Le parole di Conte dopo Cremonese-Napoli 0-2: «Non era semplice vincere a Cremona, ho rivisto le partite di chi aveva vinto qui»
Al termine di Cremonese-Napoli 0-2, gara della diciassettesima giornata del campionato di Serie A 2025-2026, in conferenza stampa allo Stadio Zini è intervenuto il tecnico degli azzurri Antonio Conte. Ecco le parole rilasciate al completo ai giornalisti presenti, tra cui CuoreGrigiorosso.com.
Vittoria di autorevolezza che chiude un fantastico 2025.
«È stato sportivamente un anno straordinario per il Napoli e per i tifosi del Napoli, con le conquiste di Scudetto e Supercoppa. Quando vince il Napoli lo senti, è differente, lo abbiamo notato in entrambe le situazioni. E tutto questo ti spinge a voler rivivere le stesse emozioni, ti fanno sentire bene, ti fanno sentire importante. Vincere non è mai facile, vincere lo Scudetto a Napoli e come vincerne dieci da altre parte. Il lavoro sta pagando, ci deve dare energia che non dobbiamo mai disperdere: finché avremo energia positiva, tutti insieme, a prescindere dalle situazioni assurde che si sono verificate quest’anno, sarà difficile giocarci contro. Ci siamo goduti il Natale, ora ci godiamo la fine di un anno che, per certi versi, non volevamo terminasse, perché ci ha dato grosse soddisfazioni».
Vittoria su un campo non facile, cos’ha visto in questa squadra che è cambiata anche dal punto di vista difensivo dopo l’ultima sosta?
«Vincere a Cremona non è mai facile, ho rivisto le partite di chi ha vinto qui e devo dire che la Cremonese è un’ottima squadra, strutturata fisicamente e allenata da un mister che considero bravissimo. Non era scontato fare i tre punti qui e per me è stata fatta un’ottima gara, abbiamo proseguito dalla vittoria in Arabia Saudita. Vittoria di consapevolezza. Se devo trovare un neo, bisogna essere ancora più cattivi sotto porta, anche per stare più tranquilli. Conosco bene queste partite, tipo Genova l’anno scorso: vincevamo 2-0 a fine primo tempo e poi abbiamo rischiato di perderla».
È migliorata la copertura a centrocampo: Lobotka ha dato qualcosa in più.
«Possiamo giocare a due in mezzo oppure a tre, mi piace sottolineare il lavoro di McTominay: molti pensavano non potesse giocare nel ruolo di centrocampista centrale, eppure per me sta esprimendo forse il suo miglior calcio. È intenso, è box-to-box, ha fisicità. Davanti ad assenze pesanti, abbiamo trovato secondo me delle soluzioni importanti sui cui stiamo lavorando molto. Il nuovo anno ci porterà tante partite e tante situazioni: Gilmour deve recuperare da un’operazione, Anguissa dovrebbe tornare a fine gennaio, poi ci sono altre situazioni gravi da valutare, come quelle di Lukaku e De Bruyne. Non sappiamo come e quando torneranno, è l’unica cosa che sinceramente mi preoccupa».
A che punto siamo del percorso di Hojlund?
«È cresciuto tanto nel momento in cui nessuno se lo aspettava, aveva ricevuto diverse critiche. Determinate caratteristiche si vedono, oggi è un Hojlund diverso di quando è arrivato. Si è messo a lavorare tanto, oggi sta dominando in quella posizione. Inizia a capire bene quando e come posizionarsi in un certo modo e in un certo momento, ti dà pressione. Va per i 23 anni, ha enormi potenzialità che sta dimostrando. Sta a noi migliorarlo. Mi ricollego al discorso della difesa, che difende andando in avanti, non dimentichiamolo. Non stiamo mai bassi ad aspettare, poi capita che se superano il pressing bisogna rientrare velocemente. Noi vogliamo sempre tenere la palla lontano dalla nostra area».
Qual è il rapporto con la squadra?
«Il minimo che possa dare a questi ragazzi, lo sanno bene. Con le mie squadre piace instaurare un rapporto “carnale”, di grande spessore e di grande fiducia reciproca. Quando c’è tutto questo, si dà sempre il massimo. Dico che sempre che sono pronto a morire sportivamente per loro, e loro dovrebbero fare lo stesso. È motivo di orgoglio e soddisfazione, ho un gruppo di ottime persone oltre che di calciatori. Questo Napoli va oltre le difficoltà, a volte anche oltre i propri limiti. Sono pronti a buttarsi nel fuoco, e vale anche per me. Quindi per gli altri, in tal senso, sarà sempre dura. Il rapporto è viscerale, non è un monologo: ci confrontiamo sempre, io anche se mi arrabbio poi mi resetto subito, per andare subito a difendere maglia e colori».
Spinazzola come sta, uscito al 45′?
«Aveva sentito un lieve affaticamento, non aveva senso in questo momento prendersi ulteriori rischi. Domenica giochiamo ancora».
Fonte: dal nostro inviati allo Stadio Zini Andrea Ferrari
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