Mister Pecchia alla vigilia di Frosinone-Cremonese: «Loro hanno qualità, servirà una prova simile a quella dell’andata»
Non c’è due senza tre. Dopo le sfide con Reggina e Alessandria, la Cremonese è chiamata a giocare la terza sfida in una settimana in casa del Frosinone in vista della 34ª giornata di Serie B. Alla vigilia della gara il tecnico grigiorosso Fabio Pecchia ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.
L’AVVERSARIO – Il Frosinone, reduce dalle sconfitte con Lecce e Pordenone, è in piena lotta per i playoff: «Ognuno ha il proprio obiettivo, si tratta di una squadra molto esperta e di qualità. Penso alla vittoria con il Benevento, mentre quando hanno perso a Lecce è stata una partita equilibrata. Io però voglio insistere su di noi perché mi piace vedere i ragazzi esaltarsi giocando a calcio. Siamo stati programmati per questo, ma sappiamo anche sacrificarci e restare aggrappati al risultato». All’andata la Cremo dominò in lungo e in largo, ma arrivò solo un punto. Pecchia, avvelenato al termine di quella gara, racconta: «Ricordo benissimo l’andata. Nel cuore e nella pelle ho quel tipo di prestazione, che mi aveva dato grande soddisfazione ma anche rabbia sul finale per non aver vinto. Invito ai miei a riproporre quel tipo di partita, poi vedremo».
RISORSE – Dopo un paio di gare con tante assenze, Pecchia torna ad avere un organico profondo a disposizione (al netto delle squalifiche di Gondo e Zanimacchia): «Ero tranquillo anche prima, ho sempre avuto diverse scelte da fare. Castagnetti sta molto meglio rispetto alla scorsa partita. Leggere i giornali e vedere cosa succede da altre parti dimostra che in questo finale di campionato bisogna affrontare le partite con quello che si ha in rosa. Bisogna stare tutti sul pezzo, perché quando uno gioca meno può risentire l’assenza sul campo, io ho ricevuto risposte positive e quindi continuiamo su questa strada». Bartolomei sta recuperando, mentre per Okoli e Valeri serve tempo: «Bartolomei si è portato dietro un problemino, ma possiamo recuperarlo prima del previsto. Okoli lo vediamo tutti i giorni, ce lo teniamo stretto e lo valuteremo giorno dopo giorno. Stesso discorso per Valeri. Diversi giocatori sono usciti malconci dalla gara di mercoledì e vanno analizzati, ma non c’è niente di preoccupante».
IL CAMPIONATO – In una Serie B in cui è ancora tutto in gioco, anche le squadre più in difficoltà stanno onorando il campionato: «Mi piace pensare che le squadre se la giochino sempre con l’obiettivo di giocare per vincere, e deve valere per tutti. È bello perché esalta il finale di campionato, bisogna sapere che ogni partita va giocata. La dimostrazione è il Pordenone, che abbiamo toccato con mano anche noi prima del pareggio con il Brescia. Ce la giocheremo con voglia ed entusiasmo». Nell’ultimo periodo i grigiorossi sembrano più consci delle proprie responsabilità, tanto che spesso si dirigono verso gli arbitri per capire il perché di eventuali decisioni. Pecchia è d’accordo a metà: «Non mi sembra che ci sia un atteggiamento diverso da parte dei nostri, sono più attivi ma non sono mai stati scorretti nei confronti della terna arbitrale. Forse la squadra è più matura e viva dentro, per il resto non vedo differenze».
LE SCELTE – Contro l’Alessandria il mister ha dovuto schierare una difesa inedita (Casasola-Ravanelli-Meroni-Sernicola), che però ha retto molto bene: «Questa è la strada di un gruppo che lavora con convinzione e fiducia, tante volte le cose ci escono bene mentre in certi momenti della gara commettiamo errori. Ma a livello generale le prestazioni sono state positive, soprattutto perché quella linea non aveva mai giocato insieme». In attacco si è visto Gondo come riferimento principale, anche se il risultato non è stato dei migliori: «A metà primo tempo ho invertito le posizioni e siamo stati più equilibrati. Era una situazione nuova, quindi serve tempo di adattamento e puoi concedere qualcosa. La prestazione di Gondo era in crescendo e mi spiace per l’espulsione, l’ingresso di Samuel è stato importante in un momento complicato e avremo bisogno anche di lui».
Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli.
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