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Nicola: «A Bologna partita ideale per il nostro percorso di crescita»
Nicola: «A Bologna partita ideale per il nostro percorso di crescita»

Le parole di Nicola alla vigilia di Bologna-Cremonese: «Ci costringeranno ad alzare la velocità. Servirà sfruttare gli spazi che lasciano»

La 13ª giornata di Serie A si chiuderà con il posticipo del Dall’Ara tra Bologna e Cremonese. I grigiorossi vengono da tre sconfitte di fila, mentre i rossoblù hanno messo insieme 12 risultati utili consecutivi tra campionato e coppe. Strappare anche solo un punto in Emilia sarebbe sì un’impresa, ma di grande importante per tornare a muovere la classifica. Di seguito, la conferenza stampa integrale di mister Davide Nicola alla vigilia.

Anche contro il Bologna chiedi qualità o qualcosa in più?
«Sono felicissimo di incontrare il Bologna, perché come Juve, Roma e altre ti costringe a compiere uno step in più. È una squadra, veloce, aggressiva. Ci dà la possibilità di comprendere ancora una volta quanto la velocità vada abbinata alla qualità per fare bene in questa categoria».

Qualche novità tattica?
«Per questa partita abbiamo recuperato Zerbin. Anche Moumbagna lo porto: si è già allenato con noi e ce lo portiamo perché è importante che riassapori il campionato, ma ci vorrà ancora una settimana per evitare ricadute. Il Bologna ha un sistema di gioco diverso rispetto alla Roma, più simile al Como, e dovremo capire come adattarci. Noi portiamo avanti comunque la nostra identità. Il nostro percorso dura dieci mesi e 38 partite».

È importante andare in gol quando si è ancora in partita. La Cremo ha avuto occasioni nelle ultime due ma non è riuscita a segnare prima. Sfortuna?
«Non voglio parlare di sfortuna. Alla lunga diventa un discorso di capacità e dedizione. Noi stiamo trovando la rete con regolarità comunque. Quando siamo riusciti a essere efficaci nel passaggio da una fase all’altra abbiamo inciso. Se riesci a trovare il vantaggio sposti delle dinamiche. Noi non abbiamo fatto gol subito e questo va migliorato perché fa nascere un altro tipo di partita. D’altra parte serve molta attenzione sui passaggi chiave, sul gesto tecnico e sul capire quali scelte fare. È una consapevolezza che stiamo costruendo. Le partite si giocano sull’errore tecnico o sul posizionamento sbagliato di pochi centimetri».

Il Bologna è il secondo attacco del campionato e va in gol con tantissimi giocatori.
«Il Bologna è attrezzato per impegni diversi. È 4-5 anni che è costantemente nella parte alta della classifica. Quando cambiano qualcuno, hanno altri giocatori preparati allo stesso livello. Quello che sorprende è la grande fame nell’attaccare gli spazi. Il nostro percorso e i nostri tempi sono diversi. Nella singola partita, però, siamo costretti a ragionare con più velocità e questo è l’ideale per la nostra crescita».

Payero come sta? Era uscito per un colpo alla spalla contro la Roma.
«Fortunatamente per Payero era solo una botta, ha saltato solo un allenamento e poi per il resto ha lavorato con noi».

Considerato che Orsolini è per certi versi simile a Soule (mancino che gioca a destra e si accentra) e che contro la Roma si è sofferto molto da quella parte, ha pensato a particolari contromisure?
«Questi giocatori con queste squadre li incontrerai sempre a questo livello. Noi non sempre riusciamo a contrastare il loro status con l’esperienza che abbiamo. I nostri giocatori si stanno costruendo il loro. La responsabilità di contrastarli ricade sulla squadra intera, ma nell’uno contro uno ci sono diversi fattori in ballo: coraggio, mentalità. Laddove non si riesca a fermarli c’è l’aiuto di un compagno. Noi partiamo dal presupposto di dover dimostrare la nostra crescita anche nei singoli».

Grassi e Pezzella possono già partire titolari?
«Avevano già fatto la sosta con la squadra, quindi ora serve dargli minuti. Vale anche per tutti gli altri, anche per Moumbagna a partire dalla prossima settimana».

Johnsen trova ancora poco spazio, ma sappiamo che giocatore può essere.
«A me Dennis piace molto. È sempre molto concentrato in allenamento e lo apprezzo anche per caratteristiche. Sa aprirti la partita in corso d’opera. Deve fare uno step per essere più concreto in tutto quello che fa. Il campionato non gli dà le stesse libertà dello scorso anno».

Il Salisburgo, in coppa, è comunque riuscito a creare dei problemi al Bologna. Avete analizzato come?
«In Europa conta tanto l’uno contro uno per crearti spazi importanti. In Italia ancora non così tanto, anche se ci stiamo avvicinando. Questa squadra può concederti degli spazi, diventa fondamentale fare gol e raccogliere le occasioni. Certo, conta anche non prenderne: alla fine il Salisburgo ha perso 4-1».

La Cremo ha segnato più gol a squadre che le stanno sopra rispetto al contrario. È perché le squadra grandi, a cui piace giocare, lasciano più spazi?
«La Cremonese ama giocare, non siamo predisposti a togliere spazi agli altri a priori. Ma spesso va fatto: abbiamo bisogno di fare una fase difensiva di squadra e una fase offensiva altrettanto di squadra. Ultimamente abbiamo giocato più con squadre dagli obiettivi diversi dai nostri, ma non ci sarà una gara in cui non proveremo a costruire e portare a casa il risultato attraverso il gioco. Poi dobbiamo comunque saper indossare più di un vestito a seconda di cosa dice la partita. Quando avremo la capacità di cambiare vestito con velocità, saremo squadra».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Michele Iondini

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