa va bene»

Passare ad un nuovo modulo non sarà semplice per la Cremonese. Come pensa di imporre il suo stile di gioco?
«In 21 anni di percorso ho studiato continuamente. Vedremo i calciatori a disposizione e poi faremo le nostre valutazioni. Giocare a tre non è come farlo a quattro. Valuteremo anche le qualità fisiche e psicologiche della rosa e poi struttureremo la nostra idea. Sono aperto a tutto»

In Serie A ci sono tanti tecnici toscani partiti dal basso. Quanti messaggi di affetto ha ricevuto?
«Io sono l’ultimo da questo punto di vista, arrivo ora e ci arrivo con grandissima umiltà e in punta di piedi. Sono consapevole della responsabilità grandissima che porto dentro, con gioia e piacere. Quando ieri è arrivata l’ufficialità ho ricevuto una marea di messaggi ai quali devo ancora rispondere di amici, colleghi ed ex calciatori. I più belli sono quelli dei miei calciatori ai tempi dei Dilettanti, li ringrazio e ho avuto anche fortuna ad arrivare qua. Questo può essere una speranza per tutti loro: partendo dal basso, con sacrifici e vittorie, si possono raggiungere risultati straordinari»

Abbiamo visto che ha portato qui lo staff che aveva a Perugia. Le piacerebbe portare qui anche qualche calciatore?
«L’anno scorso il Perugia era una squadra forte e costruita benissimo, ci sono sicuramente ottimi calciatori e il merito del grande risultato che abbiamo raggiunto è loro. Sicuramente alcuni di loro possono giocare in categoria superiore, ma con i direttori non ne abbiamo ancora parlato. Comunque non credo»

La Cremonese è diventata famosa per la linea green. Vuole continuare così?
«Sì, sicuramente aiuta avere giovani che hanno voglia di crescere. È una linea che sposo assolutamente»

Cosa sa della storia della Cremonese?
«So tante cose, io sono legato alla Cremonese di Vialli e Gigi Simoni, con cui ho anche parlato alcune volte. Quella era una squadra piacevole, ho visto anche il vostro spareggio con il Livorno. Essere allenatore della Cremonese in Serie A è gratificante. La Cremonese è del 1903, ha una storia importante ed essere su una panchina del genere è un onore. Io e Giacchetta siamo stati all’Albinoleffe come Mondonico, ritrovarsi prima là e ora qua è piacevole»

Disse che “Non c’è cosa più bella di alzarsi la mattina e fare quello che si ama”. Come si è svegliato oggi?
«Oggi il risveglio è stato emozionante, ti passano dentro tanti anni di sacrifici e percorso. Avere l’opportunità di allenare in Serie A ti fa guardare indietro e riflettere. Ho iniziato dicendo che quello è il passato e oggi c’è un nuovo punto di partenza, sicuramente è stato un percorso da romanzo»

Per raggiungere la salvezza servirà anche rinunciare alle proprie idee?
«Non va sacrificato niente. L’anno scorso Pecchia ha fatto un capolavoro. Porterò avanti anche le sue idee perché sono state vincenti. Sono convinto che mantenere la categoria è importante, così come continuare su un percorso vincente come quello di Fabio, che ha saputo vincere un campionato con squadre che avevano rose superiori sulla carta. Serviranno lavoro, umiltà e sacrificio


Fonte: dai nostri inviati al Centro Arvedi Lorenzo Coelli e Niccolò Poli.
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte WWW.CUOREGRIGIOROSSO.COM


Lorenzo Coelli

Redattore

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