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Grande Cremonese al Grande Torino, aspettando il gol
Grande Cremonese al Grande Torino, aspettando il gol

La Cremonese esce dalla Coppa Italia nonostante una prestazione convincente. Ora testa al campionato con qualche consapevolezza in più

Una grande Cremonese al Grande Torino. L’avventura dei grigiorossi in Coppa Italia si è conclusa al primo turno eliminatorio contro il Torino, ma solo ai calci di rigore, dopo 120 (e passa) minuti di lotta e resistenza da parte degli uomini di mister Pecchia. Al di là del risultato finale, l’identità che sta ricercando il tecnico di Formia si è fatta vedere a più riprese, e questo lascia ben sperare in vista della prima giornata di campionato di domenica prossima.

AGGRESSIVI – Fin quando è rimasta la parità numerica, la squadra di categoria superiore sembrava la Cremonese: il 4-3-3 compatto schierato da Pecchia, con una difesa green anche a causa delle tante assenze (Sernicola, 24 anni, Ravanelli, 24, Okoli, 20 e Valeri, 23) è in grado di controllare bene il tridente Pjaca-Belotti-Linetty. A centrocampo ecco l’esperienza di Bartolomei e Castagnetti, accompagnati da Valzania, mentre le frecce del tridente sono Baez e Zanimacchia, pronte ad innescare l’unica punta Strizzolo. Una strategia che ha funzionato: i grigiorossi arrivavano per primi su tutti i palloni, ripartendo velocemente e impensierendo a più riprese i granata, senza però trovare mai l’affondo decisivo. Da sottolineare, tra gli altri, l’ottimo esordio dei nuovi arrivati Okoli, Sernicola e Zanimacchia.

INFERIORITÀ? – Considerando che la sfida è finita ai calci di rigore, con l’espulsione di Baez la Cremonese ha giocato oltre un’ora in inferiorità numerica, senza mai sfigurare. Nonostante l’uomo in meno, infatti, i grigiorossi hanno tenuto bene il campo, con Pecchia che ha anche cercato di vincerla nei tempi regolamentari inserendo Ciofani e Deli all’80’ per Valeri e Bartolomei. I sei giocatori subentrati non hanno dato la scossa sperata in avanti, ma si sono sacrificati in fase difensiva respingendo tutte le ultime falcate offensive del Torino.

CARNE TOP – Se la sfida è arrivata ai calci di rigore, il merito è soprattutto di Marco Carnesecchi: dopo 90 minuti di assoluta tranquillità, il classe 2000 ha indossato il mantello da supereroe, sfornando due parate di altissima qualità su Aina e Mandragora per poi parare anche un calcio di rigore al numero 38 granata nel secondo tempo supplementare. Sicuro e puntuale nelle uscite (anche quelle spericolate), riesce a comandare sempre la difesa come piace al mister. Non per niente Ariedo Braida ha insistito con l’Atalanta per riaverlo in prestito a Cremona dopo gli ottimi sei mesi della scorsa stagione.

I CONTRO – Sono due i fattori che fanno storcere il naso nella (comunque) più che positiva serata di Torino. Prima di tutto l’espulsione di Baez, che ha impedito alla Cremonese di attaccare come in precedenza alla ricerca del vantaggio. La “Chinitaha scherzato a più riprese con Ricardo Rodriguez (ammonito dopo soli 20′), ma la leggerezza che gli è costata il secondo cartellino giallo (inutile trattenuta a centrocampo), ha compromesso la gara. Il secondo problema è sempre quello del gol: al netto delle ottime indicazioni che ha ricevuto il mister, il portiere avversario Milinkovic-Savic non ha mai ricevuto alcun tiro nello specchio della propria porta. Mister Pecchia dovrà lavorare molto su questo aspetto, magari in attesa di un rinforzo di peso dal mercato.

CAMPIONATO – Smaltita la delusione per il mancato passaggio del turno, domenica 22 agosto allo Zini arriva il Lecce di Baroni in occasione della prima giornata di Serie B. I pugliesi hanno superato il Parma in Coppa Italia e vogliono riscattarsi dopo la mancata promozione dello scorso anno. In casa grigiorossa Pecchia farà tesoro delle indicazioni ricevute ieri contro il Torino, consapevole che la strada intrapresa dalla sua Cremonese è quella giusta: i meccanismi sono ben oleati e si intravede già l’identità della squadra, ma per diventare grandi c’è bisogno di un altro attaccante in grado di garantire una grande quantità di gol.

Lorenzo Coelli

Redattore e Social Media Manager

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