Il Lecce, prossimo avversario della Cremonese, è il principale avversario dei grigiorossi nella lotta per non retrocedere
La lenta risalita della Fiorentina, insieme alla scossa in panchina a Genova e a Torino, lascia presagire che le maggiori indiziate per partecipare alla lotta per non capitolare alla fine saranno due: Lecce e Cremonese. Le squadre si affronteranno proprio nel weekend, in casa dei giallorossi. Esiste un bellissimo detto in Salento: “l’acqua te lu mare nun se porta mai” (l’acqua del mare non si porta via). Ossia, alcune cose fanno parte della natura e non si possono cambiare. Adattato al contesto sportivo e con una connotazione un po’ fatalista: ciò che accadrà domenica al Via del Mare è inevitabile e, allargando il discorso, racchiude anche l’essenza del calcio. La tensione prepartita, il rumore dello stadio, la delusione di una fazione e la gioia dell’altra. Seppur non ancora decisiva, è innegabile che si tratti di una gara spartiacque che segnerà il percorso futuro delle due squadre. Per la prima volta, infatti, la Cremo potrebbe trovarsi da sola in zona retrocessione. Dal lato giallorosso, una sconfitta significherebbe tornare di nuovo nel cuore della tempesta. Anche Nicola (neo cinquantatreenne) e Di Francesco si giocano molto. Niente paura, il campo parlerà a breve, spegnendo ancora una volta ogni chiacchiera di sottofondo.
L’ANDATA – Da Lecce a Lecce. Alla gara d’andata risale infatti l’ultima vittoria dei grigiorossi. Era il 7 dicembre, quattordicesima giornata e la Cremonese era lontana dalla zona calda. Dopo un primo tempo a tinte prevalentemente giallorosse, pur senza troppe emozioni, la Cremo era passata in vantaggio a inizio ripresa su rigore di Bonazzoli. A guadagnare la massima punizione era stato Vandeputte. A sigillare il 2-0 finale ci aveva pensato Sanabria, su cross al bacio di Zerbin. Chissà che l’aria del Salento non ispiri questi due giocatori che, al netto delle difficoltà, rimangono dotati di mezzi importanti.
MERCATO – La campagna acquisti invernali ha regalato al Lecce un centrocampista e una punta. Rispettivamente, Gandelman e Cheddira. Se il primo, prelevato dal Gent per due milioni, ha già messo a segno due reti e si sta rivelando utile alla causa, il secondo è ancora in cerca del primo gol. Qui si tocca un tasto dolente della stagione del Lecce, ovvero le poche reti realizzate (18, peggior dato della Serie A). Il reparto è orfano di Krstovic, autore di quasi la metà delle realizzazioni lo scorso anno e probabilmente non sostituito a dovere. Camarda non si è rivelato pronto e Stulic troppo inconsistente. Errore grave per un direttore sportivo che dice che «si può sbagliare la moglie, ma non il centravanti». Hanno salutato vari giocatori che avevano contribuito all’ultima salvezza: Guilbert, Tete Morente, Pierret, Kaba. Maleh, mai protagonista in Puglia, è venuto a Cremona.
IL MOMENTO – Dopo che due vittorie di fila, maturate contro Udinese e Cagliari, avevano rilanciato la squadra di Di Fra, il Lecce ha raccolto 0 punti nelle ultime due. Se contro l’Inter era preventivabile, a Como Coulibaly ha illuso i tifosi ospiti, prima della rimonta dei lariani. In generale i salentini stanno vivendo un buon momento, dopo un inizio complicato. La squadra ormai ha assorbito lo schema di gioco e le nozioni dell’allenatore e viaggia su una media punti maggiore rispetto alle prime giornate. Nelle ultime due stagioni Di Francesco, nonostante campionati dignitosissimi alla guida di squadre discutibili, ha capitolato alla fine. La maledizione si spezzerà o avrà ragione il detto «non c’è due senza tre»?
PROBABILE FORMAZIONE – Il Lecce dovrà fare a meno di alcuni giocatori in questa importante sfida salvezza. La squadra di Di Francesco si schiera con il classico 4-3-3 dell’allenatore abruzzese. Davanti a Falcone, la linea difensiva più quotata è quella composta da Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel e Gallo. Davanti a loro la diga formata da Ramadani e Coulibaly, con il primo più regista e il secondo più di sostanza. Se recupera, Gandelman giocherà un po’ più avanzato, con le frecce Sottil e Pierotti ai suoi lati. Favorito per ricoprire il ruolo di punta è Cheddira, con Stulic che dovrebbe partire dalla panchina. Ndri e Banda sono pronti a spaccare la partita nel secondo tempo.
