Mister Nicola dopo Cremonese-Inter 0-2: «Noi ci crediamo, quando torneranno tutti saremo più competitivi per il nostro obiettivo»
Al termine di Cremonese-Inter 0-2, gara della 23ª giornata del campionato di Serie A, ha parlato ai microfoni della stampa il tecnico grigiorosso Davide Nicola. Ecco le parole rilasciate ai giornalisti presenti, tra cui CuoreGrigiorosso.com.
Al di là del risultato e della prestazione, le era mai capitato di avere cinque giocatori di movimento in panchina? La partita era già complicata di per sé.
«Volevamo però fare comunque una bella prova, e penso che ci siamo riusciti. Lo spirito è stato ottimo da parte di tutti, anche di Floriani Mussolini e Grassi, che non erano al meglio. Una squadra come la nostra, che lotta per la salvezza insieme ad altre tre o quattro, deve avere una mentalità del genere. Ha mantenuto sorriso e applicazione, i ragazzi hanno fatto una prestazione importante. Certo, dovremmo essere più “mestieranti” in qualche situazione. L’Inter, obiettivamente, ha grande qualità e fisicità, noi abbiamo dimostrato di avere un’organizzazione e dinamiche di gioco. Maleh e Djuric hanno già dato il proprio contributo, si sono già viste le caratteristiche che servivano. Noi ci crediamo, ci prepariamo per la prossima».
Che rammarico quell’occasione fallita da Vardy. Zerbin poco fa ha detto che ci sono alcune situazioni sfortunate.
«Dirò a Zerbin che deve rifare il vocabolario (sorride, ndr). Capisco parli di situazioni sfortunate, è vero che non ci sta dicendo troppo bene ultimamente, ma sono cose che lasciano il tempo che trovano. Abbiamo preso gol da calcio d’angolo, lì forse potevamo essere più “mestieranti”. Abbiamo avuto due ripartenze fulminee, un calcio d’angolo insidioso, dove potevamo avere un pizzico di qualità in più. Era questo il lavoro da fare, qualcosa abbiamo costruito. Chi c’è fa la sua parte, quando ci siamo tutti saremo più competitivi per raggiungere le quattro-cinque squadre che ci interessano».
Come avete vissuto la situazione del petardo che ha colpito Audero?
«Ho visto solo la parte finale, mi è venuto da entrare in campo perché pensavo fosse stato colpito. Era un po’ frastornato, mi è piaciuta la sua lealtà. Se stava bene ha fatto bene a continuare. Questi episodi, se vogliamo, si possono eliminare, a prescindere dalla tifoseria. Poteva succedere a chiunque. Certe cose sono anche un po’ antiche e sorpassate».
Quando parla di essere più “mestieranti”, intende anche avere un po’ di astuzia e malizia in più nel frenare qualche ripartenza degli avversari?
«La malizia è concetto che può portare a qualcosa di scorretto, preferisco usare il termine “mestiere”, e intendo il fatto di arrivare meglio a certe dinamiche. Agganciare prima l’avversario, mettere meglio la postura del corpo, perché ad esempio correggere la posizione di 20-30 centimetri può fare la differenza. Essere “mestieranti” vuol dire essere più bravi a difendere e offendere. Per alcuni è ancora presto, devono crescere; per altri, i più esperti, incappano in queste situazioni perché magari non sono al massimo della forma. Però signori, non capiterà mai di fare una partita senza errori, lo sapete».
Faye è entrato bene come a Reggio Emilia.
«Stiamo cercando di inserirlo progressivamente, è un 2004, ha esplosività ma manca ancora in un po’ in resistenza e capacità aerobiche. Se ha la pazienza di lavorare come sta facendo, avrà le sue occasioni. Non precludo nessuno. Domani finalmente finisce il mercato, vediamo chi saremo riusciti a raggiungere e poi… io sono molto fiducioso, lo dico. Ho visto il giusto spirito in occasione di una partita di questa difficoltà».
Cosa si aspetta dall’ultimo giorno di mercato? Se lo chiedono anche i tifosi.
«Si devono aspettare gli obiettivi che la società ha perseguito, quello che ci siamo detti coi direttori. Tutti abbiamo fiducia, insieme al nostro pubblico, per raggiungere il nostro obiettivo. Questo obiettivo lo vogliamo tremendamente e si raggiunge dando tutto».
Fonte: dai nostri inviati allo Stadio Zini Andrea Ferrari e Nicola Guarneri
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