La Cremonese si prepara ad affrontare il Parma, neopromosso in Serie A, con l’obiettivo di macchiare la festa dei crociati
È chiaro che l’uso di rovinare sia volutamente iperbolico, una sconfitta non potrebbe mai spegnere l’entusiasmo per una promozione. Ma conoscendo la rivalità tra Parma e Cremonese, sicuramente al tifoso ducale brucerebbe perdere contro i grigiorossi proprio nel giorno dei festeggiamenti. Una piccola macchia che può passare inosservata inizialmente, ma che col tempo renderà meno dolce quel ricordo. È con questo tipo di malizia che i ragazzi di Stroppa devono affrontare la partita: la bilancia delle motivazioni pende dalla loro anche per questo motivo, oltre che per quello più pratico di difesa al 4° posto.
PER INERZIA – Le chance di vittoria della Cremo non sono basse come potevano essere qualche settimana fa. Non solo perché il campionato dei ducali è finito. Il Parma nell’ultimo mese ha perso un po’ di smalto, vuoi per la stanchezza di una stagione passata in vetta o per la sensazione che, alla luce dei risultati delle altre, l’obiettivo non fosse in discussione. Nelle ultime 6 partite, 2 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta. Non molto rispetto a quello a cui ci avevano abituato i ragazzi di Pecchia, soprattutto a livello realizzativo: tralasciando il 4-0 al Lecco retrocesso, sono solo 3 i gol segnati nelle altre 5 partite del periodo. Insomma, sembra quasi che il Parma si sia trascinato verso la promozione per inerzia, il grosso del lavoro era già stato fatto prima. E adesso che le motivazioni sono ancora più basse, la Cremonese deve approfittarne, il 4° posto è ancora in ballo. Nonostante basti un pareggio per assicurarlo, regalare una grande gioia al proprio pubblico, accorso in massa al Tardini, è doveroso dopo un periodo così duro.
NULLA COSMICO – Il mercato invernale del Parma è paragonabile al gelido e buoi vuoto dello spazio interstellare. Ma, d’altronde, Pecchia disponeva già di diverse stelle in grado di far luce verso la promozione: Bernabé, Man, Bonny, Benedyczak e compagnia bella. La sessione di gennaio è chiamata, non per niente, di riparazione, e una squadra prima in classifica non ha niente da dover riparare, ne deve correre ai ripari. È il più classico caso di: «Squadra che vince non si cambia!». Le operazioni dei ducali si sono limitate allo scarico di riserve come Roberto Inglese, direzione Lecco, e alle porte girevoli dei prestiti, con Eric Lanini rientrato alla base dalla Reggiana e ceduto al Benevento in Serie C.
LA PROBABILE – Visto il valore della partita è probabile che mister Pecchia darà un po’ di spazio a qualche seconda leva, ma senza optare per un turnover troppo massiccio. In porta potrebbe restare Chichizola, ad esempio, mentre nella difesa a 4 potrebbero trovare posto Di Chiara a sinistra, poi Circati e Osorio centrali, con il solito Del Prato sulla destra e l’ex Toro Ansaldi pronto a prenderne il posto. A centrocampo la stellina Adrian Bernabé al fianco dell’ex Nizza Cyprien. Sulla folta trequarti, Partipilo, Sohm e Dennis Man, 90′ in panchina contro il Bari. Punta centrale del 4-2-3-1 dei crociati, uno tra l’ex Frosinone Charpentier e l’ex Rangers Čolak. Come al solito, tantissime armi possibili a partita in corso da gestire per Pecchia.
