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Bologna, da sorpresa a solida realtà
Bologna, da sorpresa a solida realtà

Il Bologna, prossimo avversario della Cremonese, da tre anni porta avanti un progetto ambizioso, intrapreso dall’arrivo di Sartori

31 maggio 2022. É la data d’insediamento di Giovanni Sartori come direttore tecnico del Bologna, al posto di Riccardo Bigon. Quest’ultimo, salutando la squadra, disse: “Mi spiace lasciarvi ora, a un passo dal salto di qualità”, una profezia destinata ad avverarsi. A inizio campionato 2022/2023, Sartori sceglie Thiago Motta come successore dell’esonerato Mihajlovic. In quel momento, gli emiliani sono dodicesimi in classifica, ma il segnale è chiaro: il Bologna può puntare più in alto. Nei tre anni e mezzo successivi, i felsinei ottengono un quinto posto e due noni posti, di cui l’ultimo compensato dalla vittoria in Coppa Italia a opera di Vincenzo Italiano, che ha consentito l’accesso diretto in Europa League. Dopo i miracoli con Chievo e Atalanta, Sartori è riuscito a elevare lo status del Bologna, che nelle ultime stagioni gravitava stabilmente nella metà bassa della classifica, senza sapere cosa fare da grande.

GIOVENTÙ ED ESPERIENZA – I primi colpi dell’estate 2025 messi a segno da Sartori, coadiuvato da Di Vaio, non corrispondono esattamente a profili giovani. Gli acquisti di Immobile e Bernardeschi. specie dopo la qualificazione in Europa League, hanno preso in contropiede un po’ tutti. L’ex direttore sportivo dell’Atalanta, però, non è insolito a operazioni di questo tipo: nel corso della carriera ha revitalizzato calciatori considerati finiti come Corini, Perrotta, Marchigiani e Bierhoff. Nel corso della sessione c’è stato spazio comunque per acquistare giocatori di prospettiva: Vitik ed Heggem, per esempio, hanno il potenziale per non far rimpiangere il partente Beukema. Una rissa con Rabiot ha creato l’opportunità per prelevare Rowe dal Marsiglia, sostituto naturale di Ndoye. Zortea, Pobega e Sulemana hanno arricchito ulteriormente l’organico rossoblù.

IL MOMENTO – Il Bologna arriva lanciatissimo alla sfida di lunedì prossimo al Dall’Ara: in campionato tre vittorie nelle ultime tre contro Udinese, Napoli e Parma. Ad oggi, gli uomini di Italiano si trovano alle spalle di Roma, Milan e Napoli, a braccetto con l’Inter (entrambe 24 punti), in corsa per un posto in Champions. L’ultima sconfitta in serie A ai danni degli emiliani risale al 13 settembre contro il Milan, due mesi e mezzo fa. In Europa, i risultati sono un po’ meno brillanti, nonostante la convincente vittoria contro il Salisburgo per 4-1 che porta il Bologna a 8 punti (piena zona playoff).

CHIAVE TATTICA – In controtendenza rispetto al passato, Italiano sta riuscendo a conciliare la linea alta con una tenuta difensiva solida. Il dato sui gol subiti parla chiaro: 8 in 12 partite e terza miglior difesa dietro a Roma e Como. La fase offensiva, tra l’altro, non ne ha risentito, visto che il Bologna detiene pure il secondo miglior attacco, con 21 gol segnati. Queste statistiche mettono in luce lo stato di forma dei felsinei, che meno di tre settimane fa hanno dominato i campioni d’Italia. Difficile pensare che questo ritmo possa essere mantenuto tutto l’anno, ma se confrontato allo stato di forma attuale della Cremonese, si prospetta una gara dura per i grigiorossi. Spunto offensivo: la difesa alta dei rossoblù potrebbe offrire il fianco a Jamie Vardy, che negli spazi ampi si trova particolarmente a suo agio.

PROBABILE FORMAZIONE – La novità è che Ciro Immobile tornerà nella lista dei convocati per la prima volta dopo l’infortunio patito all’esordio in campionato, contro la Roma. Davanti a Ravaglia (Skorupski è infortunato), il ballottaggio è apertissimo, con Vitik, Lucumì, Heggem e Casale che si giocano due posti. A destra, De Silvestri potrebbe spuntarla su Zortea (90 minuti contro il Salisburgo) e Holm (appena rientrato). A sinistra, Miranda si è preso la fascia e dovrebbe partire anche contro la Cremonese. Pobega e Ferguson sono i favoriti per comporre la diga di centrocampo. Sulla trequarti, Cambiaghi e Rowe sono in dubbio ma dovrebbero farcela: Dominguez appare in ogni caso come l’opzione più sicura. A completare il reparto, Orsolini e Odgaard in vantaggio su Bernardeschi e Fabbian. Davanti, si respira cautela sul centravanti di Castellammare di Stabia, con Castro favorito su Dallinga per un posto da titolare.

Francesco Gamba

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